Colleferro. Usb: «Lazio Ambiente Spa e Regione Lazio. I nodi del piano di gestione dei rifiuti vengono al pettine, a farne le spese come sempre i lavoratori»
COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Usb a proposito del piano di gestione dei rifiuti e di Lazio Ambiente Spa.
«La gestione rifiuti nella Valle del Sacco è stata fino ad oggi operata da società non affidabili. La nota vicenda del consorzio Gaia ne è una dimostrazione.
Il consorzio, che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di 48 Comuni delle province di Roma e Frosinone, servendo un territorio di 450mila abitanti e impiegando 1.300 lavoratori, venne costituito nel 1997 nell’ambito di un piano di esternalizzazione e gestione consortile e sovracomunale dei servizi di raccolta dei rifiuti promosso dalla Regione Lazio e diretto a favorire l’incremento dell’occupazione nella Valle del Sacco.
Dopo il commissariamento e poi il fallimento del consorzio Gaia per insolvenza, il commissariamento porta l’indebitato consorzio Gaia nelle mani della Regione Lazio, che si presenta con buona pace di tutti come la tanto agognata soluzione di riscatto dal passato con una proiezione rosea verso il futuro.
E invece nulla è cambiato: gestione scellerata come in passato, spreco di denaro pubblico e una situazione impiantistica e logistica disastrata.
Gli impianti di termovalorizzazione sui quali non è mai stato operato un serio intervento manutentivo e di revamping versano infatti in condizioni rovinose, così come il parco automezzi per la raccolta.
L’avvicendamento ai vertici aziendali non ha di fatto prodotto alcun cambiamento.
Oggi la Regione Lazio dichiara che la società versa in una condizione di dissesto economico-finanziario, al punto che la stessa continuità aziendale risulta compromessa.
Pertanto, in qualità di proprietario dell’intero capitale azionario della società, la Regione Lazio ha deciso di mettere sul mercato il 100% delle azioni possedute, determinando la privatizzazione di fatto della gestione dei rifiuti.
Le organizzazioni sindacali confederali firmatarie concordano, tra gli altri punti, sull’attivazione delle politiche attive e dei percorsi di accesso agli ammortizzatori sociali.
La Usb non ha sottoscritto l’accordo siglato il 05.06.2017, poiché esso prevede la privatizzazione di una società di carattere pubblico, con conseguenti esuberi, contrazione dei salari e aumento dei rischi per la salute e per l’ambiente.
La Usb ritiene responsabile dei fallimenti descritti il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i suoi gregari, i quali non sono stati in grado di elaborare un piano di gestione dei rifiuti efficace a gestione pubblica, che avrebbe tra l’altro un impatto significativo in termini occupazionali e di tutela ambientale.
Questa Organizzazione sindacale prende le distanze dalle determinazioni della Regione e delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie e ribadisce la ferma decisione di battersi affinché venga adottato al più presto un piano di gestione dei rifiuti efficace e che garantisca la tutela dell’occupazione e della salute dei lavoratori e della cittadinanza tutta».
F.to Usb Frosinone











