18 Marzo 2026
Città Metropolitana di RomaRiceviamo e pubblichiamo

Colleferro. Risse davanti a locali pubblici, multe e provvedimenti di chiusura. Lettera aperta di Luca Nitiffi al Comandante dei Carabinieri

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COLLEFERRO – Riceviamo e pubblichiamo una “Lettera aperta” al Comandante dei Carabinieri a firma di Luca Nitiffi.

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Di seguito il testo.

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«Lettera aperta al Comandante dei Carabinieri di Colleferro

Gent.mo Comandante,
apprendo da cittadino e da colleferrino che da sempre svolge attività politica sul territorio, che c’è un giro di vite sui locali della movida notturna e che ha visto i carabinieri segnalare alla Questura di Roma delle irregolarità che hanno portato alla chiusura forzata con tanto di sigilli di alcuni locali per alcuni giorni con relativa multa, ricorsi e bla bla bla…

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Questa lettera ovviamente non vuole assolutamente entrare nel giusto diritto dovere di eseguire tutti i controlli necessari per prevenire qualsivoglia sgradevole situazione di illegalità o di disagio sociale, ma rimango costernato da alcune presunte violazioni attribuite agli esercizi che leggo nei verbali da voi redatti e che cito: “Il titolare dichiarava che le telecamere non erano funzionanti”.

Prima risposta: ancora nessuna legge dello Stato obbliga gli esercenti ad avere telecamere nei locali, anzi qualora le telecamere sono in funzione bisogna informare gli avventori di tale presenza e comunque qualora ci siano filmati che possano essere ritenuti utili per qualsiasi tipo d’indagine, nessun esercente può rifiutarsi di fornirli alle forze dell’ordine, pena il sequestro immediato dei filmati.

Secondo punto: “Il titolare non ha avvertito il 118 per risse o tafferugli fuori o dentro il locale”.
Seconda risposta: innanzi tutto bisogna capire in una zona con più locali chi è il responsabile della non avvenuta comunicazione di aiuto al 118 e poi le norme sull’omissione di soccorso sono legate all’individuo che assiste materialmente a tali situazioni e non solo a chi è titolare di partita Iva del locale immagino quindi (non voglio insegnare il mestiere a nessuno) che dopo la/e rissa/e siano stati identificati tutti quelli che hanno assistito e che inoltre siano stati sequestrati o visionati i cellulari con le telecamere per verificare se ci fossero riprese. Sic!!!!!
Scusi il sarcasmo, ma la risposta ovvia è:
Ovviamente no! E perché?

Vede Sig. Comandante se questi sono reati per i quali un esercente deve pagare migliaia di euro per fare ricorsi per potersi difendere, vorrei capire, chi paga quando muore un cittadino sotto un lato di un perimetro di una caserma dei Carabinieri e quindi di chi è la responsabilità ed ancor peggio di chi è la responsabilità se non dovessero esserci riprese dell’accaduto?

Illustrissimo Sig. Comandante in un Paese democratico la prevenzione vince sulle logiche punitive ed il pronto intervento si chiama così perché avviene prima del danno, o almeno cerca di prevenirlo.

Quando – e cito fatti realmente accaduti a Colleferro – dopo la morte di Willy, si accoltellano in Piazza Aldo Moro davanti la fermata dei bus, con tanto di ricovero al pronto soccorso quali attività avete ritenuto responsabili? Oppure quando si sono picchiati su Corso Garibaldi fronte Farmacia Brocchieri avete chiuso la banca e sequestrato le immagini?
Ed ancora quando un gruppo di ragazzini si è presa a sediate nei pressi di Via XXV Aprile si è chiesta la chiusura di quali attività?
Vuole scommettere che avete chiuso solo quella di somministrazione?

La cultura di individuare, verso chi somministra alcolici, la responsabilità diretta verso chi li consuma (almeno che non siano minori) è identica nell’individuare verso i tabaccai la responsabilità per i morti di cancro ai polmoni.

Quindi, non mi fermerò con una lettera aperta, ma su questa logica culturale punitiva farò attività politica sul territorio e coinvolgerò tutte le istituzioni perché la ricerca di un qualunque colpevole per non trovare nessun vero responsabile è un atto che ritengo lesivo per la comunità.

Come ritengo lesivo che in alcuni Paesi a scarsa democrazia si facciano dossier su singole attività, ma sono convinto che a Colleferro nessuno farà dossieraggi che appartengono a periodi che la storia ha sconfitto.

Immagino che Lei penserà che mi sono sentito colpito indirettamente da uno di questi provvedimenti perché uno degli esercizi colpiti è di mia sorella e non nascondo assolutamente questo suo possibile retro pensiero che non scioglie però l’interrogativo di fondo che è il seguente:
Se scoppia una rissa davanti o dentro un attività di chi è la responsabilità?

Purtroppo a Colleferro fino ad oggi la risposta è che se succede davanti o dentro le attività di somministrazione si chiede la chiusura delle stesse mentre se succede davanti altre attività queste non ne sono responsabili».

Con osservanza
Luca Nitiffi