20 Marzo 2026
Provincia di Frosinone

Ceccano. Volevano soldi in cambio di pezzi di auto da corsa rubati. 31enne ciociaro e 30enne marocchino arrestati dai Carabinieri

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CECCANONella giornata di ieri, 21 Maggio, a Ceccano i Carabinieri della Stazione di Ferentino, in collaborazione con i colleghi del Nucleo operativo Radiomobile della Compagnia di Frosinone, nel corso di predisposto servizio, traevano in arresto A.M., 31enne frusinate già censito per reati inerenti stupefacenti e furto, e B.A. 30enne marocchino avvisato orale e già censito per reati contro il patrimonio, calunnia, truffa, anch’esso residente in provincia.

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I predetti ponevano in essere diversi tentativi di estorsione nei confronti di un 32enne friulano e di una 31enne moldava per la restituzione di pezzi per auto da competizioni sportive che i due arrestati avevano asportato il 3 Maggio scorso in Jesi (Ancona) nel corso della XXVI edizione del Rally dell’Adriatico.

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I derubati, dopo aver denunciato il furto ai Carabinieri di Jesi (Ancona), venivano contattati dagli estorsori che chiedevano loro soldi in cambio della restituzione dei pezzi per auto del valore di 15mila euro.
Il 32enne friulano accettava il “cavallo di ritorno” presentandosi in provincia di Bologna, come da accordi con i predetti, ma poi per timore per la sua vita, pur presentandosi all’appuntamento non ha avuto il coraggio di affrontare i malfattori decidendo di non farsi vedere.

A questo punto i due individui chiedevano un secondo appuntamento inizialmente a Frosinone e successivamente a Ceccano al malcapitato 32enne friulano che ieri, dopo aver denunciato la richiesta estorsiva di euro 2.500 presso la Stazione Carabinieri di Ferentino si portava a Ceccano sul luogo concordato, ad aspettarli però vi erano i Carabinieri della Stazione di Ferentino e del Nucleo operativo Radiomobile della Compagnia di Frosinone che intervenivano dopo aver constatato l’avvenuto scambio della merce con il denaro.

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Alla vista dei militari operanti i due estorsori, al fine di eludere il controllo, non ottemperavano all’alt impostogli allontanandosi a forte velocità ma dopo un inseguimento, nel corso del quale tentavano di speronare l’autovettura militare, venivano bloccati ed arrestati per i reati di furto aggravato, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, tentata estorsione continuata in concorso.

La refurtiva, restituita ai legittimi proprietari, veniva recuperata all’interno dell’auto utilizzata dagli arrestati che, al termine delle formalità di rito, venivano tradotti presso le proprie abitazioni in regime degli arresti domiciliari in attesa rito direttissimo.