21 Marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamoValle d. Sacco

A proposito dell’Ospedale di Colleferro. Carnì: «Non si può svestire un altare per vestirne un altro…»

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa sottoscritto dal Prof. Domenico Carnì, Presidente Regionale per il Lazio delle associazioni Anpo‑Ascoti‑Fials Medici.
Nella nota Carnì interviene a proposito delle questioni relative al futuro dei nosocomi dell’Asl RmG, con particolare riguardo all’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro.
Si ricorda che sull’argomento è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Colleferro che si terrà Martedì 23 Settembre alle ore 10 •>.

Domenico Carnì
Il prof. Domenico Carnì

«C’è un vecchio detto che recita: “Non si può svestire un altare per vestirne un altro”, ma è quello che si sta verificando nella riorganizzazione ospedaliera della Asl RmG che vede l’ospedale di Colleferro privato di alcuni servizi e reparti per “vestire”  gli ospedali di Palestrina e di Tivoli.

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Poiché vorrei fossero evitati, sia i banali campanilismi, che la discesa in campo di rappresentanti politici eletti al Consiglio Regionale provenienti dal territorio ove insistono detti ospedali, è opportuno ragionare su dati certi e leggi dello Stato.

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Da uno studio fatto dal dott. Carlo De Luca e presentato il 17 Aprile 2014 in occasione di un incontro tra Direzione strategica della RmG con i Direttori di Uoc si documenta una maggiore incidenza (del 10%) della mortalità nella RmG rispetto a tutta la Regione Lazio, perché qui si verifica il maggiore livello di deprivazione socio‑sanitaria.
Pertanto è da qui che bisogna partire per affermare che non c’è nessuna logica nella riduzione di servizi ed assistenza sanitaria perché già l’offerta è molto al di sotto di quella prevista da leggi dello Stato ed anche rispetto a quasi tutte le altre Asl del Lazio.

Volendo poi intervenire su quanto sta accadendo nell’ospedale di Colleferro appare evidente che non si è possibile mettere in atto:
• lo smantellamento della radiologia, con conseguenti rischi sia per i cittadini che per i medici:
• lo smantellamento del laboratorio analisi, con obbligo per i cittadini di rivolgersi al privato (basta considerare la notevole riduzione delI’offerta e lo spostamento dei prelievi in zone disagevoli specie per gli anziani).

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Quanto poi al trasferimento del reparto di Ostetricia e ginecologia a Palestrina si fa un ragionamento veramente “bizzarro”.
Va detto che né l’Ostetricia di Colleferro né quella di Palestrina raggiungono i mille parti previsti dalle linee guida nazionali e la conseguente decisione sarebbe quella di trasferire tutto a Palestrina. Perchè?

Si parla da anni della Rianimazione a Colleferro. Che fine ha fatto?

Infine la ciliegina del trasferimento del reparto di psichiatria da Subiaco a Colleferro all’interno della zona di degenza e quindi in contrasto con tutte le norme previste per la collocazione di detti reparti.

Di fronte a queste, ed altre decisioni, quantomeno discutibili, è necessario che tutti si impegnino affinché non si faccia la fine dei polli di Renzo di manzoniana memoria, ma si provveda a vestire gli altari e non a spogliarli…».

F.to Prof. Domenico Carnì – Presidente Regionale per il Lazio delle associazioni sindacali Anpo‑Ascoti‑Fials Medici