Colleferro. Approvazione del Bilancio in Consiglio Comunale. Aldo Girardi (Azione popolare): «Io sono rimasto. L’opposizione si è umiliata da sola…»
COLLEFERRO – In occasione dell’approvazione del Bilancio, tutti i Consiglieri comunali di opposizione hanno abbandonato l’aula, tranne uno, Aldo Girardi di Azione Popolare: riceviamo e pubblichiamo le sue considerazioni conseguenti dell’accaduto.
«Io non so se sia più difficile governare e più facile fare opposizione, o se al contrario, sia più difficile fare opposizione e più facile governare, certo è che in entrambi i casi ci vorrebbe più rispetto per questa Istituzione e per quest’Aula, perché è da qui che passa il rispetto dovuto alla città e a coloro che ci hanno votato. E non solo a quelli.
Ve lo dice uno che proprio quest’Aula, in una occasione, non ha mancato di abbandonarla perché non apprezza e non condivide certi atteggiamenti che vogliono sminuire, e in alcuni casi sbeffeggiare o umiliare, il ruolo dell’opposizione.
Ma oggi l’opposizione si è umiliata da sola.
Io non conosco e non voglio conoscere i motivi, che certamente ci sono, per i quali oggi mi ritrovo qui da solo.
Il bilancio è l’atto politico per eccellenza dell’Amministrazione che può essere condiviso o meno, sul quale però tutti… dico tutti… debbono, ma a questo punto dico dovrebbero, metterci la faccia: maggioranza e minoranza, chi è favorevole e chi è contro.
Fino ad oggi mi sono sforzato, e continuerò a farlo, di capire il vostro modo di portare avanti questo Comune; poche volte ci sono riuscito, perché è chiaro che vediamo le cose in maniera diversa, ma questo è un bene.
Un bene per la città e per la democrazia, partecipata e dell’alternanza.
Io non tifo contro. Io tifo per Colleferro. Non condivido con voi su molte cose, ma se riuscirete a fare quello per il quale Colleferro vi ha votato….tanto di cappello.
Più di qualcuno mi dice: ma chi te lo fa fare? A volte me lo domando anche io, soprattutto quando mi ritrovo da solo su questi banchi vuoti, quando vedo quest’Aula vuota e ancor di più quando riscontro il vostro atteggiamento di chiusura, che ci sta, sia chiaro, ma che non deve essere a “prescindere” perché dal confronto aspro o duro che sia può derivare del bene, che non è personale ma è un bene per la città.
Confronto o contrapposizione aspra e dura si, ma per le idee…. non per le persone.
A questo credo di essermi ispirato fino ad oggi, e spero di esserci riuscito. In altri casi ho rilevato che ciò non è avvenuto.
Chiudo il mio intervento chiedendo scusa a quella parte della città che legittimamente non si riconosce nella vostra maggioranza e che magari, altrettanto legittimamente, non avrebbe voluto vedere da questa parte dei banchi solo il sottoscritto ad esprimere il proprio voto contrario».
F.to Aldo Girardi (Azione Popolare)













