Roma. Crollo parziale dell’edificio al civico 70 del Lungotevere Flaminio nel 2016. Il Giudice: «La causa fu la demolizione dei tramezzi…». Tragedia sfiorata
ROMA – (ANSA) «Una debolezza strutturale del fabbricato» ma «la causa scatenante dell’evento si è attribuita con certezza all’intervento dell’uomo ed in particolare ai lavori attinenti la straordinaria manutenzione che‚ nel progetto, prevedeva la demolizione dei tramezzi all’interno dell’appartamento suddetto».
Lo scrive il Giudice monocratico di Roma nelle motivazioni della sentenza con cui nel febbraio scorso ha condannato tre persone per il crollo avvenuto il 22 Gennaio del 2016 in un palazzo sul Lungotevere Flaminio.
Il tribunale riconobbe provvisionali per oltre 500 mila euro. Nei confronti degli imputati l’accusa era di crollo colposo.
In merito all’abbattimento dei tramezzi il magistrato aggiunge che «furono completamente eliminati senza le dovute accortezze», una demolizione «effettuata in maniera molto rapida e cioè in una settimana appena, dal 19 al 21 Gennaio 2016, e questo – a quanto pare- per una sollecitazione alla rapidità dei lavori proveniente forse dal committente (al fine di un risparmio di spesa o altro non noto motivo)».
COSA ACCADDE QUELLA NOTTE
Piazza Gentile da Fabriano, ore 00:20 della notte del 22 Gennaio 2016. La signora Agea del 7° piano dell’edificio situato al civico 70 del Lungotevere Flaminio, avverte dei rumori fortissimi provenienti dal tetto.
È in casa da sola, forse sono i ladri… Si guarda intorno e vede delle lesioni sulle pareti perimetrali. Non ci pensa su due volte e chiama i Carabinieri, la Polizia di Stato ed i Vigili del Fuoco.
Passano pochi minuti e sul posto giungono tutte le Forze dell’Ordine allertate.
I Vigili del Fuoco salgono all’ultimo piano, dal quale è arrivata la segnalazione. Entrano e si rendono subito conto della gravità della situazione.
Immediatamente l’ingegnere a capo della squadra intervenuta dispone l’evacuazione dell’edificio.
All’1:30 circa i 10 nuclei familiari interessati sono tutti in strada… Sono 19 persone tra le quali un disabile…
Più tardi l’Amministrazione comunale di Roma Capitale farà giungere sul posto un autobus quale primo “ricovero” per gli inquilini all’addiaccio.
Alle 2:00 l’edificio è sicuramente tutto vuoto.
Pochi minuti ancora ed il palazzo viene giù, a partire dal tetto.
Un grande boato, un terremoto. Qualcuno, ancora ignaro, ha addirittura pensato ad una bomba.
Il 7° piano “cade” sul 6°, ed entrambi sul 5°… il crollo si ferma… le auto parcheggiate in strada vengono schiacciate dai calcinacci…
Sono le 3:30.
I 19 “sfollati” assistono inermi al venir giù degli ultimi tre piani dell’edificio.
Nessuna vittima. Nessun ferito.
Tragedia sfiorata. Tragedia sventata…
L’intera area viene transennata, con l’aiuto degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Anche perché i Vigili del Fuoco non escludono la possibilità di ulteriori crolli…
Il palazzo, al pian terreno del quale vi è il Teatro Olimpico, è stato costruito tra il 1928 ed il 1939 ed anche bombardato nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
Al momento del crollo l’edificio è quasi vuoto. Alcuni appartamenti sono sfitti, altri occupati solo occasionalmente dai proprietari.
Una signora è fuori, dalla figlia a Bracciano.
Due appartamenti, al 3° ed al 5° piano erano in ristrutturazione…















