20 Marzo 2026

Un suggestivo paesaggio di Rocca Priora sotto la neve alle prime luci dell’alba…

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ROCCA PRIORA (RM) – Dobbiamo a Cristina Vanarelli, nipote del grande artista russo Gregorio Maltzeff, e figlia della bellissima attrice Elena, la foto del suggestivo paesaggio di Rocca Priora, scattata forse nel 2007, dalla finestra della sua stanza, alle 6 del mattino, “quando il primo raggio di sole illuminava solo il paese e il colore rosa era esaltato dall’azzurro circostante della neve ancora in penombra: un momento da immortalare”, come ci ha scritto.

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Questo bellissimo panorama del più alto dei Castelli Romani lo dedichiamo ai nostri lettori, con l’augurio: di trascorrere liete e serene “Festività Natalizie”, che offrono un programma ricreativo ricco di eventi, per grandi e piccini, programmato dall’Assessorato alla Cultura, e che il “Nuovo Anno 2017” porti all’Umanità, in questo travagliato momento che si sta vivendo, “Pace e Felicità”.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

In anteprima, segnaliamo due importanti novità di cui si parlerà molto nel nuovo anno, e riguardano precisamente:

1) Il Crocus Sativus o zafferano, che era, certamente, coltivato a Rocca Priora già prima del 1547, anche se compare ufficialmente nello Statuto dei Savelli del 1547.

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2) La richiesta, al prof. Francesco Carbone, brillante ricercatore dell’Università della Tuscia, delle Associazioni: “BoscoCultura” di Rocca Priora e “L’Alveare” di Rocca di Papa, della ricerca del “DNA” per “l’oro verde dei Colli Albani” – costituito dai nostri pregiati boschi di castagno – impiantati nel territorio castellano nei primi decenni del 1700, dopo la “piccola Era Glaciale” che, nel 1709, aveva distrutto tutte le foreste e le coltivazioni dei Castelli Romani.

Tale ricerca è necessaria per restituire, all’economia boschiva attuale, il valore del passato, quando vagoni ferroviari trasportavano in Spagna le “doghe da botte” di Rocca Priora e Centri vicini, per realizzare le “botti”, dove ospitare i pregiati “vini spagnoli”. Questa scelta, probabilmente, era dovuta alla ricchezza e particolarità dei “tannini”: purtroppo, la 1^ Guerra Mondiale ne bloccò l’esportazione
Di queste importanti novità parleremo, più diffusamente, molto presto.

Luciana Vinci