Cassino. Dodici coltellate sul volto e nella parte alta del corpo. È morta così la 34enne dominicana Yirelis Peña Santana. In meno di 24 ore la Polizia ferma un 25enne italiano
CASSINO – Un weekend straziante ha sconvolto la tranquillità di Via Pascoli a Cassino.
Intorno alle 13,30 di Sabato 27 Gennaio qualcuno chiama il 113 segnalando la presenza di una donna morta all’interno di un appartamento al civico 104 di quella via.
In meno di mezz’ora la via si trasforma. Sirene, Polizia, autoambulanze…
Sul pianerottolo i poliziotti del Commissariato di Cassino – diretto dalla dottoressa Simona Maffei – trovano un chiazza di sangue che viene fuori da una porta semiaperta.
Entrano e le tracce di sangue li conduce al corpo di una donna.
È Yirelis Peña Santana, 34enne di origini domenicane a Cassino da meno di un mese.
A chiamare la Polizia è stato un suo connazionale che si era impegnato ad andare a trovarla per controllare la linea del gas…
Lo stesso ha dichiarato all’Ansa: «Mentre scendevo per andare al bar ho notato la porta accostata, ma ho pensato che la mia vicina fosse andata al supermercato. Verso le 13.30 sono tornato perché eravamo d’accordo che avrei controllato la linea del gas, la porta era ancora accostata, ho bussato ed ho aperto chiedendo se qualcuno fosse in casa. Ho visto il sangue sul pavimento all’ingresso: sono scappato ed ho chiamato la polizia».
Una dozzina di coltellate sul viso, sul collo e sulle mani, sicuramente protese per difendersi…
In casa vengono trovati i suoi documenti ed il telefonino, affidato a un agente della Squadra Mobile di Frosinone per essere analizzato.
La donna quindi viene subito identificata, ma il sostituto procuratore, dott.ssa Maria Beatrice Siravo, in un primo momento decide di non renderne note le generalità.
Intanto il dr. Di Giorgio esegue l’esame esterno del corpo della vittima.
La povera donna è stata uccisa poche ore prima, nella notte tra venerdì e sabato, o al più nella prima mattinata.
Chi l’ha uccisa a coltellate, prima deve aver tentato di strangolarla.
Le ferite da taglio sembrano essere state provocate dalla stessa mano e con la stessa arma: una lama liscia.
È morta dissanguata.
Interviene anche la Polizia Scientifica. Sul luogo dell’omicidio vengono raccolti oltre un centinaio di elementi.
Vengono prelevate le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
Vengono setacciati i cassonetti dei rifiuti condominiali alla ricerca dell’arma del delitto.
Vengono sentiti gli altri inquilini del palazzo.
Nessuno ha sentito rumori particolari durante la notte o la mattinata.
A qualcuno aveva detto di essere venuta da Vercelli… e di avere tre figli. Che però vivono a Genova, con la nonna Lucia Martinez Santana di 56 anni…
Le indagini evolvono rapidamente. Gli investigatori della Squadra di Polizia giudiziaria – coordinata dall’ispettore Roberto Donatelli – ed i colleghi della Mobile incrociano le informazioni raccolte.
Viene disposta l’autopsia sul corpo della giovane donna e nel pomeriggio di ieri viene organizzato un vertice in Procura con il Sost. Proc. Maria Beatrice Siravo ed il Capo della Squadra Mobile Flavio Genovesi.
La notte scorsa, a meno di 48ore dall’omicidio, le indagini conducono ad ispezionare la zona di San Pasquale, in Via San Lorenzo, appena fuori città, alle spalle della sede dell’80° Reggimento Addestramento Volontari.
Il cerchio si è stretto intorno a S.D.C. un 26enne italiano, titolare di una piccola impresa agricola, fermato nella notte, nella sua abitazione, dagli agenti della Squadra Mobile.
Si tratta di una persona fermata in quanto indiziata di delitto.
Il suo numero, tra l’altro, era presente nella rubrica del telefonino di Yirelis. E si cerca anche un secondo uomo, molto probabilmente un complice.
Una persona che evidentemente conosceva la vittima e che probabilmente era stata fatta entrare in casa senza problemi…
Ma che poi ha deciso di ucciderla… Con una brutalità inaudita…













