22 Marzo 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. Commovente e partecipata la presentazione postuma del libro “Io c’ero” di Agostino Marianetti [FotoeVideo]

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COLLEFERRO (RM) – Presentato Venerdi 12 Febbraio, nell’Aula Consiliare del Comune di Colleferro, il libro di Agostino Marianetti, ex Sindacalista e Politico scomparso il 26 Gennaio scorso, dal titolo “Io c’ero” – L’Ornitorinco Edizioni.

Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna (intervento in video in fondo all’articolo •>), Giorgio Benvenuto Presidente Fondazione “Bruno Buozzi”, Enzo Ceremiglia ex deputato e sindacalista, Vittorio Emiliani giornalista, scrittore e politico, Daniele Fichera Consigliere regionale, Mons. Luciano Lepore, Luigi Sposi ex sindaco di Segni.

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Agostino-MarianettiAgostino Marianetti, familiarmente chiamato Dino, era figlio di questo territorio, nato a Tripoli il 2 Maggio 1940, proveniva da una famiglia operaia.
Il padre, operaio socialista alla Bombrini Parodi Delfino (Bpd) di Colleferro, venne licenziato per aver occupato la fabbrica con altri lavoratori negli anni Cinquanta.
A 16 anni andò a lavorare nella stessa fabbrica e a 18 entrò nella Cgil. Nel 1971 fu eletto segretario della Camera del lavoro di Roma, e proposto alla segreteria confederale.
Nel 1975 fu nominato segretario nazionale della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil.
Nel 1977 al Congresso della Cgil di Rimini, venne eletto segretario generale aggiunto di Luciano Lama, carica che mantenne fino al 1983 quando fu eletto deputato.
Fu rieletto alla Camera nel 1987 e nel 1992. Nel Psi ricoprì l’ incarico di responsabile nazionale organizzazione. Una carriera politica e sindacale di grande rilievo.

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Presenti i parenti, tanti compagni, amici, i colleghi che con lui hanno condiviso gli anni dell’infanzia, della giovinezza e dell’attività professionale, per ricordare il politico, il sindacalista, ma soprattutto l’uomo generoso che seppe combattere in prima linea la “buona battaglia” per l’autonomia e l’unità sindacale in anni politicamente duri e difficili, rischiando la vita negli “anni di piombo”, del terrorismo rosso e nero.

Colleferro-Presentazione-Libro-Marianetti-Io-Cero-04Gli interventi dei relatori hanno tracciato il profilo di un leader coraggioso, con tanta voglia di fare, di portare avanti idee innovatrici: presentò nel lontano 1988 due proposte di legge per il reddito di cittadinanza e la riduzione delle preferenze alle elezioni politiche ad una, massimo due, rimasta inattuata la prima, mentre la seconda fu realizzata nel 1991 con il referendum di Mario Segni sulla preferenza unica, che segnò la fine della Prima Repubblica.

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Profondamente amareggiato dalla cancellazione del Psi dopo Tangentopoli, soffrì per le imputazioni a suo carico dalle quali fu ampiamente assolto, che lo portarono ad abbandonare la vita politica attiva. Egli rimase un socialista convinto, mai pentito.

Il suo libro “Io c’ero” è la testimonianza di una vita interamente segnata dall’impegno nel sindacato, dalla fabbrica alla Segreteria generale Cgil, nella politica dalla Federazione giovanile socialista al Comitato esecutivo nazionale del partito di Craxi, nelle istituzioni elettive dal comune di Colleferro a quello di Roma, al Parlamento.

È l’appassionata cronaca di un’epoca, che parte dal suo “paese delle fabbriche”, per arrivare all’Italia del dopoguerra, del miracolo economico, delle lotte e delle conquiste sindacali, del terrorismo, sino all’epilogo di Mani pulite, che porta alla fine del Psi.

È un viaggio nella politica dell’Italia che va avanti, lotta e si rinnova: Statuto dei lavoratori, pensioni sociali e per i lavoratori, scuola di massa, sanità universale e gratuita, varo delle regioni, divorzio, investimenti pubblici.

È anche la storia di un uomo fiero delle sue radici e dei suoi affetti, che non vive di rimpianti, ma ama raccontare le sue gioie, le sue delusioni o come lui amava definirle “le sue sconfitte”, ma è anche il testamento di chi ha creduto in un ideale politico, senza mai tradirlo. Le pagine finali del libro sono dense di idee, di proposte, di contenuti, e di riflessioni, convinto che un’idea sopravvive non solo se ha un bel passato, ma se è in grado di dare risposte ai problemi del domani.

L’intervento finale di Sara Deodati, amica di famiglia, ma soprattutto colleferrina, ha sottolineato la necessità di essere cittadini attivi, raccogliendo così l’eredità di “Dino”, che non necessariamente deve essere intesa come impegno strettamente politico, ma con l’esempio dei valori e l’impegno che hanno contraddistinto la sua vita umana e politica, mantenendo alta l’etica della responsabilità che è forse l’insegnamento più grande che ci ha lasciato.

Eledina Lorenzon

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