19 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Segni. 7 Marzo 1944 – 7 Marzo 2022. 78 anni dal bombardamento della città che non dimentica i suoi caduti

Nola FerramentaNola Ferramenta

SEGNI (Eledina Lorenzon) – «N’ora de speranza, piena de sole, se tramutà a notte de dolore!», sono questi i versi del poeta segnino Remo Fagiolo per ricordare le 132 vittime civili che morirono a causa delle bombe sganciate da aerei alleati nel pomeriggio del 7 Marzo 1944: in un attimo, dove bambini giocavano felici a rincorrersi, donne parlavano sedute davanti all’uscio di casa, giovani e uomini si ritrovavano riuniti al bar, tutto fu distrutto e regnò solo il silenzio della morte ed un dolore infinito per quanti persero la vita.

A 78 anni da quel tragico evento, la città di Segni ha commemorato nella mattinata di Lunedì 7 Marzo le sue vittime con una serie di eventi particolarmente toccanti, iniziati con la S. Messa presso la Concattedrale S. Maria Assunta, officiata dal Parroco Don Daniele Valenzi, e a seguire la deposizione di una corona di alloro presso il Monumento ai caduti.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

All’evento erano presenti il Sindaco Piero Cascioli, l’Ass. Elena Ciotti, la Consigliera Anna Teresa Corsi, Autorità civili e militari e tanti studenti della Primaria e Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo di Segni, e dalla Secondaria di Secondo Grado del Liceo delle Scienze Umane Pierluigi Nervi accompagnati dai loro insegnanti e dai rispettivi Dirigente Scolastici: Prof. Luigi Brandi e Prof.ssa Maria Benedetti.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

La manifestazione si è aperta con un breve saluto del Sindaco ed il ricordo toccante della tragedia che nel lontano 1944 colpì la città, che in questo particolare tragico momento, con venti di guerra che tornano a soffiare nella Europa, nella vicina Ucraina portando nuovamente morte e distruzione. Tragedie che credevamo ormai appartenenti al passato, che mai immaginavamo si potessero ripetere, sono oggi una terribile realtà.

Poi sono stati i giovani studenti, con i loro slogan e cartelloni, con la recita di poesie, riflessioni, canti a testimoniare il loro determinato no alla guerra, all’inutile distruzione di intere città, al sacrificio di tanti civili, tra cui molti bambini, vittime innocenti della follia umana.
Insieme hanno ricordato il sacrificio dei caduti e al tempo stesso evidenziato, come già fatto nella manifestazione del 4 Marzo sfilando per le vie cittadine, lo sdegno contro la guerra e la necessità di perseguire una cultura di pace, di solidarietà, di accoglienza.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

I versi di “Bella Ciao” hanno quindi chiuso questa prima fase della manifestazione, spostatasi poi presso la Sala Polifunzionale, con gli interventi dei Dirigenti Scolastici che hanno lodato il grande impegno dei giovani, la grande partecipazione a scendere in piazza e manifestare la loro vicinanza verso la popolazione ucraina.

Hanno poi proseguito ponendo in risalto come sia “necessario che i giovani abbiano memoria di quello che è stato, così da poter evitare nel futuro gli stessi errori” e che “la forza della pace prevalga sempre e questo inizio di guerra, che già tante vittime ha fatto, sia solo un episodio sbagliato e vi si ponga subito fine con la ragione, il buon senso ed il rispetto, perché la guerra è soprattutto non rispetto per l’altro”.

Sono stati poi proiettate le slide un lavoro degli Studenti del Liceo Pierluigi Nervi per porre in rilievo come si stia combattendo in tanti parti del mondo, guerre dimenticate in Siria, Yemen, Mali, Tigray, Nagorno Karabach ed altre ancora, che hanno determinato crisi umanitarie senza precedenti. Poi ancora poesie, canzoni, come l’emozionante “Angelita”, e letture tratte da libri di scrittori lepini.

Toccante la testimonianza dei superstiti di quel triste pomeriggio del lontano 1944 che, con gli occhi lucidi e la voce incerta per l’emozione, hanno raccontato la loro tragica esperienza, ancora così viva nella loro mente, ai ragazzi che li hanno ascoltati in silenzio ed applauditi per dimostrare loro affetto.

Ricordare e trasmettere la memoria alle giovani generazioni è compito impegnativo, ma indispensabile per orientarsi in una realtà sempre più complessa, senza il passato non potremmo costruire alcun presente e, di conseguenza, alcun futuro, perché privi delle basi necessarie.