Ardea. La Gdf confisca beni per 15,5 mln di euro ad 80enne “allergico al fisco”, tra questi 47 unità immobiliari
ARDEA (RM) – Alla fine, come sempre accade arriva il momento di pagare il conto con la giustizia, un conto particolarmente salato.
Magistratura e Guardia di Finanza restituiscono definitivamente alla collettività dei contribuenti l’intero patrimonio – pari a circa 15,5 milioni di euro – di Marcello Magozzi, ottant’anni compiuti il 12 Gennaio scorso, residente ad Ardea, già denunciato nel Giugno del 2013 per aver sempre omesso di dichiarare i suoi redditi.
Ad illustrare l’intera operazione, nel corso di una conferenza stampa, organizzata presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Colleferro, sono stati il Procuratore Capo di Velletri, dr. Francesco Prete, il Sostituto Procuratore dr. Giuseppe Travaglini, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, Gen. Ivano Maccani ed il Comandante del Gruppo Roma II della Gdf, Col. Teodoro Gallone.
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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma avevano già cautelato il patrimonio accumulato frodando il fisco, ricostruendolo, solo per gli ultimi 10 anni, introiti in contante per oltre 3,3 milioni di euro derivanti dalla locazione in nero di numerosissimi immobili tra Ardea e Roma.
Il prosieguo delle indagini condotte dalla Compagnia Gdf di Pomezia sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri, ha consentito al Tribunale di Roma di emettere una misura di prevenzione patrimoniale consistente nel sequestro dei beni per un valore di 15 milioni di euro e precisamente, 47 immobili tra Ardea e Roma-Tor Vergata, oltre a 3 automobili, un ciclomotore ed un camper.
Le Fiamme Gialle ci sono arrivate tessendo una capillare serie di controlli sull’edilizia residenziale.
Un piano studiato per contrastare il fenomeno degli affitti in nero, sviluppato in sinergia con Prefettura, Roma Capitale, Università di Tor Vergata, Roma 3, Sapienza e Laziodisu, che ha già consentito di recuperare a Roma e provincia 24 milioni di euro nel 12013 e quasi 2 milioni ne 2014.
Nel caso specifico è stato applicato il Decreto Legislativo n. 159/2011 che consente il sequestro dei beni che risultano sproporzionati alle capacità reddituali ufficiali nei confronti di coloro che “per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”.
E proprio su questo particolare aspetto si è soffermato, in conferenza stampa, il Procuratore Capo di Velletri dr. Francesco Prete, il quale ha sottolineato come, in un contesto lontano dalla criminalità organizzata, e con riferimento esclusivo ad illeciti fiscali, si è giunti non tanto al sequestro, quanto alla CONFISCA dei beni dell’indagato. Provvedimenti del genere, messi in atto applicando il Decreto legislativo 159/2011, si contano, fino ad ora, sulle dita di una mano…













