22 Marzo 2026
Città Metropolitana di RomaVideo

Roma. Inchiodato dalle telecamere il romeno 26enne presunto autore dell’omicidio dell’ex atleta tunisina Imen Chatbouri. Fermato ieri dalla Polizia di Stato

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ROMA – È un cittadino romeno di 26 anni, Stefan Catoi, il sospettato dell’omicidio della tunisina Imen Chatbouri, il cui cadavere venne trovato la mattina del 2 Maggio scorso sulla banchina del Tevere all’altezza di Ponte Sisto, nel centro di Roma.

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Il fermo di indiziato di delitto dell’uomo – cha ha ha precedenti per reati contro il patrimonio – è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ed eseguito nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato.

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Le indagini, portate avanti dagli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato Trevi, anche grazie alle immagini di video sorveglianza della capitale, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Stefan Catoi.

Non è ancora chiaro il movente dell’omicidio: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di una lite nata per un rifiuto della donna alle sue avances.

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Secondo gli investigatori, la donna, in un bar di piazza Venezia, si sarebbe incontrata con un uomo che l’avrebbe seguita fino a Ponte Sisto, per poi aggredirla alle spalle, prenderla per le caviglie e scaraventarla nel fiume.

Chatbouri, al momento dell’aggressione, era appoggiata sul parapetto con i gomiti. L’ipotesi seguita dagli inquirenti è che l’ex atleta tunisina e il 26enne romeno si siano conosciuti proprio quella sera e abbiano trascorso la serata insieme in alcuni locali del centro prima dell’omicidio.

 

 

L’uomo, al termine di una serrata attività, cui ha partecipato attivamente anche il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della Questura, che si era concentrata nel quadrante nord-ovest della città, zona individuata dagli investigatori poiché frequentata dal romeno, è stato fermato ieri pomeriggio in via Anastasio II mentre camminava in strada.

Al termine delle operazioni di rito C.S.I. è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli.