Colleferro | Labico. Il Dr. Stefano Bottaro è il nuovo Presidente dell’Azienda Speciale “La Fenice”. Lo abbiamo intervistato…
COLLEFERRO | LABICO – L’Azienda Speciale “La Fenice” è un ente pubblico economico, senza scopo di lucro, “braccio strumentale” dei Comuni di Colleferro e Labico che opera nei settori delle Farmacie Comunali, dei Servizi cimiteriali, dei Servizi Museali, dell’assistenza all’infanzia e del settore “pulizie e verde pubblico”.
Tale ente ha un nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione, che i Comuni soci hanno individuato nella persona del Dr. Stefano Bottaro, figura con una profonda esperienza soprattutto nell’ambito della gestione e sviluppo delle risorse umane, che oggi mette a disposizione di Avio Spa.
In Avio è giunto dopo le esperienze in Rai, Poste Italiane, Bridgestone TCE, Alliance Medical, Teatro dell’Opera di Roma e Gruppo Proma.
All’indomani dell’incarico di Presidente del Cda de “La Fenice” abbiamo avuto modo di rivolgere alcune domande al Dr. Bottaro…
– Colleferro è da molto tempo il suo luogo di lavoro. Come si è trovato in questi anni? Passare dal Teatro dell’opera ad Avio è stata un’impresa facile?
«A Colleferro ho trovato la mia seconda casa ed effettivamente è proprio qui che trascorro la maggior parte delle mie giornate lavorative. In Avio lavoro dal 2018 a sfide sempre più appassionanti; ho capito che qui c’è una storia in grado di rappresentare le fondamenta dalle quali queste sfide possono decollare: è la storia della città-fabbrica nella quale il rapporto tra cittadini e lavoratori è il fulcro di un secolo di progresso e di sviluppo, che ha garantito dignità a famiglie provenienti da ogni parte d’Italia.
Il Teatro dell’Opera è stata una piccola parentesi, all’interno del mio percorso professionale, che ricordo con affetto perché la musica ed il teatro rappresentano dei valori fondamentali all’interno di una società ma il passaggio da un “piccolo mondo antico” ad Avio, che mi ha proiettato nello “spazio” e nel futuro è stata ed è tutt’oggi un’esperienza inebriante. Nella nostra azienda si formano e si plasmano il futuro del pianeta e del genere umano».
– Con la sua nomina i Sindaci di Colleferro e Labico hanno voluto “volare alto”, è orgoglioso che abbiano scelto Lei?
«Sì. Sono molto orgoglioso e soprattutto grato nei confronti dei sindaci. Nelle società pubbliche spesso la politica è abituata ad inserire nei ruoli apicali persone alle quali occorre trovare una collocazione, una poltrona per capirsi.
Sanna e Giovannoli mi sembrano un po’ delle “mosche bianche”, anche se coerenti con le loro storie. Io sono un manager che viene dal privato e sinceramente non mi sarei aspettato una chiamata del genere.
La loro scelta si è basata sul mio curriculum e solo su quello. Certo è che l’oste fa fatica a parlare della qualità del vino rimanendo credibile ma la mia trentennale esperienza lavorativa potrà consentirmi di non deludere le aspettative dei Sindaci e di imprimere su Fenice un nuovo sprint, o almeno lo spero».
– Fenice è un’azienda complessa, dalle farmacie che ormai non rappresentano più occasioni di fallimento ma sono il fiore all’occhiello fino ai servizi sociali ed educativi passando per molti altri settori fondamentali: come vive questa responsabilità?
«La vivo con grande senso del dovere soprattutto verso i lavoratori che colgo l’occasione per salutare e nei confronti dei cittadini ai quali, attraverso i servizi che eroghiamo, dobbiamo aumentare la qualità della vita. Da quello che ho potuto vedere la situazione dell’azienda, dal punto di vista economico-finanziario è positiva, nonostante i periodi difficili che viviamo. Si vede chiaramente che entrambe i Comuni sono stati sempre precisi nei pagamenti all’azienda».
– Il rapporto tra fabbrica e comune sempre ormai tornato ai tempi d’oro, la crescita dell’economia dello spazio ha aiutato molto. Il sindaco Sanna ha parlato con Ranzo prima della sua nomina? Come sono i rapporti tra comune ed Avio?
«Certamente, il sindaco Sanna si confronta spesso con il nostro Ad Ing. Giulio Ranzo. Hanno iniziato praticamente insieme i loro percorsi al vertice, entrambi nel 2015 e da sempre hanno collaborato con reciproca stima e voglia di fare. Ricordo molto bene le inaugurazioni dei nuovi capannoni e del dono da parte di Avio della terapia sub intensiva all’ospedale di Colleferro. Anche su questa mia nomina si sono confrontati all’interno di un quadro, come dicevo poc’anzi, di lealtà tra persone e di rispetto reciproco.
I rapporti tra il Comune ed Avio sono rapporti costruttivi, che hanno portato, per esempio, alla presidenza di Colleferro nella Cva (Colleferro Città dello Spazio 2022) ed alla cooperazione in molteplici occasioni, di tipo istituzionale, industriale, economico, sociale e culturale».
– Che indirizzo le hanno dato i Sindaci? È vero che le hanno chiesto soprattutto lealtà e dialogo?
«L’indirizzo è stato chiaro: aumentare la qualità della vita dei cittadini con particolare attenzione alle fasce più deboli salvaguardando, quindi, la vocazione sociale dell’azienda.
Una particolare attenzione mi è stata richiesta anche rispetto ai lavoratori e alle relazioni sindacali ma questo è proprio il mio mestiere: metterò a disposizione di tutto il Cda e del Direttore, la professionalità che ho acquisito negli anni e che ogni giorno continuo ad acquisire. Confermo che mi sono stati chiesti soprattutto lealtà e dialogo e confesso che mi è sembrato un po’ ovvio ma ho percepito che evidentemente in passato erano mancati ambedue.
Mi sono impegnato affinché vengano rispettati entrambi. Non posso pensare di non dialogare con i soci dell’azienda, che ogni mese saldano regolarmente le fatture ed egualmente non posso pensare di mantenere il mio incarico se venisse meno un leale rapporto di fiducia tra me ed i soci. Senza questo presupposto lascerei immediatamente. La mia professione mi consente infatti di vivere dignitosamente anche senza questo incarico, che vivo come una forma di “servizio” verso Colleferro e tutto il territorio, che mi ha ospitato ed accolto e che mi dà la possibilità di svolgere il lavoro che amo».














