19 Marzo 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. Morte di Ilaria Humber. I Carabinieri: «Cartelle falsificate e cure errate». Ora sono 11 gli indagati

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Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

COLLEFERRO (RM) – Oggi si parla di falsificazioni della cartella clinica e di pratiche mediche sbagliate… Indizi gravissimi emersi dalle indagini effettuate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Salute sulla vicenda della morte, avvenuta il 27 Aprile del 2012, della 13enne Ilaria Humber, all’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro.

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Per questo sarebbero indagate 11 persone, tra medici e paramedici, denunciate per omicidio colposo e falso in atto pubblico. Dalle indagini, tra l’altro, sarebbe stato rilevato un errato utilizzo di una sonda per il naso, utilizzata per via rettale. Proprio per questo – secondo le intercettazioni effettuate – i medici avrebbero brindato per esser riusciti a scongiurare il rischio della perforazione dell’intestino… E sarebbero stati gli stessi sanitari a convincere la mamma a non effettuare l’autopsia…

Già nell’ottobre dello scorso anno (leggi qui •>), furono emessi sei avvisi di garanzia dal Tribunale di Velletri nei confronti di altrettanti operatori sanitari, a diversi livelli, del pronto soccorso e del reparto di pediatria dell’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro, con riferimento alla morte, avvenuta il 28 Aprile del 2012, della tredicenne Ilaria Humber.

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L’ipotesi di reato era l’omicidio colposo, emerso dall’incidente probatorio che avrebbe riscontrato «profili di censurabilità a carico dei sanitari che ebbero in cura la paziente».
Gli operatori sanitari coinvolti sarebbero: P.P. (41), E.A. (43 anni), A.C. (49), M.A. (60), C.D. (58), F.A. (60).

– LA STORIA –

Ilaria Humber
Ilaria Humber

Era il 27 Aprile del 2012 quando Ilaria Humber, tredicenne residente con la mamma a Genazzano, di ritorno da una gita a scolastica prese a lamentarsi per forti “mal di pancia”. La mamma, Roberta, su consiglio della pediatra, la portò al pronto soccorso dell’Ospedale “Parodi Delfino” di Colleferro dove, con un codice giallo, fu ricoverata presso il reparto di pediatria.
Il giorno dopo, Sabato 28 Aprile alle 10,30, Ilaria morì per arresto circolatorio. A nulla valse un’ora di manovre di rianimazione per salvarla…
Dai primi esami non risultarono esserci perforazioni, mentre venivano evidenziati «un megacolon e un megasigma che possono essere provocati sia da anomalie congenite sia da fattori batterici».
Il padre, Roberto, di Paliano, separato da anni, che era fuori per lavoro, riuscì a raggiungere l’ospedale di Colleferro troppo tardi…
Per volere della mamma, assecondata dal papà, nell’immediato non fu effettuata alcuna autopsia, ma qualche giorno dopo il reparto operativo dei Carabinieri del Nas di Roma sequestrò la cartella clinica ed informò il magistrato del Tribunale di Velletri che dispose la riesumazione della salma dal cimitero di Genazzano, dov’era stata tumulata, e l’esecuzione dell’autopsia. Era il 7 Maggio del 2012.