Anagni. Venerdì 24 Novembre alle ore 17 a Palazzo Bacchetti inaugurazione della mostra “Donna Storia Mito” dell’artista Germana Brizio

ANAGNI (Eledina Lorenzon) – Sarà inaugurata Venerdì 24 Novembre alle ore 17, nello stupendo Palazzo Bacchetti – situato in Piazza Massimo d’Azeglio nel cuore del centro storico di Anagni, edificio costruito per l’omonima famiglia nel 1820 e voluto soprattutto dal Conte Giuseppe Bacchetti ed oggi, a restauro concluso, divenuto Casa della Cultura e dei Giovani – la mostra dell’artista Germana Brizio dal titolo “Donna Storia Mito” – Pittura, Disegno Arte Contemporanea.
All’evento saranno presenti con l’artista, il Sindaco di Anagni Daniele Natalia, l’Ass. alla Cultura e al Turismo Carlo Marino, il curatore della mostra Fabio D’Achille, ideatore della Rassegna d’Arte Contemporanea MAD (Museo d’arte Diffuso) e Direttore del MADXI-Museo Contemporaneo di Latina, il Prof. Biagio Renato Cacciolla Delegato di Provincia Creativa e la D.ssa Maria Teresa Leoni.
Ad accompagnare la presentazione sarà la performance musicale del M° Stefano Spallotta alla chitarra.
Germana Brizio, pugliese di nascita, vive e lavora a Colleferro e, per anni, è stata docente di Educazione Artistica e Disegno e Storia dell’Arte presso Scuole ed Istituti del territorio.
Laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, giovanissima espone in collettive e mostre personali, ricevendo premi e segnalazioni. Ottiene poi la specializzazione in restauro conseguendo una notevole esperienza su affreschi e pitture di interesse storico-artistico, non tralasciando mai la sua matrice artistica, realizzando una serie di incisioni ad acquaforte e puntasecca, arricchendo la sua produzione artistica che spazia dalla pittura alla scultura, dalla poesia alle installazioni.
Sono numerose le esposizioni personali e collettive a cui partecipa, tra le opere pubbliche più rilevanti segnaliamo: il ritratto di Papa Francesco, pittura a olio su tela , il pannello in multistrato marino di m. (3×2) situato sulla facciata della prestigiosa Chiesa di S. Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma, l’opera pittorica su tela “Mater Paenitentiam” per la chiesa del Sacro Cuore dei Gesuiti a Tirana in Albania, le installazioni in Via dei Greci “Noi come le Piume” e “Le ali del Sileno” in Via del Babuino a Roma. Il suo nominativo è inserito nell’Enciclopedia di Arte Italiana Contemporanea (Vol. IX) Casa Editrice La Ginestra 1979 e nell’annuario di Art Diary Italia-1981.
Dal 2005 intraprende un’esperienza curatoriale con la Rassegna d’Arte Contemporanea MAD. Il progetto è ideato insieme alla critica d’arte Federica Calandro, l’acronimo MAD descrive i punti fondamentali d’intervento quali la musica, l’arte e la degustazione, forme espressive che s’incrociano per creare momenti d’incontro in un processo interattivo e sinestetico. La rassegna si tramuta in un progetto culturale che si sviluppa non solo sul territorio di Latina, ma si espande in provincia e sul territorio nazionale ed internazionale.
Scrive di Lei il curatore della mostra Fabio d’Achlle : Germana Brizio è un’autrice assennata, è una donna completamente dedita al suo impegno artistico. L’impegno è con sé stessa, con nessun altro, col suo FARE ARTE. Un approccio poetico intenso e persino faticoso. Lo studio continuo e la ricerca dettagliata la fa apparire maniacale, invece è leggera, penetrabile e per nulla austera. …..”

Nell’illustrare lo spirito di questa mostra, l’artista dichiara:
«Durante il mio percorso artistico, nel tentativo di comunicare le problematiche che affliggono il mondo femminile, e l’incapacità umana di proteggere la conservazione della Natura, mi sono espressa creativamente attraverso varie tecniche, come la pittura ad olio, l’incisione ad acquaforte, disegno, scultura e istallazioni.
In questa esposizione “Donna storia mito” sono presenti quasi esclusivamente disegni, il disegno è una tecnica che ho sempre amato e che maggiormente prediligo in questo ultimo periodo: eseguo il disegno direttamente con la penna biro, una sorta di sfida senza ritorno che diventa traccia indelebile di un pensiero e di una visione mentale.
A questo periodo appartengono i volti di donne come la “Pulzella di Orlean”, una donna ancora ragazza che con coraggio e forza affronta da combattente un destino che si compie ineluttabilmente: i fiori le ornano il capo, il bombo tra essi è l’impollinatore che trasporta la ninfa per la procreazione di altra vita.
I miti, la bellezza, e l’armonia della civiltà greca, hanno fatto parte del mio vissuto, per il territorio natio da cui ho assorbito le testimonianze, che ancora oggi affiorano dal territorio della Magna Grecia bagnata dal mare Jonio.
E con questo spirito anelante alla bellezza che ho interpretato Artemis, dea Sovrana degli animali, che evitava la città e gli uomini e viveva nei boschi; la mitologia la vede legata alle donne e alla luna, l’ho raffigurata con una rondine in seno, protetta per le primavere che verranno.
Altra figura di donna mitologica che ho rappresentato è Clori, raffigurata con una espressione adirata nell’atto di far fuoriuscire dalla bocca fiori, boccioli di rosa, riluttante a seminare la nuova primavera che il vento Zefiro dovrà elargire ad una umanità sempre meno riconoscente.
E con questo spirito critico e personale che ho rivisitato le figure di donne come Mirsyne, con la corona di mirto oppure Ipazia. Volti tra storia e mito, accostati a pitture ad olio su tela con grandi fiori di dalia, simbolo di riconoscenza, di dignità e regalità.
La “Donna Storia e Mito” appartiene ad ognuno di noi, in quanto archetipo del nostro cammino, nel segno del recupero di quei simboli valoriali che costituiscono una parte importante del nostro senso dell’essere umani».
Un appuntamento decisamente imperdibile per perderci tra le donne del mito, un modo diverso di celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, a cui l’evento è dedicato e che viene celebrata il 25 Novembre.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, fino a Venerdì 8 Dicembre dalle ore 9 alle ore 14 e durante le numerose aperture delle attività culturali e ricreative di Palazzo Bacchetti.













