Roma. Il 26 Settembre dalle ore 15 nella Sala 1 della Biblioteca Nazionale seconda Giornata di Studi su “Futurismo e Avanguardie”
ROMA (Luciana Vinci) – Avrà luogo nella Sala 1 della Biblioteca Nazionale di Roma, il 26 Settembre dalle ore 15 alle 18 la seconda Giornata di Studi su “Futurismo e Avanguardie”.
La presentazione e l’introduzione ai lavori saranno affidate rispettivamente a Giovanni Papi (Centro Studi Roma) e Fabio Benzi (Docente Storia dell’arte contemporanea).
Invitati – Interventi e Comunicazioni:
Daniela De Angelis Storica dell’arte contemporanea | Federico Fratini Filmaker | Guglielmo Gigliotti Docente storia dell’arte moderna e contemporanea | Antonella Greco Storica dell’arte e dell’architettura | Francesco Gallo Mazzeo Critico e Storico delle arti visive | Marco Maria Sambo Segretario OAR | Luigi Prisco architetto | Benedetto Todaro Quasar Institute for Advanced Design.
DIBATTITO E CONCLUSIONI
L’Utopia totale: l’Internazionale futurista
Il Manifesto futurista di Marinetti veniva pubblicato a San Pietroburgo appena un mese dopo l’uscita su Le Figaro e già negli anni 1911-12 Gončarova e Larionov (in patria definito “padre del Futurismo russo”) furono i concreti iniziatori del movimento in Russia.
Nel 1913 il pittore Kazimir Malevič, il compositore Michail Matjušin e lo scrittore Kručënych redassero il manifesto del Primo congresso Futurista russo. Al movimento,conosciuto anche come Cubofuturismo o Raggismo, aderirono personalità come Majakovskij.
Nel gennaio 1914 Marinetti stesso si recò a Mosca. Dal movimento d’avanguardia futurista nacquero subito dopo due importanti avanguardie artistiche, il Costruttivismo e il Suprematismo. L’attenzione che i giornali e il pubblico dedicarono a Marinetti fu enorme ma non ci fu la stessa attenzione da parte dei “Futuristi russi”. Il temperamento, le declamazioni e la grande capacità di comunicazione di Marinetti riscossero successo ovunque, fino a ipotizzare una “internazionale futurista”.
L’ultima mostra futurista si tenne nel 1915 a Pietrogrado.Il dialogo europeo continua e le assonanze formali con l’avanguardia sovietica (e poi anche con le altre) diventano poi molteplici. Anna Maria Mazzucchelli nel ’34, recensendo su “Casabella” la Mostra del decennale, a proposito delle sale di Sironi, Baldessari e Pratelli scrive: “La mostra della Rivoluzione nel gusto della pittura novecentista per la violenza dei chiaroscuri e la gratuità architettonica si riallaccia al futurismo italiano e alle correnti della pittura europea intesa unicamente nei suoi valori illustrativi.
Solo la galleria dei Fasci evoca Mel’nikov e Lissitzkij, la cosa più riuscita di tutta la mostra”.
Sironi nell’articolo L’architettura della Rivoluzione sul “Popolo d’Italia”: “Con ciò un’altra esperienza e fra le più interessanti è stata fatta, nuovissima in Italia e altrove e che ha avuto crediamo due soli altri esempi paragonabili a quelli di Roma: a Colonia nella Mostra della Pressa e a Mosca nella Mostra della rivoluzione bolscevica”.
Va precisato che Sironi insieme a Muzio aveva allestito il padiglione italiano alla Mostra internazionale della stampa a Colonia nel ’28 in concomitanza con la presenza di El Lisickij autore del padiglione sovietico.
BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA –VIALE CASTRO PRETORIO 10
Ingresso libero fino ad esaurimento posti | info: giovannipapi1@gmail.com – 3475971510
Evento on-line sulla piattaforma Zoom: https://us02web.zoom.us/j/85065229802













