Colleferro. Festa grande Domenica 2 Luglio alla Casa di Riposo “Maria Lilia” in occasione del 60° anniversario della Fondazione Religiosa “Pie Operaie”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stata festa grande Domenica 2 Luglio alla Casa di Riposo Maria Lilia in Via Dante, 18 a Colleferro per festeggiare il il 60° anniversario della nascita della Fondazione Religiosa “Pie Operaie”.
Era infatti il 2 Luglio 1963 quando l’allora vescovo di Segni Mons. Luigi Maria Carli, con proprio Decreto Vescovile Prot. 12/63, approvava lo Statuto della Fondazione di Religione, opera denominata “Istituto Pie Operaie”. Successivamente nel Gennaio 1965, l’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat riconobbe giuridicamente la Fondazione.
Oggi la Fondazione è gestita da Consiglio Direttivo composto dal Presidente Claudio Gessi, e dai Consiglieri Avv. Maria Antonietta Colabucci, Arch. Massimo Schiavi, Dr. Domenico Fabellini. Direttrice della struttura Francesca Proietti.
La Casa di Riposo è intitolata a Suor Maria Lilia Mastacchnii, nata a Castell’Azzara (Gr) il 24 Maggio 1892, a 15 anni entrò nel convento di clausura Francescano di Ischia di Castro (VT).
Vissuta in un momento difficile della Chiesa e della società civile, Maria Lilia abbandonò il Monastero francescano per dedicarsi ad uno stile di vita più semplice e povero, “fatto di attenzione e servizio agli ultimi”. Nel 1920 fondò a Gavignano, l’Istituto delle terziarie Francescane della Divina Provvidenza, oggi Pie Operaie, per l’assistenza morale e religiosa alle classi lavoratrici,
Suor Maria Lilia spirò a soli 33 anni, dopo lunga sofferenza, il 1°Aprile 1926 a Colleferro ove è anche sepolta nel locale cimitero.
Ricordiamo che dal 1992 è stato attivato il complesso iter burocratico per la beatificazione e canonizzazione di Suor Maria Lilia, di cui è promotrice l’Associazione “Fedeli Maria Lilia” che sta provvedendo alla raccolta di documenti, testimonianze, ricostruzione dei fatti che, dopo l’approvazione del Vescovo, vengono trasmessi alla Santa Sede.
A fare gli onori di casa ed accogliere gli illustri ospiti ed i tanti cittadini intervenuti c’era Claudio Gessi che ha sottolineato, nel suo intervento di apertura, come la Casa di Riposo sia una struttura socio-assistenziale per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti e come rappresenti un patrimonio per l’intero territorio.
«Il nostro personale – ha poi aggiunto – offre ai nostri ospiti uno stile familiare di accoglienza diverso da altre realtà, questo è il nostro marchio di fabbrica che non dovrà mai venire meno».
Una residenza viva e vivace, che oltre a gestire i servizi giornalieri, cerca di proiettarsi verso il futuro, offrendo servizi di qualità fatti con il cuore, espressione vera di un nuovo umanesimo.
Claudio Gessi ha poi rivolto un particolare ringraziamento agli ospiti per la loro presenza: S.E. Rev.ma Mons. Stefano Russo- Vescovo della Diocesi Segni-Velletri, la Consigliera comunale Benedetta Siniscalchi in rappresentanza del Comune di Colleferro, la Vicesindaca del Comune di Segni Chiara Pizzuti, il Sindaco di Gavignano Ivan Ferrari ed il Sindaco di Montelanico Sandro Onorati.
Nelle parole di S.E. Rev.ma Mons. Stefano Russo c’è stato l’invito a fare memoria delle persone che ci hanno preceduto e di quanto hanno operato a favore del bene della comunità, ma nel contempo a fare tesoro e trarre forza da questo passato bello e fare tesoro delle tante cose buone che ci hanno tramandato.
La storia della Casa di Riposo Maria Lilia è vicenda fatta di volti di persone che si sono messe in gioco ed hanno dedicato la loro vita alla realizzazione di progetti a favore del prossimo. (di seguito il breve intervento integrale).
Si sono poi susseguiti gli interventi delle altre autorità da cui è emerso come l’opera delle Pie Operaie abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro territorio, coinvolgendo non solo la comunità di Colleferro, dove operarono soprattutto con l’assistenza alle donne lavoratrici ed aprirono una tipografia che dette lavoro a tante giovani donne.
Nel Comune di Segni nel 1919 Suor Maria Lilia fondò l’Istituto delle Terziarie della Divina Provvidenza, autorizzato dal Cardinale Scopoinelli.
A Gavignano nel 1920 fondò l’ordine delle Suore Terziarie francescane, poi Pie Operaie, ed aprì un asilo per l’assistenza a giovani madri impegnate nel lavoro. Seppe poi dare vita ad iniziative capaci di formare figure professionali, soprattutto tipografi. È possibile visitare presso il locale Museo della Civiltà Contadina una sezione di grande interesse tutta dedicata al materiale storico necessario per la tipografia.
Nel Palazzo di Corte organizzò un ospedale capace di dare assistenza alla cittadinanza, operando con lungimiranza nell’importanza, ieri come oggi, alla sanità di periferia, così come fece a Montelanico.
L’intervento dell’Ing. Massimo Schiavi è stato caratterizzato dal ricordo delle peripezie per costruire l’attuale Casa, i cui lavori iniziarono nel 1990 nonostante i pochi mezzi a disposizione, la fiducia nell’intervento della divina provvidenza, che si materializzò nella generosità di tanti personaggi, anche del mondo dello spettacolo, e di tanti cittadini, permise la loro ultimazione con successo tre anni dopo.
Un altro momento di grande commozione è stato l’omaggio a Sorella Iva Caprini, ultima delle allieve in vita di Suor Maria Lilia, alla quale è stata consegnata una targa ricordo dal Vescovo Stefano Russo. Targhe ricordo sono state consegnate ai dipendenti, oggi in pensione, che per primi prestarono la loro opera nella struttura e a quanti, a vario titolo, hanno operato nell’ambito della Casa anche a titolo volontario.
A rallegrare il pomeriggio c’era l’accompagnamento musicale di Gilberto Perica che ha regalato a tutti gli ospiti grandi emozioni. Non è mancato il brindisi augurale ed un dolce rinfresco.








































