Zagarolo. È stata inaugurata venerdì scorso a Palazzo Rospigliosi la mostra pittorica e grafica dell’artista Attilio Bedini [Foto]
ZAGAROLO (RM) – È stata inaugurata Venerdi 29 Settembre presso Palazzo Rospigliosi, in concomitanza con l’apertura della 74^ edizione della Sagra dell’Uva” di Zagarolo, la mostra pittorica e grafica dell’artista Attilio Bedini, alla presenza del Sindaco Lorenzo Piazzai, dall’Assessore alla Cultura Emanuela Panzironi, del Presidente dell’Istituzione “Palazzo Rospigliosi” Sandro Vallerotonda, del Presidente dell’Associazione Monte Campazzano Mario De Paolis, di Antonella Mandrucco, che ha moderato i vari interventi, e di un folto pubblico.
Nelle le suggestive sale affrescate del cinquecentesco Palazzo Rospigliosi, ricche di storia e d’arte, dove il Caravaggio dipinse “La Maddalena” e la “I Discepoli di Emmaus” ed il poeta Vittorio Alfieri recitò piu’volte le sue opere piu’ famose, l’esaustiva mostra di Attilio Bedini, ben rappresenta il suo percorso artistico dagli esordi a oggi ed è espressione di un artista che ha fatto della libertà e delle emozioni i suoi temi fondamentali. Libertà dalle classificazioni che troppo spesso relegano l’arte in spazi angusti, libertà di esprimere la propria vena artistica seguendo la scia del momento, prendendo spunto dalla realtà che lo circonda o dalle fantasie che una visione può evocare in lui, un paesaggio, un monumento, il volto di una donna, dei ragazzi intenti a giocare….. ecco l’emozione avvertita diventa progetto e presi tela e pennelli traduce nell’opera i sentimenti, i dubbi, i tumulti dell’anima per donarli allo spettatore così da condividerli.
La sua pittura è un inno al colore che affascina e stordisce, tante le tecniche utilizzate, senza però mai trascurare l’attenzione al dettaglio, alla luce e ai riflessi.
La pittura era già nel suo dna, nato in una famiglia di ricca di artisti : pittori, decoratori, restauratori e mosaicisti, il giovane Attilio respira sin da piccolo l’atmosfera artistica, accompagna spesso il padreMichelangelo, valido artista dell’arte pittorico-decorativa nel campo soprattutto religioso.
Avventurosa la sua vita, segnata inevitabilmente dalle vicende della seconda guerra mondiale .
Certo è che dopo la riunificazione a Roma della famiglia nel 1954, inizia a lavorare sempre piu’ assiduamente con il padre, operando in molte chiese di Roma e provincia e nel contempo ad intraprendere la sua professione di insegnante di disegno e storia dell’arte presso le scuole medie prima, poi negli istituti magistrali e nei licei.
Molti i suoi viaggi in Europa : Olanda, Irlanda, Grecia, la Francia e soprattutto Parigi con la sua Joie de vivre, che amerà tantissimo attratto soprattutto dall’impressionismo francese. Ma sarà Venezia a rubargli il cuore, che immortalerà in numerose tele capaci di trasmettere la vera essenza di questa città unica: a volte triste ed avvolta nella nebbia, altre volte piena di colore con le eleganti gondole danzanti, che quasi stordiscono.
È una mostra da visitare lentamente, per riuscire ad individuare ed accogliere i messaggi che le sue opere vogliono comunicare al visitatore attento, non solo vedere quindi, ma guardare con gli occhi e con il cuore.
Essere catturati dai suoi colori ora tenui, ora violenti, dai suoi paesaggi a volte così familiari, a volte così lontani ed irraggiungibili, le sue donne così vere e sensuali, spesso assorte come a riflettere sulla realtà che le circonda e di cui sono a volte vittime sacrificali. I momenti tragici che hanno caratterizzato questi nostri anni, dalla guerra del Vietnam alla tragedia delle torri gemelle con un prima ed un dopo, argomento questo trattato anche in una sua piece teatrale di grande impatto emotivo.
La carriera di Attilio Bedini è stata caratterizzata soprattutto da una grande disponibilità che lo ha portato, nel corso degli anni, a collaborazioni a carattere volontario per alimentare l’amore per l’arte e la cultura, come il suo ultimo impegno che lo ha visto in quattro anni ristrutturare, insieme agli amici dell’Associazione Monte Campazzano di Segni, la piccola chiesetta posta a 693 metri slm ed eseguire le 14 tavole mosaicate rappresentanti la Via Crucis posizionate lungo il sentiero.
Quello che maggiormente sorprende in lui è la serenità’ contagiosa, la sempre verde curiosità, il suo mettersi continuamente in gioco perché l’esistenza è un continuo movimento, nella convinzione che qualunque sia l’età anagrafica, il segreto della felicità è mantenere viva dentro di sé la disponibilità a vivere con l’ingenuo entusiasmo di un bambino.
La mostra, patrocinata dal Comune di Zagarolo e dall’Istituzione Palazzo Rospigliosi, resterà aperta fino al 5 ottobre con i seguenti orari : 9.30-13.00; 16.30-19.30.
Eledina Lorenzon































