22 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Una Santa Messa nel Giorno del Ricordo per commemorare le vittime delle foibe ed il drammatico esodo giuliano dalmata

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COLLEFERRO – Il 10 Febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo – dedicato ai massacri delle foibe ed all’esodo giuliano dalmata – il Parroco Vicario della Chiesa di Santa Barbara, Don Ettore Capra, ha celebrato una Santa Messa dedicata a quella tragedia.

Alla funzione religiosa – che si è svolta alle ore 18 presso la Chiesa Madre della città – hanno partecipato il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il nuovo dirigente del locale Commissariato della Polizia di Stato dr. Francesco Mainardi, rappresentanti della Polizia Locale, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Bersaglieri nonché della locale Sezione “Valle del Sacco” della Croce Rossa Italiana e delle Suore Salesiane. Tra gli intervenuti c’era anche il Presidente dei Comitati di Quartiere Mario Briganti.

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Nel corso dell’omelia della messa – celebrata con il Vangelo del giorno, e non con la liturgia esequiale – don Ettore Capra, friulano di origine, con una malcelata commozione, ha ricordato il dramma che vissero i deportati, prima, e gli esodati poi, a ridosso del confine nord-orientale dell’Italia alla fine e nell’immediato dopoguerra del secondo conflitto mondiale.
Lo ha fatto con voce tremante davanti ad un catafalco posto davanti all’altare quale simbolo di tutte le vittime di quella immane tragedia.

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Al termine della messa, Don Ettore ha passato la parola al Sindaco Pierluigi Sanna.

«… In quelle zone di frontiera – ha affermato, tra l’altro, il Sindaco – si è consumata la tragedia delle foibe, si è consumato il delitto dell’uccisione attraverso l’infoibamento. Credo che da questo punto di vista la riflessione indicata dal Capo dello Stato sia una riflessione necessaria ed importante.
La reazione del Paese all’epoca fu una reazione diversa. Ci furono reazioni contrastanti. Ci fu anche tanta solidarietà: in tante parti d’Italia si accolsero gli istriani giuliano-dalmati…
Il dibattito andò avanti per molti anni… Ogni volta con i Bersaglieri, che saluto, ricordiamo gli anni Cinquanta perché soltanto dopo un po’ di tempo, grazie appunto all’ingresso dei bersaglieri, abbiamo visto Trieste rientrare nel processo di riunificazione. […]
La riflessione nell’immediato dopoguerra fu forse troppo veloce, perché c’era anche molta fretta di dimenticare gli orrori della guerra.
Il ricordo serve ad utilizzare al meglio lo strumento della memoria.
Don Ettore, come me, ha a cuore la memoria, l’attualizzazione della memoria e la riflessione.
Sono cose che non vanno molto di moda perché la società in cui viviamo è una società che ci impone ritmi veloci su qualsiasi cosa, e la memoria non è abituata a dirci che a volte dobbiamo fermarci e dobbiamo riflettere perché la democrazia è fragile e va tutelata. La Costituzione, l’apparato dello Stato democratico, la Repubblica Parlamentare di cui siamo onorati di essere cittadini vanno ogni giorno puntellati.
Questo è l’unico modo per lasciarli così intatti ai nostri figli. Sappiamo cosa portano le dittature e sappiamo cosa portano le democrazie. La nostra democrazia ce la dobbiamo tenere ben stretta.
Ed uno dei modi per tenerla ben stretta – ha aggiunto Sanna – è conservare la memoria del nostro popolo e delle violenze e delle ingiustizie affinché, come diceva Don Ettore, non possano capitare mai più…».
(Di seguito, in video, l’intervento completo del Sindaco Pierluigi Sanna)

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