Colleferro. Festa del Patrono. Santa Barbara torna ad essere celebrata nella quasi normalità. Il Comune acquisterà il Sacrario. Inaugurata la Biblioteca Comunale in Via Nobel
COLLEFERRO – La Festa del Patrono Santa Barbara del 2021 è tornata ad essere un po’ più simile a quella degli anni in cui la pandemia non aveva ancora sconvolto il nostro modo di vivere sociale.
Ferme restando le precauzioni, alle quali tutti siamo ormai abituati, il palinsesto degli eventi inclusi nella celebrazione del Santo Patrono di quest’anno, si è ripopolato di momenti importanti per la comunità colleferrina.
Si aggiunga il fatto che l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Pierluigi Sanna, ci ha abituato a vedere concentrata parte degli eventi importanti dell’anno, proprio in concomitanza con la festa del patrono, che tra l’altro è anche il giorno del compleanno del primo cittadino… e quest’anno sono 33…
Il tutto è iniziato di buon mattino. Sotto un sole non ancora in grado di riscaldare la giornata, alle 8, è stata deposta una corona d’alloro al Cimitero comunale per commemorare i caduti dello Scoppio del ‘38.
Subito dopo il “corteo istituzionale” si è trasferito presso il Sacrario, nell’edificio dell’ex direzione della Bpd, e qui si è avuto il primo vero evento della giornata.
Dopo l’omaggio ai defunti infatti il Sindaco Sanna ha annunciato che proprio in quel luogo ed in quel momento si sarebbe svolta una seduta della Giunta comunale con all’ordine del giorno l’acquisto dell’intero edificio della ex Direzione Bpd da parte del Comune.
Il Segretario comunale, Dr. Raponi, ha verbalizzato gli atti relativi alla riunione della Giunta e l’Assessore al Patrimonio Sara Zangrilli ha illustrato i termini dell’acquisto sia in giunta sia pubblicamente nel porticato dello splendido edificio morandiano.
I fondi per l’acquisto sono stati reperiti grazie a quelli accantonati e poi liberati per la messa in sicurezza dei conti economici della Stu e del Comune stesso.
«Finalmente – ha affermato il Sindaco Sanna – un altro sogno si avvera: la ex Direzione Bpd diventa pubblica, ospiterà la nuova Aula Consiliare con annessi uffici comunali e sarà, sia la casa dei cittadini, sia il luogo dei ricevimenti delle delegazioni estere, per esempio in occasione della Capitale Europea dello Spazio 2022.
Anni di sacrifici si tramutano in una grande conquista per tutti i colleferrini.
Il palazzo, dove lavorava Parodi ed i vertici della fabbrica, diventa pubblico ed a disposizione di tutta la città!
Ringrazio la giunta e tutta la maggioranza che mi hanno sostenuto in questo sogno stupendo che si realizza!…».
Sui social, nei giorni precedenti, Sanna aveva annunciato che in occasione della Festa di Santa Barbara sarebbero state rese di dominio pubblico “due grandi e storiche novità” per Colleferro.
Senza ombra di dubbio, questa era la prima…
Mentre in Piazza Italia e nella zona di Largo Boccaccio e Via Berni partiva la tradizionale fiera cittadina, intorno alle 10 venivano inaugurate la Mostra Micologica, in Piazza Italia, la Mostra di Modellismo, al Museo Marconiano di Via degli Esplosivi, ed alle 10,30 venivano premiati i vincitori della 53^ edizione del Premio Scrittura Santa Barbara.
Alle 11, nella chiesa Madre di Santa Barbara, il Vescovo della Diocesi Velletri-Segni, S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Apicella, ha officiato la SS. Messa.
Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18,30, sono stati aperti al pubblico i Rifugi Antiaerei di Via Santa Bibiana per visite guidate su prenotazione, al fine di gestire gli accessi nel rispetto delle norma anticovid.
Proprio alle ore 16 era stata fissata l’inaugurazione della Biblioteca Comunale intitolata a Riccardo Morandi, l’altra “grande e storica novità” per Colleferro, alla quale si riferiva il Sindaco.
Nel corso dell’Amministrazione Sanna, la biblioteca comunale veniva dapprima trasferita dal “cubo” di Via Carpinetana nei locali di proprietà pubblica di Via Leonardo Da Vinci e poi, definitivamente, in quelli inaugurati ieri, ancora in un edificio morandiano, al piano terra di quel locale che fu realizzato a suo tempo per ospitare i laboratori dell’Istituto professionale.
Dopo il taglio del nastro, l’apertura dell’originale porta d’ingresso della biblioteca, e la benedizione officiata da Don Marco Fiore, il corteo istituzionale ha visitato l’area destinata alla biblioteca dei bambini per poi entrare nell’unico, ampio locale – completamente restaurato nel rispetto dell’architettura iniziale, conformata ed arredata in funzione della sua nuova destinazione d’uso – che sarà la Biblioteca Comunale da qui agli anni a venire.
Il “corteo istituzionale” – oltre che dal Sindaco Pierluigi Sanna e dalle autorità militari, con in testa il Comandante la locale Compagnia Carabinieri Cap. Vittorio Tommaso De Lisa – era costituito dal Sen. Luigi Zanda, dal Vicepresidente della Giunta regionale del Lazio Daniele Leodori, dal Procuratore Capo del Tribunale di Velletri dr. Giancarlo Amato, dalla Consigliera regionale Eleonora Mattia nonché dall’ing. Maurizio Morandi, figlio di Riccardo cui è intitolata la Biblioteca Comunale.
Per l’Amministrazione comunale erano presenti i membri della Giunta e molti consiglieri comunali di maggioranza tra i quali il prof. Luigi Moratti, assistente del Sindaco nella delega alla Cultura, che ha fatto da “moderatore” degli interventi.
«Non potevamo non intitolare questa biblioteca all’ing. Riccardo Morandi – ha esordito Moratti dopo aver salutato i convenuti – perché proprio lui, nel lontano 1939, fece costruire questo splendido edificio di stile razionalista che è stato per tanti anni un istituto professionale industriale nella quale si sono formate le maestranze che avrebbero trovato lavoro all’interno della Bpd. Tutto questo fino al 2004 quando l’amministrazione comunale del tempo decise di trasferire l’istituto fuori città, su Via Palianese. Allora questo edificio venne abbandonato e cadde in rovina.
La nostra amministrazione ha deciso di rendere questo bellissimo edificio nuovamente fruibile per la cittadinanza, mantenendo la cultura come destinazione d’uso. La biblioteca, come il museo, sono la massima espressione della cultura di una qualsiasi città.
Era nei nostri desideri da tempo giungere a questo risultato…».
«Stasera inauguriamo questa nuova biblioteca – ha affermato Sara Zangrilli, Assessore al Patrimonio del Comune di Colleferro – frutto di un lungo lavoro proseguito nonostante la fase pandemica. Un lungo lavoro che questa sera vediamo quasi concluso: mancano ancora alcuni arredi, le strumentazioni multimediali,… ma il grosso è stato fatto.
Questa struttura è stata realizzata grazie ad un importante finanziamento della Regione Lazio insieme a fondi del bilancio comunale per un totale superiore al milione di euro. Lavori ancora in corso e che prevedono tra l’altro di togliere la tensostruttura nella piazzetta antistante l’ingresso della biblioteca e la realizzazione di una nuova palestra per la scuola media.
Voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito a questa realizzazione a partire dall’Ing. Casinelli dell’Ufficio tecnico comunale, ed ancora Luca Calselli, Emanuela Mentuccia, Rosario Algozzino che hanno realizzato tutto questo, davvero bellissimo, quindi non potevamo non ringraziarvi del vostro lavoro.
Un ringraziamento ed un augurio di buon lavoro va anche a coloro che lavorano in questo spazio e che hanno collaborato, insieme al servizio manutenzione, al trasferimento della biblioteca…».
A seguire sono intervenuti l’Ing. Maurizio Morandi, il Dr. Giancarlo Amato e la Consigliera Mattia.
«Oggi è un giorno particolarmente importante – ha affermato poi il Vice Presidente del Lazio Daniele Leodori – perché questa biblioteca può rappresentare sicuramente “Cultura”, perché aprire un luogo così bello e così simbolicamente importante per Colleferro e dedicare questo spazio ad una biblioteca destinata tanto ai bambini quanto agli studenti, anche universitari, significa posizionare Colleferro ad un livello culturale importante.
Questa biblioteca vuol dire anche “Memoria” perché ripercorre un aspetto della storia di questa città e di questo comprensorio molto importante, anche dal punto di vista urbanistico, riscoperta e rivalutata negli ultimi trent’anni.
In un periodo come questo segnato dalla pandemia, la speranza è che questa inaugurazione possa essere anche “Ripartenza” di una città, di una comunità, di un Paese nel suo complesso che ha sofferto negli ultimi 19 mesi e che vuole tornare a sperare nel futuro.
Credo che l’inaugurazione di un luogo come questo voglia significare anche guardare al futuro con ottimismo, soprattutto per i più giovani, per i bambini e soprattutto per gli studenti liceali ed universitari che in questi mesi hanno sofferto più di tutti. Perché non frequentare in presenza gli anni del liceo o dell’università vuol dire perdere molto. Questa inaugurazione vuol dire anche tornare ad una socialità che in questi mesi purtroppo avevamo perso.
Faccio i complimenti al Sindaco ed a tutta l’Amministrazione comunale per questa idea. E questo è solo un punto di partenza. Questo edificio dovrà tornare a splendere e ad essere nel vivo della città come lo era stato per la scuola di formazione professionale ed in futuro con una molteplicità di spazi che torneranno ad essere vivi e vissuti a pieno da questa comunità…».
«Per me e credo per tutti voi – ha esordito il Sen. Luigi Zanda – oggi è veramente un pomeriggio magnifico, perché inaugurare una biblioteca, tra tutte le inaugurazioni che si possano fare, è la più bella di tutte.
Inaugurare una biblioteca con questa qualità e con questa straordinaria disposizione… Una biblioteca situata in un edificio progettato da una grande ingegnere è veramente una cosa molto toccante. Quando il Sindaco Sanna ed il Vicepresidente Leodori mi hanno chiesto di venire, non ho esitato un attimo, ed ora non posso che felicitarmi con tutta l’Amministrazione comunale, perché ogni volta che si inaugura un’opera pubblica, ogni volta che si tocca una “lira” del bilancio pubblico, dobbiamo ricordarci che diciamo in uno stato di diritto nel quale tutti si deve realizzare se possibile presto, se possibile bene, e nell’osservanza più scrupolosa delle nostre leggi…
Voglio dire solo una cosa a proposito della biblioteca
Viviamo in un momento molto particolare. Ieri la cancelliera Merkel ha detto «… mi farebbe piacere essere in Italia…». E lo ha detto con riferimento alla situazione pandemica perché l’Italia, tra i Paesi dell’Unione europea, è quello che meglio sta riuscendo ad affrontare questa “guerra” nei confronti del Covid19.
Abbiamo anche appreso dall’Istat che stiamo crescendo al tasso del 6,3% e che l’anno venturo cresceremo ad un tasso vicino al 5%.
Queste considerazioni, questi numeri, ci dicono che l’Italia ha la possibilità di ritornare tra i primi Paesi d’Europa e tra i primi del mondo.
Ma questo orizzonte, questa crescita per essere possibile deve poggiare su una base solida, e l’unica cosa che ci dà una base solida è la cultura diffusa. Non soltanto quella dei grandi centri urbani, ma quella diffusa in tutto il territorio perché soltanto la cultura più dare quella forza che abbiamo avuto nei primi trent’anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e che ci ha fatto diventare in poco tempo, dopo una guerra, persa, che ci aveva distrutto, una nazione importante, la settima potenza industriale del mondo.
Vogliamo tornare ad essere forti e consideriamo questa magnifica biblioteca una base attraverso la quale Colleferro, che l’anno venturo sarà Capitale Europea dello Spazio, potrà mirare a cose molto importanti per il territorio, ma anche per tutto il Paese. E complimenti ancora a chiunque abbia collaborato a questa bella impresa…».
A chiudere gli interventi è stato il Sindaco Pierluigi Sanna: «Questo è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Nelle diapositive che scorrono è possibile vedere qual è il punto d’arrivo, ma soprattutto si può vedere com’era questo luogo quando siamo arrivati qui.
Non mi ricordo l’aspetto di questo luogo quando ospitavi i torni della scuola di formazione. Lo so, ma non me lo ricordo.
Ricordo invece benissimo com’era quando l’abbiamo trovato noi. La cosa meno brutta erano le scritte sui muri, quella peggiora,… le siringhe.
Abbiamo una bella foto, scattata alla vigilia del voto, con tutta l’Amministrazione per lanciare il messaggio che da qui sarebbe ripartito il recupero di una parte degli edifici storici di architettura morandiana. Questa cosa ce la siamo data come metodo di lavoro, soprattutto dopo l’evento del ponte di Genova.
Abbiamo voluto dimostrare che un certo tipo di ingegneria, di architettura, di urbanistica rappresentano la parte nobile della storia del nostro Paese.
Questo edificio – e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno lavorato – è un edificio che si presta a diventare il cuore intellettuale della città. Qui a fianco, oltre alla biblioteca dei bambini, a quella degli adulti ci saranno l’archivio storico, il laboratorio sul lavoro e la scuola di alta formazione, al secondo piano ci sarà il Museo dello Spazio, fuori ci sarà la piazza dedicata allo Spazio, di fianco la biblioteca della scuola, di fronte c’è già la scuola media e tutti gli edifici che compongono questo complesso verranno rifatti dal punto di vista delle facciate esterne.
Il tutto da realizzarsi con un contributo fondamentale della Regione Lazio, senza il quale non avremmo potuto fare tutto questo che pure abbiamo cofinanziato come Comune.
Già a febbraio 2022, non tra un anno, quando arriverà tutta la parte multimediale, le mensole, i tavoli, come il prototipo che vedete, e le sedie, tutto disegnato appositamente per stare in questo luogo.
Ogni cosa è stata pensata, disegnata, progettata e realizzata per segnare il passo di un’affermazione soprattutto culturale.
Stamattina abbiamo annunciato che con i “risparmi di una vita”, con i soldi che abbiamo messo da parte in sei anni di governo – perché avevamo paura di “fallire”, cosa che poi fortunatamente non è avvenuta – abbiano comprato il Sacrario.
Era un sogno che la città attendeva da ottant’anni…
Sarò malato, e può anche essere che lo sia, ma il “fil rouge” lo vedo: la “testa” della fabbrica (dove lavoravano Parodi e la dirigenza) oggi torna nella mani del Comune ed ospiterà l’Aula Consiliare, quindi diventa la “testa” della città; questo luogo che era la “palestra” della fabbrica dove si formavano le maestranze, oggi torna ad essere ancora la palestra della città, dove si fermeranno soprattutto gli studenti della nostra città.
In biblioteca vengono bambini, adulti, anziani, ma i veri “proprietari” della biblioteca sono gli universitari che da sempre la utilizzano per tutti gli scopi, dalla sala studio, alla sala lettura, e proprio anche a loro è dedicato questo “servizio” pubblico, in un Paese in cui laurearsi è sempre più costoso, dove le differenze sociali si sentono più di cinquant’anni fa, dove mandare i figli all’università è complicato, è faticoso e le famiglie a volte non ce la fanno e magari rinunciano. Questa volta lo Stato c’è, anche quello di “prossimità” e mette a disposizione quel poco che ha anche affinché il tessuto intellettuale di questo nostro Paese, bellissimo ma molto fragile, possa tenere botta rispetto alla pandemia ed alla crisi dei nostri giorni in generale.
Spero che nel 2022 che ci vedrà Capitale europea dello Spazio, si possa apprezzare il lavoro che è stato fatto in questi anni e tenere alto il nome di Colleferro, quello della Regione Lazio e se possibile quello dell’intera Repubblica. Nel ringraziare tutti per il grande lavoro svolto, mi auguro e spero che questa biblioteca sia sempre più frequentata e “consumata” dagli studenti, dai giovani, dai cittadini che la utilizzeranno per la propria crescita intellettuale e per quella di tutta la comunità…».
Mentre fuori iniziava a piovere, nell’area centrale di Piazza Italia, sotto alcuni gazebo, si svolgeva la Tombola di Santa Barbara organizzata dall’Associazione Pro Loco Colleferro con la Fanfara dei Bersaglieri A.N.B. di Colleferro – Sezione Enrico Toti a chiudere ufficialmente le celebrazioni.






















































































