IC Colleferro 2. “Per non dimenticare”, due incontri dedicati alla Shoah: “Auschwitz: l’orrore della malvagità umana” e “Il Valore della Memoria”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato interessante ed esaustivo l’incontro che si è svolto nella giornata di Lunedì 3 Febbraio presso la Sala Konver di Colleferro, organizzato dall’I.C. Colleferro 2, con il Patrocinio del Comune – che ha coinvolto gli studenti di tutte le classi di Scuola Secondaria di Primo Grado della G. Mazzini, della Innocenzo III di Gavignano e dell’I.C. di Olevano Romano – dedicato al “Valore della Memoria”.
Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica d.ssa Marika Trezza che ha ringraziato gli illustri relatori Mons. Vincenzo Apicella Vescovo Diocesi Velleri-Segni, il Prof. Giacomo Moscati Vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma, Massimiliano Aquilante Pastore della Chiesa Evangelica Valdese di Colleferro e le autorità intervenute: il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Sindaco di Gavignano Ivan Ferrari ed il Vice Sindaco di Olevano Romano Paola Buttarelli.
Ha poi sottolineato il valore dell’iniziativa “Per non dimenticare” che si è sviluppato in due incontri.
Il primo si è svolto Lunedi 27 Gennaio nel giorno della Shoah, tenuto da Claudio Gessi – Pres. Cers “V. Bachelet” – che ha affrontato il tema di “Auschhwitz: l’orrore della malvagità umana”, ricordando come la storia del secolo scorso sia stata tristemente segnata da un fenomeno politico sociale e culturale che ha sconvolto l’Europa e tutto il mondo occidentale: il nazi-fascismo, che portò a macchiarsi del crimine più terribile che l’umanità abbia mai conosciuto : lo sterminio di milioni e milioni di uomini, donne e bambini.
Il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, non fu l’unico, ma sicuramente è il simbolo della follia nazifascista che ha voluto lo sterminio di ebrei, rom, oppositori del regime, omosessuali, anziani e persone deboli e malate.
Il secondo incontro è stato invece dedicato a “Il valore della memoria”, per non dimenticare l’orrore di cui l’uomo è stato capace, la soppressione della dignità dei suoi simili e dobbiamo, tutti insieme, essere sentinelle vigili affinché questo non accada mai più.
Nel suo intervento il Sindaco Pierluigi Sanna ha elogiato la Dirigente Scolastica per l’iniziativa, che ha dato la possibilità agli studenti di incontrare personalità di grande valore ed ascoltare le loro parole sulla pagina più buia della storia dell’umanità, eventi drammatici che ancora oggi, nonostante i tanti documenti e le tante prove a disposizione, qualcuno riesce a negare.
È contro queste idee negazioniste che dobbiamo lottare, impegnandosi nello studio e nell’approfondimento.
Dopo gli interventi del Sindaco di Gavignano Ivan Ferrari e della Vice Sindaco di Olevano Paola Buttarelli, la parola è passata ai ragazzi che hanno letto pagine di libri, poesie e testimonianze di sopravissuti.
Mons. Vincenzo Apicella si è rivolto con grande familiarità agli studenti sottolineando come la cosa più importante che la radice ebraico-cristiana ci ha dato è la dignità della persona, il diritto assoluto al rispetto. Se possediamo questo anticorpo sapremo far fronte alla violenza ed impedire che “ciò che è stato non abbia più a ripetersi”. Oggi è Shoah la morte di tanti migranti nel Mediterraneo, gli attentati ed i rapimenti nel continente africano, le guerre che mietono morti nel mondo intero e dobbiamo impegnarci al rispetto dell’altro, all’accoglienza e alla solidarietà.
Qualcuno di fronte all’immane tragedia della Shoah si è chiesto dove fosse Dio in tutto quel dolore, Egli era nelle camere a gas insieme al suo popolo, per far capire all’essere umano di cosa fosse capace di fare sia nel male, ma anche nel bene, ricordando che «Dio è sempre dalla parte di chi è crocifisso e mai dalla parte di chi mette in croce».
Il Prof. Giacomo Moscati ha esordito ringraziando tutti i docenti per il loro impegno verso i ragazzi aiutandoli a comprendere la tragedia della Shoah.
Ha poi dato testimonianza della sua storia, discendente di una famiglia completamente annientata ad Auschwitz, e come in quei tempi tragici ci furono atti meravigliosi da parte della popolazione italiane, ma anche atti terribili perché anche il nostro popolo contribuì alla deportazioni degli Ebrei.
Ha poi ricordato come ad Auschwitz furono uccisi centosessantamila bambini, usati spesso per esperimenti atroci. Ha invitato i ragazzi a combattere l’indifferenza e l’odio per realizzare una società che sappia dimostrare di aver imparato dagli errori del proprio passato, mantenendo viva la memoria.
Il terzo ed ultimo intervento è stato affidato a Massimo Aquilante, Pastore della Chiesa Evangelico Valdese di Colleferro, che ha evidenziato come fare memoria significa farsi carico di quanto successo e trasmetterlo alle future generazioni.
Il ricordo è necessario per affrontare meglio il presente ed aprirlo ad una prospettiva che riguarda il futuro.
Ai giovani di oggi, che hanno ascoltato le testimonianze degli ultimi sopravvissuti alla Shoah, spetta il compito di divenire essi stessi testimoni, depositari della memoria, affinché non si avveri quello che dichiarato la senatrice Liliana Segre: «quando i pochi testimoni diretti della Shoah rimasti in vita se ne saranno andati, con loro rischia di venire seppellito anche il ricordo di ciò che è stato l’Olocausto compiuto dai nazisti contro gli ebrei con i campi di concentramento».
A chiudere nel modo migliore questa coinvolgente manifestazione sono le note de “La vita è bella” di Nicola Piovani, eseguite al violino dall’artista Fatmira Fati.



































