19 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Roma. SOS: 40 lavoratori con sette mesi di retribuzioni arretrate e il naufragio della “Città dei Ragazzi”

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ROMA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Cub Sanità relativo alla vertenza che riguarda una quarantina di operatori impiegati presso la “Città dei Ragazzi”.

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«Mentre il Vaticano si schiera per l’apertura ai migranti della “Diciotti”, nella Città dei Ragazzi, storica struttura di accoglienza e formazione di minori in difficoltà proprio all’ombra di San Pietro, si consuma il dramma di quaranta dipendenti e delle loro famiglie, ridotti alla fame.

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Dopo dieci anni di difficoltà economico-finanziarie, la Città dei Ragazzi è da due anni in mano a persone vicine agli ambienti vaticani, sotto la cui gestione si è arrivati agli attuali sette mesi di ritardo sul pagamento degli stipendi.

Il dubbio che angoscia i lavoratori, da un anno e mezzo affiancati da personale di cooperative esterne e regolarmente retribuito, è che la struttura stia deliberatamente adottando una politica volta a strangolare i dipendenti, esasperandoli e costringendoli, di fatto, a lasciare il posto di lavoro.

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A fronte di professionalità, passione, costanza e spirito di sacrificio dei lavoratori, che in tutti questi anni hanno continuato ad operare regolarmente, le legittime richieste di essere quantomeno informati sulle effettive condizioni e prospettive future dell’ente, sono state sistematicamente frustrate.

La città dei ragazzi, nata 65 anni fa con l’obiettivo di accogliere e preparare alla vita professionale e sociale i ragazzi in difficoltà, rischia di disperdere anni di professionalità di tante persone che hanno lavorato al servizio di un ideale: offrire una formazione alla cittadinanza attiva, responsabile, partecipata e democratica.

L’Opera rischia di venir meno al suo ruolo epocale nella costruzione della società del futuro, proprio nel momento in cui ogni richiamo alla pace e alla solidarietà si frantuma sui muri che stanno di nuovo dividendo l’ Europa.

I lavoratori non si rassegnano ad assistere in silenzio allo scempio di strutture pensate e realizzate con specifiche finalità educative, oggi affidate a soggetti terzi, espropriando così i legittimi destinatari di tale patrimonio: i ragazzi.
Nello specifico, si è assistito negli anni alla trasformazione di un laboratorio di meccanica utilizzato dai ragazzi per la formazione professionale in una scuola Montessori, la palestra è diventata una scuola dell’infanzia gestita da una cooperativa esterna e di recente un luogo simbolico e fondamentale nel sistema educativo della città dei ragazzi ha lasciato posto ad un bar.

Continueremo a supportare i lavoratori nella difesa del salario e dell’occupazione contestualmente, auspichiamo che il Vaticano si attivi per un avvicendamento ai vertici dell’Opera che consenta concrete prospettive di stabilizzazione e rilancio della stessa».

F.to Cub Sanità