19 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

A 30 giorni dalla tragica morte di Willy Monteiro Duarte, il ricordo del “ragazzo della porta accanto” che diventa eroe

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COLLEFERRO | PALIANO | ARTENA – Esattamente 30 giorni fa le comunità di Colleferro, Paliano ed Artena si svegliavano con la tragica notizia della morte di Willy Monteiro Duarte.

Ricordiamo alla perfezione le prime ore di quella Domenica 6 Settembre.
In redazione giunse la sconvolgente notizia. I redattori si attivarono per raccogliere più velocemente possibile tutte le notizie per un primo lancio (se non proprio i primi, saremmo stati tra i primi siti di news a dare la notizia).
Intanto il grafico spulciava tra le foto pubblicate sul profilo facebook di Willy, quella più adatta. Ce n’era una, in cui era allegro e sorridente, insieme ad un amico.
Il grafico si affrettò a raddrizzarla, scontornarla e sfumarne lo sfondo.
Quella foto (qui sotto) ha fatto il giro del mondo. È stata usata praticamente da tutti i media, ed ha anche ispirato gli artisti dei murales.

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Le notizie sull’accaduto iniziavano a susseguirsi. Eravamo costernati, increduli.
Ci siamo subito resi conto della gravità assoluta del fatto, del dramma familiare che ne sarebbe scaturito e degli effetti che avrebbe avuto sulle comunità coinvolte.

Infatti in questo mese abbiamo assistito a numerosissime iniziative di solidarietà. Abbiamo seguito – e stiamo continuando a farlo – gli sviluppi delle indagini dei Carabinieri sul massacro [qui tutti i link sull’argomento •>].

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Ancora ieri sera abbiamo assistito alla messa in posa di una stele in peperino in memoria di Willy – realizzata da Mario Di Cori (foto a lato) – nei giardini pubblici di Largo Oberdan, che probabilmente gli verranno intitolati.

Mentre sull’onda dell’informazione navigavano il linciaggio mediatico degli assalitori, la considerazione del nostro territorio come un’area dimenticata da Dio e dagli uomini, le notizie sui particolari di quelle drammatiche fasi, l’iniziale difficoltà dei testimoni a collaborare, e poi le fiaccolate, i murales… E soprattutto la semplicità, la bontà, ed il coraggio di Willy…

… Andava via via evidenziandosi il carattere e l’approccio dei suoi familiari a quell’immane tragedia che è una morte così cruenta di un figlio incolpevole.
Quella famiglia, sempre composta, dignitosa, nella sua non certo brillante condizione economica e che anche dal lavoro di Willy attingeva le risorse per andare avanti…

Lo abbiamo scritto in occasione della pubblicazione della lettera che la famiglia ha consegnato ai Carabinieri l’altro giorno [•>]: «Le istituzioni e le comunità di Artena, Colleferro e Paliano hanno imparato ad ammirare l’umiltà e la compostezza di questa famiglia. L’hanno spontaneamente adottata, l’hanno abbracciata nel dolore infinito della perdita di un figlio in un modo così assurdo…».

E così, Willy, da “ragazzo della porta accanto”, è diventato un eroe.

Un eroe, perché ben pochi dei “ragazzi della porta accanto” avrebbero avuto la sua stessa candida “sfrontatezza” di intervenire a fare da paciere in un contesto che, per la maggior parte dei “ragazzi della porta accanto”, sarebbe stato motivo di rapido allontanamento.
Invece lui no. Forte della fiducia nel prossimo e di valori che sono (o dovrebbero essere) alla base dell’umana convivenza, ha “alzato il dito” per chiedere la parola e dire: «Ma cosa state facendo? Basta così…».
Probabilmente non ha fatto nemmeno in tempo a pensare di dirlo.
Inconsapevolmente è andato incontro alla fine più tragica, più assurda. Pestato a morte da chi evidentemente, dell’umana convivenza non ha la benché minima contezza.

Col senno di poi, molti hanno pensato che avrebbero fatto lo stesso. Pochi sarebbero stati capaci di farlo davvero.
Ma la maggior parte si sarebbe defilata alla prima avvisaglia.
E non si può nemmeno pensare di definirli “codardi”, perché oggi possono dire che così facendo si sarebbero salvati vita…

E in effetti quelle persone non sono codarde.

Ed è per questo che è Willy l’eroe.

A 30 giorni dalla sua tragica scomparsa, ci piace ricordare Willy non tanto e non solo per il bravo ragazzo che era, ma soprattutto affinché ciascuno di noi si renda disponibile a far parlare Willy ed a prendere in seria considerazione quelle parole che aveva in animo di dire, dopo aver alzato il dito…