Colleferro Capitale Europea dello Spazio. 16 Dicembre, Giornata Nazionale dello Spazio
COLLEFERRO – Istituita dal Governo italiano nel 2021, la Giornata Nazionale dello Spazio mira a sensibilizzare e informare i cittadini italiani sui contributi che la scienza e la tecnologia applicate allo Spazio portano al miglioramento della condizione umana e a far comprendere i benefici che dalle attività spaziali arrivano nella vita di tutti i giorni, in termini di crescita, benessere, immagine e ruolo sul piano globale del Paese.
La data del 16 Dicembre è stata scelta a ricordo del lancio del primo satellite italiano, il San Marco 1, avvenuto negli USA la sera del 15 Dicembre del 1964, che permise all’Italia di entrare, terza al mondo dopo Stati Uniti e Unione sovietica, nel ristretto novero di Paesi in grado di superare l’atmosfera terrestre.
Per questo motivo l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha invitato amministrazioni pubbliche, enti di ricerca, università, musei e aziende, nell’ambito delle diverse competenze, ad attivarsi per l’organizzazione di iniziative di comunicazione e sensibilizzazione sul settore spaziale, che si svolgano in occasione della Giornata del 16 Dicembre 2022.
E Colleferro, nell’anno della sua Presidenza della Cva, non poteva sottrarsi dall’essere parte attiva in questo contesto, essendo stata impegnata durante tutto l’anno in numerose attività tese ad ottenere il medesimo scopo.
E proprio ieri, nel vivo di una intensa ed interessante “10 giorni” ricca di eventi [ne abbiamo parlato qui •> e qui •>] l’intera giornata, che si è svolta presso l’Aula di Alta Formazione della Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi”, è stata dedicata ad un “résumé” dell’attività svolta nell’anno in cui Colleferro è stata Capitale Europea dello Spazio.
Tutto è iniziato poco prima delle 10 del mattino con i saluti istituzionali del Sindaco Pierluigi Sanna.
«La Giornata dello Spazio – ha esordito Sanna – la celebriamo insieme ad Avio a conclusione di un anno molto ricco, affastellato per alcuni versi, di iniziative, mentre cresce l’ansia per il lancio previsto il prossimo 20 Dicembre.
Per noi è stato un anno avvincente ed importante. Innanzitutto perché il nostro incarico non è stato un incarico “di turno”, ma un incarico che ci siamo “sudati” in oltre sei anni di presenza e di lavoro. Ci siamo arrivati dopo una serie di iniziative nel realizzare nelle quali abbiamo dimostrato serietà e preparazione. Abbiamo ospitato l’Ics, i seminari interculturali, la Scuola Europea dello Spazio, insieme ad Avio ed all’università…
Alla fine la presidenza ci è arrivata come un “giusto premio” per quanto fatto negli anni con umiltà e dedizione.
Una presidenza che abbiamo tenuto ad alto livello, ispirandoci soprattutto a quella di Siviglia, che ha avuto la presidenza prima di Bordeaux, che l’ha avuta per due anni a seguito della pandemia e dell’impossibilità oggetti di organizzare eventi pubblici per diffondere la cultura aerospaziale…
Abbiamo improntato il nostro anno al coinvolgimento non solo delle “Città di Ariane”, ma dell’intera nazione con iniziative a Roma, ed anche a Milano…
Questo anno è stato estremamente produttivo. Rivendico fermamente di essere riusciti a determinare l’elezione di un Direttore italiano. Non era mai avvenuto nella storia della Cva che vi fossero un Presidente, ed un Direttore italiani nello stesso momento. Marco Biagioni, al termine di un accordo molto faticoso da raggiungere, è il nostro Delegato Generale, e lo sarà ancora per due anni, ed è stato, insieme a me, il coprotagonista di questo anno di Presidenza.
Abbiamo avuto modo di comprendere cosa sia realmente l’industria aerospaziale, con i progressi che ha fatto Avio, dei quali ci siamo resi conto nel corso della nostra recente visita in Guyana.
Ci siamo resi conto di quanto manchi una “penetrazione” nelle persone comuni della cultura spaziale.
Per tanti anni noi siamo stati la città del “segreto”, per tanti anni i temi della difesa difesa hanno impedito che ci fosse una diffusione della cultura della fabbrica, fuori della fabbrica.
Oggi la conclusione del segreto militare e la riconversione pacifica, tecnologica e moderna ha permesso di poter diffondere la cultura spaziale.
La diffusione della cultura spaziale, per come l’abbiamo fatta noi, la consideriamo un compito istituzionale perché tutte le arti – la musica, la pittura, la scultura, il teatro – possano, nella città-fabbrica collaborare anche alla percezione di quanto avviene nei nostri opifici che poi occupano due terzi del territorio comunale.
Ma anche se non fossimo a Colleferro, ma in un’altra città, la diffusione della cultura dello spazio servirebbe a determinare l’intendimento delle persone su quanto i satelliti, e tutto ciò che ruota loro intorno, modifichi positivamente la qualità della vita dei cittadini, perché altrimenti commetteremmo l’errore di pensare che questo settore dell’economia sia un settore molto tecnologico ma da addetti ai lavori, da scienziati, da astronauti che riguarda lo studio universitario, per pochi appassionati…».
Sono poi intervenuti il dr. Stefano Bottaro, sul ruolo di Avio nella comunità locale, e la d.ssa Ilaria Girardi, sul Progetto Space Education che ha molto coinvolto le scuole del territorio.
E proprio anche con riferimento al coinvolgimento della comunità l’Assessore Francesco Guadagno ha affermato che «secondo me abbiamo inaugurato una nuova dialettica nel rapporto tra territorio, azienda, le istituzioni e le scuole.
Dobbiamo essere in grado di far diventare tutto questo un “tavolo permanente” che si occupi proprio dello sviluppo del nostro territorio».
Nel corso del suo intervento l’assessore a ripercorso, con il supporto di una serie di slides, le diverse iniziative realizzate nel corso dell’anno di Colleferro Capitale Europea dello Spazio. Ha ricordato la partecipazione all’Expò di Dubai, esperienza utile anche alla Farnesina nel corroborare la candidatura di Roma ad ospitare l’Expo 2030. E poi ancora l’inaugurazione dell’anno di presidenza nella data (il 29 Gennaio) del 1938 dello scoppio della fabbrica…
«Abbiamo immaginato un anno di presidenza non di “vetrina, di passerella – che certamente sarebbe stato più semplice da organizzare e meno faticoso – ma come un’occasione per costruire una nuova proposta, che viene dal basso, dall’approccio di chi vive, lavora, studia in questo nostro territorio…
Abbiamo ospitato a Colleferro i vertici istituzionali europei che hanno sul loro territorio insediamenti produttivi di Ariane ed i vertici delle aziende e delle società coinvolte nel progetto Ariane.
Sono stati momenti di confronto nell’individuazione delle iniziative che avrebbero potuto generare un qualcosa di positivo per le nostre comunità.
La Cva è un’associazione che mette insieme le città coinvolte nell’ambito dei lanciatori. In questo 2022 abbiamo lanciato una proposta – sulla quale si sta discutendo – di allargare la partecipazione anche agli altri settori aerospaziali, come quello dei satelliti, che porterebbe al coinvolgimento anche di altre zone d’Italia.
Ragionando di Spazio non possiamo fermarci ai confini territoriali comunali, ma dobbiamo avere la capacità di vedere quanto accade vicino a noi: Esrin a Frascati, il Tecnopolo, le università romane…
La Regione Lazio è l’unica regione europea che chiude la filiera dell’aerospazio e questa secondo noi è un’occasione assolutamente da cogliere…».

















