18 Marzo 2026
Regione

“Volare, Made in Italy, il ritratto di Topo Gigio”. Il ricordo di Guadagnuolo nel 31° anniversario della scomparsa di Domenico Modugno

Nola FerramentaNola Ferramenta

(Luciana Vinci)FRANCESCO GUADAGNUOLO sogna un omaggio a Domenico Modugno: realizzata nel 2025, questa tela di 50×65 cm. intreccia collage di vinili infranti, acrilico e foglia d’oro, nel ricordo del 6 Agosto 1994, giorno in cui il cielo italiano pianse “Volare”.
Nel semibuio dello studio, i pennelli riposano come antichi custodi e un’unica finestra apre al brusio dei giorni: ai confini di quell’eco, l’arte cerca di volare ancora.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Dialogo immaginario fra Francesco Guadagnuolo e Topo Gigio
(Sceneggiatura di Francesco Guadagnuolo)

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Francesco Guadagnuolo: «Guarda il cielo Gigio: un mosaico di azzurri sfumati e ambra polverosa. Ogni strato racchiude il “blu dipinto di blu” e la leggenda che Modugno tracciò nell’aria».

Topo Gigio: «Vedo i ritagli ingialliti del ’59, quando la voce di Modugno mi sollevò oltre ogni barriera. Questo ritratto è il mio sorriso sospeso tra nostalgia e promessa».

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

Francesco Guadagnuolo: «Ho incarnato te una duplice figura: un invito a guardare avanti e un richiamo al ricordo. Quel blu è l’eco della melodia di Domenico Modugno, dove ogni nota diventa pennellata d’infinito, il cui paroliere, Franco Migliacci, s’ispirò a delle stampe di Marc Chagall che cito d’àpres a quel “Coq Rouge Dans la Nuit” del 1944 dove figure di te Gigio, in volo, inseguono un sogno, trasformato in un’opera visiva transrealista, con pennellate alternate tra tratto fluido e impasto lieve conferendo una qualità fiabesca al movimento. Le pennellate dorate sono il riflettore che Modugno puntò su di te, luce italiana capace di travalicare i confini».

Topo Gigio: «Quel riflettore risplende ancora, nonostante i venti di intolleranza che strappano le note. Nei miei 66 anni sento il peso di un mondo stremato: muri eretti, voci spezzate, bambini che dormono con la paura sotto il cuscino».

Francesco Guadagnuolo: «È un atto di ribellione contro il nulla: le vene di collage sono cicatrici che raccontano migrazioni, rovina e speranza. Nel rosso inciso “6 agosto 1994 – per sempre volare” arde la malinconia di un addio che non vuole spegnersi».

Topo Gigio: «Il mio cuore di stoffa trema al ricordo di quelle note sospinte dal vento. Ogni giorno, “Volare” si fa preghiera contro l’oblio che inghiotte le memorie collettive».

Francesco Guadagnuolo: «E come potrei dimenticare la serata delle cover a Sanremo 2025, quando Lucio Corsi ti chiamò sul palco per duettare in “Volare – Nel blu dipinto di blu”? La Sala dell’Ariston tremò di tenerezza e sorpresa, applaudendo un abbraccio tra generazioni».

Topo Gigio: «Sì, ricordo il mio “Ma cosa mi dici mai!” che ha strappato sorrisi e lacrime. In quel momento, la musica ha cancellato ogni frontiera».

Francesco Guadagnuolo: «Nello sfondo del quadro si scorge l’Antenna/Torre RAI di Monte Sant’Anna a Caltanissetta, demolita il 23 luglio 2025: scheletro fantasma di un faro che univa l’Italia sotto un’unica frequenza e dava alla Sicilia la possibilità di vedere i programmi RAI.
Ora, anche se ridotta a fantasma, continua a diffondere onde benefiche: è la testimonianza che la memoria collettiva resiste, pronta a trasmettere sogni. I suoi detriti mormorano orgoglio e smarrimento, ma insufflano onde di speranza nei sogni dei silenzi».

Topo Gigio: «Quell’Antenna/Torre RAI era la nostra voce nel mondo. Anche demolita, continua a trasmettere il desiderio di restare uniti. Io volerò tra le ombre di questa tela, custode di un eco che rifiuta di tacere».

Francesco Guadagnuolo: «Così intreccio tempo e materia: vinili spezzati, frammenti di giornali, oro e pigmenti. In questo ritratto, l’arte diventa luce in un abisso, promessa di un nuovo domani».

Topo Gigio: «Allora restiamo sospesi insieme, Francesco: se il mondo ci vuole spezzare, noi rispondiamo con il canto di chi osa ancora volare».