20 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Cerimonia di commemorazione dei caduti nella strage di Nassiriya. Sanna: «Rinnovare l’impegno a costruire un futuro fondato sul dialogo, sulla solidarietà e sul rispetto della vita umana»

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Si è svolta nella mattinata di Mercoledì 12 Novembre a Colleferro la cerimonia di commemorazione in ricordo delle vittime della strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre del 2003. Una cerimonia che ogni anno si ripete nella piazza intitolata al ricordo della strage , una ferita profonda nella memoria della Nazione.

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Nel rendere omaggio ai 19 Italiani: 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 civili, impegnati in Iraq nella missione di pace denominata “Operazione Antica Babilonia”, e che persero la vita a causa di un camion cisterna carico di esplosivo ad alto potenziale che si lanciò contro l’ingresso della Base Maestrale, sede del contingente italiano a Nassiriya, gestita dai Carabinieri, ricordiamo il loro sacrificio, il valore della dedizione, del dovere e della pace, soprattutto in questo periodo in cui il mondo intero è attraversato da nuovi conflitti e sofferenze.

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Erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Vicesindaco Giulio Calamita, l’Ass. Marco Gabrielli, i Consiglieri comunali Laura Fagnani, Umberto Zeppa e Mario Cacciotti, i vertici della Compagnia Carabinieri, rappresentanti della Polizia Locale, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco nonché rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, Associazioni del territorio, le Dirigenti Scolastiche dell’Iis di Via delle Scienze, D.ssa Patrizia Fiaschetti, e dell’Itis S. Cannizzaro, D.ssa Daniela Michelangeli.

Il corteo ha raggiunto il monumento eretto al centro del lato lungo nord della piazza e deposto una corona di alloro, con l’esecuzione del “Silenzio d’ordinanza” eseguito dal M° Mario Cesari, a cui ha fatto seguito la benedizione ed una preghiera a cura di Don Christian Medos che ha ricordato «i caduti morti in difesa della pace, della giustizia, della solidarietà, della libertà dei popoli, dobbiamo affidare al Signore le loro anime e vogliamo chiedere per la nostra Nazione che questi valori siano portati avanti con un credo forte da parte di ciascuno ed allora rinnoviamo insieme questo impegno chiedendo al Signore di aiutarci ad essere fedeli e vigili nella difesa di questi valori».

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Il Sindaco Pierluigi Sanna nel suo intervento, dopo i saluti a tutti i partecipanti, ha sottolineato come la commemorazione della strage di Nassiriya sia un momento di riflessione e di ricordo per onorare la memoria delle vittime e la vicinanza ai loro familiari, ma che oggi assume un’importanza particolare visti i tempi che stiamo vivendo e che hanno riportato la guerra, e con essa dolore e sofferenze, quella guerra che credevamo non potesse mai più toccare la nostra Europa.
«Ricordare quindi Nassiriya – ha ribadito – significa rinnovare l’impegno a costruire un futuro fondato sul dialogo, sulla solidarietà e sul rispetto della vita umana.
Gli uomini d’onore sono quelli che servendo il Paese, la Repubblica ed i suoi valori si impegno ogni giorno persino pagando il prezzo più alto, come l’hanno pagato i nostri Carabinieri a Nassiriya. Questa non è dunque una cerimonia stanca, è una cerimonia invece che fa e funge da monito e la presenza dei Dirigenti scolastici , che ringrazio, ha questa funzione di passaggio, tra i nostri ragazzi, di alcuni valori fondamentali della Repubblica che, nel suo sistema parlamentare, pone ogni giorno innanzi a chi ricopre cariche pubbliche, come ha detto il Presidente Sergio Mattarella».

Il Sindaco ha quindi concluso sottolineando che la nostra non è una storia facile, questo tempo non è un tempo facile, «in questo senso il ricordo dei caduti di Nassiriya va coltivato affinché non sia un ricordo vano. A quelle famiglie va il nostro pensiero, a quelle famiglie che non hanno visto rientrare a casa un congiunto: un padre, un fratello, un marito, un figlio, a quelle famiglie che ogni giorno perdono un familiare che compie il proprio dovere, sia all’interno delle Forze Armate sia lavorando, perché noi siamo ancora il Paese drammatico per il numero dei caduti sul lavoro.
Noi rivolgiamo un saluto di affetto perché ad esse siamo affezionate, un saluto di stima, perché non possiamo che stimare gli uomini e le donne che non hanno avuto paura, hanno avuto coraggio ed onore fino all’estremo sacrificio, ma soprattutto un saluto di speranza, che si possa allontanare sempre di più lo spettro della guerra, che le armi servano per la difesa e non per l’attacco, che le nostre Forze Armate siano nel mondo presenza stabilizzatrice in grado di collaborare e di sostenere i popoli nella loro lotta verso l’autodeterminazione, verso valori ,quelli dell’umanesimo che noi Italiani da secoli e secoli teniamo per noi e condividiamo con le donne e gli uomini di tutto il mondo, con i bambini di tutto il mondo, perché se c’è una cosa drammatica che ha condizionato le guerre dopo quella del 1915-1918, ultima guerra a non condizionare la vita di donne, bambini ed anziani.
Dopo la Grande Guerra, tutti i successivi conflitti: dalla Guerra d’Africa alla Guerra di Spagna, dalla Seconda Guerra Mondiale alle Guerre della seconda metà del ’900 hanno purtroppo condizionato la vita dei civili, la cosa più atroce che in guerra si possa fare».

Ha quindi concluso ringraziando tutti per la presenza e per il lavoro che ogni giorno le Forze dell’Ordine svolgono sul territorio nazionale per garantire la tenuta generale dell’Italia.