Roma. Doppia esplosione nel parcheggio delle Poste di Via Marmorata. Nessun ferito. Allarme bomba anche al Circo Massimo [IN AGGIORNAMENTO]
ROMA – Doppia esplosione in strada a Roma, in via Marmorata, nei pressi della sede delle Poste questa mattina poco prima delle 10.
I presenti hanno udito due scoppi, in rapida successione, dei quali il secondo più forte.
Le esplosioni, dalle quali si sono subito si sono sprigionate le fiamme, sono avvenute tra le auto parcheggiate nei pressi della sede delle Poste,
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, gli artificieri e gli agenti della Polizia di Stato che hanno richiesto l’intervento anche della Polizia Scientifica che sta esaminando l’area interessata dalle esplosioni.
Quelle che in un primo momento erano state etichettate come “bombe carta”, sono le prime indagini si sarebbero rivelate essere due rudimentali ordigni incendiari contenenti liquido infiammabili la cui esplosione sarebbe stata radiocomandata.
Fortunatamente le esplosioni non hanno causato feriti, ma solo danni ad una vettura e ad un furgoncino delle Poste tra i quali erano state collocate le bombe.
Al momento non ci sono state rivendicazioni, gli investigatori non escludono la pista anarchica… Tale pista sarebbe. al momento, la più accreditata, sia per la tipologia degli ordigni, sia per la scelta delle Poste come obiettivo.
Allarme bomba nella zona del Circo Massimo, forse effetto dell’immediata psicosi. Infatti la segnalazione di pacchi sospetti si è rilevata… irrilevante dal momento che quei pacchi contenevano sabbia…
[IN AGGIORNAMENTO]
Secondo i primi rilievi si sarebbe trattato di un unico ordigno. Le due esplosioni sarebbero state causate dall’innesco prima e dal liquido infiammabile dopo (molto probabilmente benzina). Ad intervenire per primi sono stati proprio i dipendenti delle Poste che hanno subito spento l’incendio con alcuni estintori.
Si sarebbe trattato di una sorta di “gesto dimostrativo” dal momento che l’ordigno non aveva una potenza sufficiente per essere considerato “atto ad offendere”. Si è valutato che la quantità del liquido infiammabile non superasse il litro.













