Veroli. I bambini della “Don Andrea Coccia” protagonisti di un progetto dell’artista newyorkese Beatrice Scaccia

VEROLI (FR) – È iniziato con un po’ di titubanza, con una mail spedita da New York a un’amica di infanzia residente tuttora a Veroli, comune frusinate in cui Beatrice Scaccia, artista visuale da tre anni residente in America, è cresciuta.
«Ma secondo te, si potrebbe fare?». Il progetto tanto agognato da Beatrice e sul quale nutriva, inizialmente, dubbi circa la realizzazione prevedeva il coinvolgimento dei bambini della scuola primaria “Don Andrea Coccia” di San Giuseppe Le Prata.
L’artista intendeva infatti dare voce alla creatività dei più piccoli, tracciando un percorso ideale tra i bambini della scuola primaria verolana (territorio in cui lei stessa ha frequentato le elementari) e la sua più recente produzione.
Come? Con la realizzazione, da parte dei bambini, di un disegno ispirato al personaggio, Eve, protagonista dei suoi lavori.
Da una mail il progetto ha preso corpo. Dopo aver incassato il parere favorevole dell’assessore comunale alla pubblica istruzione, Simone Cretaro, il progetto è stato visionato dal dirigente scolastico del II circolo didattico di Veroli, il prof. Giulio Giacomini, che lo ha presentato ai docenti della scuola verolana.
Sei le classi coinvolte: II, III e IV A, II, III e IV B, per un totale di 96 bambini partecipanti che, nel corso di due giornate, hanno interpretato liberamente, col materiale fornito dalla stessa Bea, la traccia assegnata, che iniziava così: «Esiste da qualche parte una creatura simpatica e sola di nome Eve», personaggio che veniva poi descritto aggiungendo moltissimi particolari.
Ai bambini la scelta di far compiere a Eve l’azione che preferivano.
La descrizione si concludeva con «Grazie tanto per l’aiuto, non potete immaginare quanto mi renda felice. Bea (dalla lontana NY)».
Sorprendenti i risultati: i bambini, partecipi, entusiasti, pieni di curiosità non solo verso il personaggio ma anche verso quell’artista lontana che chiedeva il loro aiuto, hanno immaginato Eve mentre gioca col frisbee oppure a calcio, pallavolo o a basket, mentre guarda le stelle o i fuochi d’artificio, mentre scrive un pensierino o gioca nel giardino con un’amica, mentre vola o mangia.
Alcuni di questi disegni sono visibili sul sito www.beascaccia-eve.com •>.

Dopo qualche tempo, infatti, Beatrice ha ricevuto direttamente a New York, una busta gialla con tutti i disegni dei bambini. «Quando ho ricevuto il pacco con i disegni dall’Italia, ero emozionatissima» ricorda Beatrice. «Una busta colorata, con tanti disegni, tante Eve diverse, tante grafie, tanti nomi… Li ho sfogliati uno per volta e poi ancora. Ho immaginato i bambini chini su un foglio bianco, a dare corpo e vita a un personaggio di cui conoscevano solo una descrizione, utilizzando gli strumenti della loro fantasia, del loro entusiasmo, con la generosità di voler dare una mano a quella bambina di tanti anni fa che si è seduta su quegli stessi banchi e che ha scoperto a quell’età il desiderio e la gioia di disegnare. Al di là delle meraviglie grafiche, delle soluzioni compositive e stilistiche, ogni disegno rappresenta un mondo individuale immerso in un più grande immaginario che è sì fatto di esperienza e quotidiano ma rivela, soprattutto, una ricchezza creativa interiore che noi adulti dobbiamo trattare con rispetto e ammirazione. Il loro contributo è stato importantissimo per il mio lavoro. Spero di poter ringraziare i bambini di persona, quando tornerò in Italia. Un grazie speciale anche alle maestre e al prof. Giacomini che hanno permesso di realizzare un progetto a cui tenevo molto».
Alle parole entusiastiche di Beatrice fanno eco quelle delle maestre: «È stata un’esperienza positiva, siamo state felici di contribuire a un progetto di un’artista di questo valore. Il progetto è stato importante anche per i bambini: hanno partecipato con interesse e motivazione».
Il progetto avrà importanti sviluppi: i disegni saranno infatti esposti (in Italia e all’estero) nel corso di mostre ed eventi che avranno Beatrice e la sua Eve per protagoniste, così che la creatività di questi bambini venga conosciuta in tutto il mondo.












