Roma. Il 22enne Daniele Papa ritrovato senza vita ancora “legato” al seggiolino dell’aereo inabissatosi ieri nel Tevere
ROMA – Le speranze che fosse ancora in vita si erano via via ridotte al lumicino. E così nel pomeriggio di oggi, 26 Maggio, è stato ritrovato senza vita il corpo del 22enne Daniele Papa, l’allievo, tra i due piloti coinvolti nell’incidente che ieri ha visto un piccolo aereo da turismo inabissarsi nel Fiume Tevere.
L’incidente
Alle ore 15:08 di ieri, 25 Maggio, un piccolo aereo da turismo e da addestramento – un Diamond Da-20, monorotore biposto – è precipitato nel Fiume Tevere all’altezza di Via Vitorchiano, in zona Due Ponti.
Il velivolo, appartenente alla scuola di volo “Urbe Aero” di Roma, era appena decollato (h. 14:55) dall’Aeroporto dell’Urbe, per effettuare alcune manovre di touch&go, ma per un problema tecnico – sul quale è stata aperta un’indagine anche da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) – ha perso quota precipitando nel Tevere.
Dalle prime informazioni sembrerebbe che in effetti si sia trattato di un tentativo di “ammaraggio” da parte dell’istruttore, il trentenne Giannandrea Cito, pilota di linea della Ryanair con numerose ore di volo alle spalle e considerato uno dei più esperti su quel tipo di velivolo.
In quei pochi secondi l’istruttore si sarebbe accordato con l’allievo di procedere allo sgancio delle cinture subito dopo l’impatto con l’acqua.
Lo schianto nel fiume ed il velivolo ha iniziato rapidamente ad inabissarsi.
L’istruttore è riuscito a sganciare le cinture di sicurezza per tempo, poi ha tentato di aiutare il ragazzo a fare altrettanto mentre l’acqua ingoiava il velivolo, senza però riuscirvi.
Daniele non è riuscito a sganciare le cinture di sicurezza.
Lo hanno trovato così gli uomini del Nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, ancorato al sedile del piccolo aereo, 10 metri sotto il pelo dell’acqua torbida e melmosa del Tevere.
L’ironia della sorte ha voluto che Daniele, oltre che di volare, aveva anche la passione del subacqueo. E come sub era anche molto esperto, essendosi immerso nei luoghi subacquei più suggestivi del mondo…
L’istruttore è malconcio, con diverse fratture, ma non in pericolo di vita, ricoverato al Policlinico Gemelli, mentre per Daniele non c’è stato nulla da fare.
Un tragico destino ha stroncato i sogni del giovane che stava imparando a pilotare per farne forse una futura professione.
RIP














