18 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Roma. Caporalato a Tor Pignattara. Sfruttamento del lavoro di quattro cinesi ed un cittadino del Bangladesh. Carabinieri e Polizia Locale arrestano tre persone

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Carabinieri ispettorato del lavoro e del Comando Provinciale di Roma e gli agenti della Polizia Locale dell’Unità Operativa V Gruppo “Prenestino” di Roma Capitale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 persone gravemente indiziate, nell’ambito delle indagini preliminari, in ordine al reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (il cosiddetto “Caporalato”).

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In particolare, le indagini traggono origine da un controllo degli agenti della Polizia Locale che, insospettiti per una insolita attività in un edificio in zona Tor Pignattara, hanno accertato che in angusti locali alcuni cittadini stranieri erano intenti a lavorazioni tessili. Ipotizzandosi violazioni specifiche di normativa sul lavoro, è stato delegato per le indagini anche il Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Roma, reparto specializzato nella prevenzione e contrasto di violazioni in materia di lavoro.

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Le investigazioni svolte congiuntamente, mediante pazienti appostamenti, controlli amministrativi ed ispezioni in materia di lavoro, hanno consentito di accertare che in quei locali fossero verosimilmente impiegati 5 lavoratori, 3 uomini e 2 donne – di cui 4 cinesi e 1 cittadino del Bangladesh – in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno da parte dei datori di lavoro cinesi.

I prolungati appostamenti consentivano di accertare che le 5 presunte vittime lavoravano circa 12 -14 ore al giorno (dalle 9 alle 24), senza fruire del riposi settimanali, né di ferie, in locali insalubri ed angusti ove preparavano e consumavano anche i pasti, nonché in violazione della normativa di prevenzione degli infortuni sul lavoro in quanto per il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per la protezione delle dita e degli occhi per la mancanza di formazione e informazione sui rischi, la mancanza di sottoposizione a visite mediche, la assenza del documento di valutazione dei rischi.

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A fronte di un tale impiego, i dipendenti venivano pagati meno della metà di quanto loro dovuto, tenendo come riferimento la paga oraria prevista dal contratto collettivo nazionale e, i lavoratori “a nero”, senza alcuna tutela in caso di malattia o infortunio sul lavoro e senza il versamento dei contributi previdenziali.
Gli arresti sono stati eseguiti a Roma. L’attività commerciale (stabile, attrezzatura e materiali) è stata sottoposta a sequestro preventivo.

Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro documentazione utile al prosieguo delle indagini, nonché la somma contante di 88mila euro e una banconota falsa da 100 euro.

Comunicato pubblicato ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti della/e persona/e indagata/e (la/le quale/i, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è/sono da presumersi innocente/i fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza).