13 Marzo 2026
SPECIALI

Segni. “Di Pietro si racconta” un incontro con l’uomo, il magistrato, il politico…, intervistato da Gianluca Cardillo [FOTO&VIDEO]

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SEGNI (RM) – Tanta era l’attesa e tanto il pubblico a Segni per l’incontro “Di Pietro si racconta” che si è tenuto presso la Sala Polifunzionale Eugenio Blonk-Steiner di Segni, nonostante il ritardo dovuto a problematiche di traffico intenso che ha spostato l’inizio dell’incontro di circa un’ora. Sul palco oltre ad Antonio di Pietro ed il nostro Direttore Gianluca Cardillo, erano presenti i consiglieri comunali di Colleferro Avv. Emanuele Girolami, Maurizio del Brusco, e di Segni Antonio Di Bartolomei oltre al segretario regionale dell’Idv Salvatore Doddin ed altri amministratori dei centri limitrofi.

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L’incontro, organizzato grazie a Franco Salvatori, amico di vecchia data di Tonino Di Pietro e suo compagno di scuola, ha voluto focalizzare la figura, in questa occasione, dell’uomo, del magistrato e del politico. Un’intervista a tutto campo che ha toccato temi vari del passato come l’inchiesta Mani pulite , alla vita del partito e al suo travagliato percorso, ma anche momento di riflessione e confronto pubblico sul suo futuro e sul rilancio dell’azione politica dell’Idv. La serata è stata introdotta dall’avv. Emanuele Girolami che ha sapientemente illustrato il significato dell’incontro. Gianluca Cardillo nel prendere la parola ha espresso il suo grande piacere nell’intervistare una personalità di così spiccata importanza nel panorama politico italiano , anche se il titolo dell’evento “Di Pietro si racconta” apre uno scenario immenso tante sono le esperienze che egli ha vissuto nel corso della sue poliedrica carriera sono veramente tate ed elencarle sarebbe impresa veramente ardua.

La prima domanda è stata improntata su quanto sia rimasto a livello caratteriale , di principio e di sogni della giovinezza , della sua esperienza di lavoro in Germania, della sua caparbietà che lo hanno portato a laurearsi, a vincere il concorso da Commissario di Pubblica Sicurezza e della caparbietà con cui ha portato avanti inchieste di grande importanza che hanno poi determinata la della Prima Repubblica. La risposta è stata quanto mai cordiale ed aperta , sottolineando come oggi i giovani non abbiano le stesse potenzialità di ieri, e trovare la strada del successo è sempre più difficile.

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Antonio Di Pietro ha salutato il pubblico presente, scusandoti del ritardo, ed ha poi espresso la propria amarezza per l’esito dell’inchiesta Mani Pulite che ha portato ad una selezione della specie, condannando elementi deboli e quindi facilmente individuabili, non determinando però la fine della corruzione, che è invece aumentata ! Molti infatti dei personaggi oggi indagati erano già stati fermati ed interrogati nell’ambito di quell’inchiesta. Paradossalmente c’è un sistema mafioso che si è impossessato delle istituzioni che non è più quello della lupara, ma che ha saputo organizzarsi anche su cosa e quanto confessare e questo ha portato, anche grazie all’amnistia, all’impossibilità di procedere pienamente.

«Io – ha dichiarato Di Pietro – ho cercato di essere protagonista della mia vita, nel bene e nel male facendo anche cose sbagliate, ma c’è un solo modo per non sbagliare ed è non prendere decisioni».

Il prof. Cardillo, prima di entrare nel vivo di quello che Di Pietro intende fare per il prossimo futuro, ha chiesto di definire con un solo aggettivo i politici oggi al governo ad iniziare da Berlusconi, al Presidente della Repubblica, Matteo Renzi, Papa Francesco, al quale ha rivolto la richiesta di far conoscere i nominativi di coloro che hanno depositato proprio allo Ior i loro capitali, a Bersani, alla Merkel per la quale ha avuto parole di apprezzamento anche se non condivide la forzatura del deficit non superiore al 3%, sarebbe invece meglio un’unione europea dei popoli, nel rispetto delle autonomie, con leggi federali immediatamente operative, adottando l’embargo commerciale, economico e finanziario per tutti gli Stati che non rispettino le leggi di trasparenza . Relativamente a Grillo ha sostenuto come il voto degli italiani al Movimento Cinque Stelle è stato determinato dalla rabbia, dalla voglia di un ricambio generazionale e dalla necessità dii trovare risposte alle problematiche in atto. Si è poi affrontato il tema della modifica del Senato a cui Di Pietro ha risposto con due osservazione: la prima di metodo in quanto la Costituzione Italiana è frutto del sangue dei nostri padri , per cui la può cambiare solo chi viene legittimato dal voto, ma in Parlamento in questo momento ci sono persone elette con una legge dichiarata illegittima per cui non si ritiene giusto, anzi offensivo per i nostri padri ed i nostri nonni che per essa hanno combattuto. Sul piano del merito personalmente non condivide l’idea di adottare soluzioni che non prevedano il voto, da parte del popolo, dei rappresentanti del Senato.

Nell’incalzare dell’intervista Cardillo ha posto una domanda piuttosto delicata sulla situazione della magistratura dai tempi dell’inchiesta ad Mani Pulite ad oggi. Di Pietro ha sostenuto che oggi come allora non è la categoria, né il partito che fa la differenza, perché brave e cattive persone ci sono in ogni ambito. Il problema è come isolare gli elementi negativi, vero è che dell’esperienza Mani pulite , nell’immaginario collettivo, è passata l’idea che la colpa di quello che è accaduto è di chi ha scoperto il reato e non di quelli che lo hanno commesso. Altra spinosa domanda ha interessato la responsabilità civile dei magistrati passata recentemente alla Camera, ma che tutti si augurano venga corretta in Senato, alla quale Di Pietro ha risposto sottolineando come siano state prese decisioni sulle quali riflettere attentamente. Il magistrato, in caso di errore, dovrà pagare direttamente e questo può sicuramente pregiudicarne il lavoro. mentre ritiene una difesa della corporazione il giudicare negativamente l’abbassamento dell’età pensionali dei Magistrati a 70 anni, che permetterebbe a forze giovani di entrare ed operare in Magistratura.

Altra domanda di grande interesse è stato come l’Italia possa salvarsi da questa situazione ed il suo programma per un rinnovato impegno politico. Di Pietro obiettivamente ha ammesso come non sia possibile dare una risposta esaustiva, sicuramente in Italia in questi ultimi decenni abbiamo speso di più di quello che potevamo spendere ed incassato di meno di quello previsto per una serie di circostanze ed eventi che hanno determinato confusione tra controllore e controllato. E’ necessario porre in essere misure tali da garantire la massima trasparenza. L’attuale momento di transizione per la caduta dei partiti di riferimento, ha visto la politica affidarsi a “personaggi” che hanno dato vita, nella Seconda Repubblica, ad una classe politica non sempre all’altezza del proprio compito. Oggi c’è un altro momento ancora più delicato che sta determinando proprio l’implosione dei partiti, bisogna quindi andare oltre i partiti tradizionali , impegnandosi in prima persona.

Alla domanda quale sia il suo maggior rimpianto , Di Pietro ha ammesso, con sincerità, di non essere riuscito a trovare le giuste motivazioni per difendersi dall’accusa di possedere cinquantasei case. Una miglior difesa e dati più chiari alla mano avrebbero permesso maggiore chiarezza sulla situazione del suo patrimonio immobiliare.
All’ultima domanda riferita ai pregi e difetti degli Italiani in questo difficile momento che il Paese sta attraversando, la risposta è stata: «Pazienza e furbizia, ognuno di noi cerca di sopraffare l’altro, ma nella foresta non tutti sono leoni e quindi il più debole è costretto a soccombere».

In chiusura di evento hanno preso la parola il Sindaco di Segni Maria Assunta Boccardelli che ha avuto parole di elogio per Di Pietro e l’avv. Girolami, il quale, a chiusura dell’incontro, ha ringraziato Di Pietro per la sua disponibilità – augurandosi un suo attivo rientro in politica -, Gianluca Cardillo per l’attenta e mirata scelta delle domande ed il pubblico intervenuto per l’attenzione e l’interesse dimostrato.

Eledina Lorenzon