20 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro | Artena. “Itinerari autunnali” del MuseumGrandTour. Prima tappa al Museo Archeologico del Territorio Toleriense ed al Museo Civico Archeologico “Roger Lambrechts”

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COLLEFERRO | ARTENA (Eledina Lorenzon) – Dopo il successo della passata edizione, Sabato 14 Settembre ha avuto inizio la seconda edizione degli “Itinerari” del MuseumGrandTour che ha visto protagonisti della prima tappa il Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro ed il Museo Civico Archeologico “Roger Lambrechts” di Artena.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

La manifestazione, promossa dal Sistema Museale, è dedicata alla scoperta di inediti percorsi tematici.e per questa edizione propone sei nuovi itinerari, come sempre gratuiti, per scoprire il ricco patrimonio museale, storico e culturale di dodici dei Comuni aderenti alla rete, con visite guidate tematiche e aperture straordinarie.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Ad accogliere i tanti visitatori, più di quaranta persone, c’erano il Direttore del Museo Comunale di Colleferro Angelo Luttazzi ed il Sindaco Pierluigi Sanna che dopo un breve intervento di saluti, hanno accompagnano gli ospiti nella visita che si è articolata nelle cinque principali sezioni tematiche (paleontologia, preistoria e protostoria, periodo arcaico, periodo romano, alto medioevo e medioevo) disposte su un unico piano, valorizzate da un sostanzioso apparato didattico ed arricchite da numerosi plastici.

Nella sala di Paleontologia, allestita dal 2006, ci sono la ricostruzione spettacolare in scala reale di un “elefante dalla zanne dritte” e l’esposizione di resti fossili di altri animali del Pleistocene provenieti dallo scavo del Pantanaccio.

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La paleontologa Angela Andidero ha spiegato come la storia di Colle Pantanaccio sia iniziata molto prima, con ritrovamenti già dal 1999. A Colleferro infatti già «nel 1972 si fece strada l’idea di formare una sezione dei Gruppi Archeologici d’Italia a Colleferro e fu organizzato da Angelo Luttazzi e Mauro Incitti». N
el corso degli anni molte furono le adesioni e tante le campagne di scavo attivate, fino alla costituzione del primo nucleo museale.

L’attenzione si è poi spostata su un cranio ed una zanna, ritrovati in perfetta connessione anatomica, ossia tutto un pezzo, ma per ragioni di trasporto e per salvaguardarne l’integrità, la zanna è stata tagliata.
Questo materiale è in attesa di essere liberato dall’imballo protettivo ed in seguito restaurato. Il ritrovamento di questi reperti si fa supporre che Colle Pantanaccio fosse una zona umida dove gli animali si recassero ad abbeverare e giunti a fine vita rimanessero intrappolati nelle zone fangose e, data la loro mole, non riuscissero più a liberarsi.
Ha poi illustrato le varie condizioni che permettono la conservazione nel terreno di resti animali e come sia possibile datarli grazie alle associazioni faunistiche.

Alla collaboratrice didattica museale Elisabetta Licorni il compito di illustrare la sezione medioevale dove si sono potuti ammirare i reperti rinvenuti nelle aree dei Castelli del territorio, soprattutto da quello di Piombinara (XII-XVIII sec.).

Ultima sorpresa al museo la visita al cantiere della testa del bue primitivo con tanto di meravigliose corna, proveniente anch’esso dal giacimento pleistocenico di Colle Pantanaccio.

La visita è poi proseguita al Castello di Colleferro che si erge su una collina che sovrasta la Via Latina, ed il Direttore del Museo ha accompagnato i partecipanti evidenziando i lavori di restauro in corso d’opera e gli ultimi ritrovamenti venuti alla luce, facendo un cenno alla storia di questo edificio per tanti anni lasciato in uno stato di abbandono ed oggi, grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale, di proprietà comunale, tornato a nuova vita.

Stupendo lo spettacolo del Castello liberato da tutte le erbacce infestanti, circondato da uno splendido parco, polmone verde per la città.

Il Castello di Colleferro o Castello Vecchio è una struttura risalente al XIII secolo. La rocca fortificata fu edificata dalla Famiglia Conti, per poi passare ai Salviati ed infine ai Doria Pamphili che ne cambiarono la destinazione d’uso trasformandola, nel corso del XVII, in casale agricolo.
Il complesso risulta formato da strutture organizzate attorno ad una corte centrale e delimitate da un perimetro esterno approssimativamente rettangolare.

Nel corso della visita il Direttore del Museo ha illustrato i risultati della campagna di scavi sia dal punto di vista architettonico con la messa in luce di un lungo tratto di mura ciclopiche che di interessanti reperti di cui ha voluto svelare davvero poco in quanto saranno oggetto di una prossima attesissima conferenza. Sicuramente con il prosieguo dei lavori e delle ricerche archeologiche il Castello potrà offrire significative sorprese.

Nel pomeriggio tappa ad Artena nel Museo Civico Archeologico “Roger Lambrecht, dove ad attendere gli ospiti erano presenti il Direttore Massimiiano Valenti e l’Assessora alla Cultura Sofia Fiorellini, che hanno espresso piena soddisfazione per il gran numero di partecipanti all’iniziativa che dimostra come ci sia voglia di riscoprire la storia del territtorio.

Il museo è intitolato all’archeologo belga che per oltre venticinque anni condusse gli scavi presso l’Area Archeologica del Piano della Civita, pianoro sul quale si annidano le rovine di un abitato antico dal nome sconosciuto e di una villa romana, oggetto di pluridecennali indagini archeologiche, e dal territorio delle campagne circostanti.

È situato nell’ex Granaio Borghese, un palazzo rialzato dal fronte strada, fatto costruire dalla famiglia Borghese nel XVIII secolo e destinato a Granaio, funzione che mantenne fino agli anni ’50 ed illustra le differenti forme di insediamento che si sono succedute nel territorio nell’antichità.
Tanti i reperti in esposizione, soprattutto di età medio repubblicana come le splendide terracotte, utensili, vasellame e splendidi piattelli con decorazioni a figure rosse. Bellissima la “testina con elmo” a tutto tondo.

Lasciato il museo, i visitatori, grazie ad una navetta e sempre accompagnati dal Direttore del Museo e da Leonardo Cerronis e Patrizio Mele del Gruppo Archeologico Artena hanno raggiunto la sommità del paese per poi scendere a piedi ammirando la bellezza del borgo, i suoi vicoli, le ripide scalinate, le piazzette, le case arroccate lungo il costone, ammirando l’imponente Colleggiata di Santa Croce, la Chiesa di Santo Stefano con gli stupendi Cristi infiorati , enormi Crocifissi che in occasione della Processione della Madonna delle Grazie, vengono inghirlandati con petali di fiori a rappresentare i temi più importanti della fede. Bellissimi anche lgi arazzi delle Confraternite ed ultima visita alla Chiesa del Santo Rosario.

Durante il percorso a rallegrare i visitatori l’accompagnamento musicale dei “Bardi di Montefortino”, un gruppo che fa musica tradizionale, popolare e folcloristica che riprende i brani e le musiche del centro Sud d’Italia che , anche se in versione ridotta, hanno saputo regalare allegria con i loro organetti e le loro canzoni.

Domenica 15 protagonisti dell’evento sono stati i borghi di San Pietro Romano e Poli.

Le visite proseguiranno per tutti i fine settimana di Settembre:

  • Sabato 21 Settembre Valmontone – Olevano Romano  “Visioni di paesaggio tra tradizione e contemporaneità”
  • Domenica 22 Settembre Pomezia – Albano Laziale  “Tracce mitologiche”
  • Sabato 28 Settembre Colonna – Zagarolo  “Ferrovie e treni giocattolo”
  • Domenica 29 Settembre Cave – Genazzano  “Storia di una famiglia nobiliare”

Per partecipare è necessaria la prenotazione alla seguente e-mail: info@museumgrandtour.org