Segni. Presentato nella Sala Polifunzionale “Blonk-Steiner” il libro di Diego Colaiori dal titolo “La vecchiaia buffa”
SEGNI (Eledina Lorenzon) – È stato presentato, nel pomeriggio di Domenica 20 Marzo, nella Sala Polifunzionale “Eugenio Blonk-Steiner” di Segni, il libro di Diego Colaiori dal titolo “La vecchiaia buffa”.
Erano presenti l’autore, il Sindaco di Segni Piero Cascioli, l’artista e scrittore Max Morini e la d.ssa Annalisa Ciccotti – Bibliotecaria Comunale che ha introdotto e coordinato gli interventi .
Il Sindaco ha espresso il suo orgoglio di annoverare, tra i cittadini di Segni, un giovane letterato certamente molto promettente, ricordando anche il suo precedente libro “Non è facile” del 2013, in cui narrava le vicende, quasi autobiografiche, di Nicola, ragazzo di diciotto anni al suo ultimo anno di liceo, che gli valse il primo posto nella sezione giovani al Premio Biennale dei Monti Lepini.
Cascioli ha anche sottolineato le qualità che contraddistinguo il Diego autore: una scrittura chiara e comprensibile, un’ottima visione d’insieme della trama, la capacità di intercettare emozioni e sentimenti. Ha poi auspicato, che il libro possa essere inserito nella Collana di documenti. di storia e di cultura Lepina, di cui è Direttore.
Come ha ben evidenziato Annalisa Ciccotti, l’autore si è confrontato con un tema molto impegnativo, quale è quello della metamorfosi, procedendo ad uno ”scavo interiore”, una lettura dal profondo dell’anima, una riflessione seria e circostanziata che ha dato vita ad una storia originale ed avvincente a cominciare dal titolo “La vecchiaia buffa”.
La vecchiaia non si abbina, in letteratura, al termine buffa, piuttosto si abbina a quello di saggia, comprensiva, forse un po’ disillusa, mentre alla giovinezza si abbinano altri termini quali audace, avventata, spensierata tutto il contrario di quello che avviene al personaggio protagonista del libro.
Eugenio Zazza è infatti un giovane grigio, già disilluso e stanco della vita, senza ambizioni che misteriosamente, come sempre accade per tutte le metamorfosi, ricordiamo la “Metamorfosi” di F. Kafka, gli piove addosso una vecchiaia, come leggiamo dalla quarta di copertina:
“Nel suo angusto appartamento nella periferia romana, Eugenio Zazza, un innocuo operatore ecologico, si ritrova trasformato in un orribile vecchio. Forse la punizione del destino o di Dio, forse perché il suo modo di vivere l’ha portato a questo.
Scheletrico, ributtante, è un corpo in decomposizione”.
Ed infatti all’inizio è disfacimento del corpo, con una perdita di rigore fisico, cui si contrappone una rinata energia, una voglia di rivalsa su tutto e su tutti che rasenta il desiderio di vendetta contro tutte le angherie che ha dovuto subire nella sua vita, soprattutto in famiglia da parte di un padre autoritario che voleva gestire ogni sua scelta.
Tutto sembra deciso, tutto volge verso la tragedia, la vita di Eugenio e di tutti quelli che ruotano intorno a lui è sconvolta, ma uno scherzo del destino cambierà le regole del gioco, e qui lasciamo al lettore il piacere di scoprirle.
Interessante ed incisivo è stato poi l’intervento di Max Morini che insieme al fratello Francesco costituiscono una coppia artistica “atipica” del panorama culturale romano.
Autori teatrali e televisivi, scrittori di grande successo nel filone del giallo con la città eterna a fare da sfondo. Dirigono il Corso di Scrittura Creativa “Pensieri e Parole”, nella quale trasferiscono la loro esperienza formativa dell’Accademia del Comico e alla quale l’autore ha partecipato.
L’importante per scrivere bene, ha sostenuto Max Morini, è che si legga bene e molto, a prescindere dal gusto personale, bisogna scavare perché ci sono secoli e secoli di letteratura ed attraverso la lettura si possono avere più modelli di riferimento, che sicuramente ritornano utili, se non indispensabili, nell’approccio alla scrittura. Frequentare un corso di scrittura creativa aiuta, ma alla base ci deve essere preparazione e passione per arrivare poi alla stesura di un romanzo.
Un romanzo che vi invitiamo a leggere, perché siamo sicuri vi sorprenderà ed avvincerà pagina dopo pagina, una storia semplice ed al tempo stesso di grande intensità, che indaga sui sentimenti buoni e cattivi che albergano in ogni essere umano, e la consapevolezza che la scelta di far emergere gli uni o gli altri dipende solo da noi.
Un romanzo che, in ultima analisi, potremmo definire “di formazione”, ricordando la definizione che il noto critico e studioso Giulio Ferroni diede dei libri di formazione nella Storia della Letteratura Italiana:
“quei romanzi che descrivono il percorso di formazione del carattere e dell’identità di un eroe, che riconosce se stesso attraverso il rapporto col mondo e che a partire dalla sua esperienza personale elabora una conoscenza critica della realtà sociale e culturale e della propria condizione”.
Nel corso della presentazione l’autore ha letto alcuni brani del libro accompagnato alla chitarra dal cantautore Michele Nastasia.
Buona lettura!































