Scompare a Colleferro a causa del Covid, Omero Marini, storica figura della tradizione locale
COLLEFERRO – Si è spento all’eta di 95 anni, nella tarda serata di ieri, 11 Novembre, a causa del Covid-19, Omero Marini, notissimo personaggio della vita e della storia colleferrina.
Era nato nel vecchio quartiere di Colledoro, all’epoca territorio del comune di Valmontone, e dal dopoguerra ad oggi, si era trasferito al centro di Colleferro.
Da diversi lustri era in pensione dopo aver svolto, per tantissimi anni, diverse attività in svariati campi, soprattutto nel settore del commercio, dell’artigianato e delle attività sociali e ricreative.
Insieme ai fratelli Luciano, Gastone e Paolo aveva portato avanti la rinomata attività dell’omonimo “Bar Marini”, ereditata dal padre Sor Umberto, principale punto di riferimento delle fermate dei bus transitanti sulla via Casilina tra Roma e Frosinone al luogo di riferimento denominato “Bivio Marini” dicitura stampata su gli stessi biglietti delle autolinee in questione.
A Colleferro, a Colledoro, allo Scalo ma anche nei paesi del circondario tra cui Segni, Valmontone, Artena e in gran parte della Ciociaria era conosciuto da tutti specialmente per la sua verve e grandissima esperienza di vita.
Memoria storica del territorio, Omero Marini, classe del ’25, era considerato il depositario della lunga ed operosa tradizione locale. Oltre alla succitata attività del bar, gestiva con successo diverse stazioni di rifornimento carburante e rivendita tabacchi e giornali e, in gioventù anche il forno di famiglia e il negozio di generi alimentari.
Un poliedrico personaggio dalle mille sfaccettature che lo hanno visto protagonista assoluto della vita cittadina.
Noto per la sua grande umanità, generosità e disponibilità Omero Marini, era considerato un fondamentale punto di riferimento per l’intera collettività.
Tra le altre cose aveva ottenuto anche nell’immediato dopoguerra il diploma di maestro elementare.
Nei primi anni 50 aveva sposato la maestra elementare Luisa Cataldi con la quale ha avuto tre figlie, Tiziana e Marilla anch’esse insegnanti e Federica funzionaria del comune di Colleferro. Recentemente aveva compiuto l’ennesimo gesto di generosità donando al locale museo archeologico un preziosissimo reperto datato alcuni secoli Avanti Cristo di sua proprietà.
Per il momento la data delle esequie funebri, per motivi legati alle cause del decesso, non è ancora stata fissata mentre la salma è stata trasferita presso il locale cimitero in attesa della relativa tumulazione.
Alla gentile consorte signora Luisa, alle figlie Tiziana, Marilla e Federica, ai generi, nipoti, familiari tutti e parenti giungano le più sentite condoglianze da parte del nostro Direttore Responsabile Gianluca Cardillo, del Direttore Editoriale Giulio Iannone, del Vice Direttore Beatrice Cardillo e di tutto lo staff redazionale di Cronache Cittadine.
Così lo ricorda il nostro Direttore Gianluca Cardillo, suo nipote e grandissimo amico..
“Omero Marini ultimo baluardo della tradizione colleferrina…”.
«…Con Omero Marini se ne va un altro pezzo di storia locale. Per parlare di lui non basterebbe nemmeno un intero libro tante sono le cose, gli avvenimenti, gli episodi, i personaggi, gli eventi e gli aneddoti a lui strettamente legati.
Nel corso della sua bellissima esistenza, zio Omero ne ha viste di cotte e di crude riuscendo sempre a infondere una forte carica di positiva vitalità in ogni circostanza. È sorprendente notare come la sua grandissima saggezza ed esperienza abbiano potuto rappresentare il comune denominatore di un vissuto all’insegna della sincera amicizia e grandissima apertura sociale.
Era veramente un amico per tutti.
Una delle principali caratteristiche di zio Omero era forse quella di riuscire ad entrare, con spontanea sincerità, in contatto con il prossimo, riuscendo ad infrangere quelle barriere che troppo spesso si erigono ipocritamente tra gli esseri umani. Egli sapeva diventare, con spettacolare immediatezza e naturalezza, amico di tutti.
Non a torto, era considerato il principale punto di riferimento della divulgazione storico culturale colleferrina per la quale, sempre con fervida memoria, riusciva a descrivere fatti, momenti, episodi, vicende familiari sapientemente conditi da simpatici aneddoti legati alle tante vicende umane.
Dai ricordi della primissima giovinezza vissuta in quel di Colledoro ove era ubicata la vecchia caserma dei Carabinieri fino all’istituzione del comune di Colleferro, passando per il tragico scoppio in fabbrica del 1938, i tristi anni della Guerra e della occupazione Nazista e i conseguenti bombardamenti aerei nella morsa bellica che stringeva il territorio tra Roma, il fronte di Cassino e quello di Anzio, Omero aveva vissuto in prima persona tutto questo.
Negli anni successivi si era dedicato con passione alla conduzione delle rinomate attività di famiglia, prima fra tutte quella del bar-tabacchi-giornali e della gestione di distributori di carburanti per auto e lavaggio situati lungo la statale Casilina, oltre alle altre attività commerciali svolte nel centro di Colleferro.
Ma è forse proprio nel particolare stile di vita che si caratterizza la figura di zio Omero: persona elegante, sempre attenta ai particolari, al senso dell’estetica, una persona con una particolare propensione alla tutela della salute e dell’igiene personale, un uomo dal facile e coinvolgente eloquio e dalla grande prontezza di risposta ai bisogni e alle esigenze altrui.
Aveva praticato numerose attività sportive tra cui il calcio, il ciclismo, la pallacanestro, l’atletica e la boxe evidenziando una notevole passione per le società dilettantistiche locali. Era un grandissimo tifoso della BPD Calcio di cui conosceva vita, morte e miracoli essendo amico personale di tanti giocatori ed allenatori.
Ma la grande passione di zio Omero era quella delle automobili e del mondo dei motori. Era considerato, insieme al grandissimo ed inseparabile amico Lucio Cardillo (mio defunto e adorato padre) e ai colleferrini Archimede Pietropaoli e Aldo Antonini, uno dei migliori “autisti” in assoluto con la sua guida attenta e precisa.
Incredibile il suo variegato e speciale parco auto che annoverava mitiche vetture fuori serie e di grande marca al quale prestava maniacale cura, tant’è che, chi avesse avuto modo di acquistare da lui un autovettura usata, si trovava tra le amni, in realtà, un auto del tutto nuova.
Altra fortissima passione di zio Omero erano gli orologi di marca Rolex di cui andava particolarmente fiero, vantando una delle più importanti collezioni presenti nella zona, con pezzi di rara fattezza ma egli era anche un esperto di arte e cose belle che sapeva valorizzare con sapienza al momento giusto. Capitolo a parte merita il settore legato alle amicizie, ai viaggi, al buon gusto, alla gastronomia ove zio Omero eccelleva in modo particolare. Dalle Dolomiti a Palermo, dalla Sardegna alla Puglia, dal Veneto alla Liguria, dalla Corsica all’ex Iugoslavia, dalla Francia alla Spagna, alla Grecia, Egitto e Turchia….
Quanti indimenticabili viaggi abbiamo fatto insieme! Quante cose abbiamo visto! Quanti bei momenti abbiamo trascorso in spensierata allegria!
Zio Omero fungeva per tutti noi da “apri pista”, aveva la capacità di fraternizzare immediatamente a tutte le latitudini, con qualsiasi sconosciuto fino a familiarizzare, in un ristorante, per esempio, con il cuoco e il cameriere, riuscendo a favorire in ogni modo, il relativo servizio ottenendo trattamenti particolari e soprattutto cibi di primo ordine..con la solita comitiva di altri amici che oggi purtroppo non ci sono più. Tra questi ricordiamo Aldo Colabucci, i fratelli Gastone e Paolo Marini, Sandro Davelli (Spezzone), Franco Cacciotti, Don Nicola Fontana, Felicetto Lozzi, Antonio Spalla, Tiberio Terrinoni, Achille Pagliuca, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Enrico Concutelli (Il Bassetto) e tanti altri. Memorabili le periodiche famose cene conviviali svoltesi in quel di Fiuggi, Velletri, Ferentino, Frosinone, Terracina, San Felice Circeo, Anzio, Torvajanica, Segni, Valmontone e Castelli Romani.
Una vita, insomma, quella di zio Omero trascorsa veramente all’insegna del buon umore ed del buon gusto sempre densa di sicure e proficue occasioni di vera fratellanza. Certo, anche lui ha vissuto dei momenti non belli tra i quali, in ultimo, la scomparsa del giovane nipote Matteo avvenuta in circostanze non del tutto chiarite in Brasile. Ultimamente, zio Omero era relegato in casa ma, nonostante la veneranda età aveva conservato ancora una mente fervida e lucida, sempre circondato dall’amorevole affetto della moglie, delle figlie, dei generi e dei nipoti.
Ieri sera, purtroppo, non ce l’ha fatta, tradito vigliaccamente da questo maledettissimo virus. Chissà ancora per quanti altri anni sarebbe vissuto!
Che dire di più. Ora per zio Omero non resta altro che il vivido ricordo di tanti colleferrini che lo hanno apprezzato, stimato e amato.
Che possa ora “vivere” in pace in un mondo in cui avrebbe voluto ancora ritrovarsi, ma stavolta eternamente.
Addio zio!»
Gianluca Cardillo













