21 Marzo 2026

Rocca Priora. Padre Tullio Vinci clarettiano ha festeggiato i 70 anni dell’Ordine Sacerdotale circondato dall’affetto del Superiore Generale e tanti Confratelli

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ROCCA PRIORA (RM) – Padre Tullio Vinci, che lasciò giovanissimo la sua Rocca Priora per entrare nell’Ordine dei Missionari Clarettiani, ha festeggiato, il 20 Ottobre 2016, i 70 anni dell’Ordine Sacerdotale, in Via dei Banchi Vecchi a Roma, circondato dall’affetto del Superiore Generale, di un Vescovo dell’Ordine proveniente dall’Argentina, di altri esponenti delle Comunità romane, e del Rettore della casa che lo ospita e che lo ha assistito, tra la commozione del festeggiato e dei presenti, nella Celebrazione della Messa.

Ricordiamo, come fosse oggi, il giorno della sua Prima Messa, circondato dai familiari ed amici in festa, e ricordiamo anche la frase indelebile che concludeva i versi che recitammo per lui. “Tu es Sacerdos in aeternum”, che non abbiamo mai dimenticato, e che torna ancora prepotentemente alla nostra memoria, con lo stesso significato di allora.

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E, possiamo proprio dire, che anche ora, Padre Tullio esplica la sua opera religiosa senza sosta continuando i suoi studi su La Bibbia e a tenerne mensilmente Corsi di approfondimento, come fa da moltissimi anni.

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Ma, prima di continuare a parlare della vita sacerdotale di Padre Tullio, desideriamo anche ricordare che l’1 novembre 2016, sono stati festeggiati i suoi 96 anni, felicemente raggiunti, anche se accompagnati da qualche inevitabile acciacco.

Ed ora, solo qualche nota sulla vita sacerdotale e pastorale di Padre Tullio: oltre 65 anni trascorsi in parrocchia, dal 1946 al 2013, dal nord a sud d’Italia, ma soprattutto al Sacro Cuore Immacolato di Maria, in Piazza Euclide, a Roma.

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Oltre ad aver avuto incarichi di responsabilità, di predicazione, di assistente dei giovani di Azione Cattolica, ebbe compiti di insegnante, assistente, organista, e, tra le tante bellissime esperienze della sua vita, ne ricordiamo solo qualcuna delle più commoventi: quando fu cappellano al Silos di Trieste, edificio delle Ferrovie dello Stato, presso la Stazione dei treni, adibito a ricovero dei profughi italiani provenienti soprattutto dall’Istria, con le famiglie ospitate in tanti piccoli box in legno.

Altro momento indimenticabile: la visita del Papa, San Giovanni Paolo II, alla Parrocchia di Piazza Euclide, in Roma, il 13 dicembre 1981, quando, Padre Tullio mostrandole la scritta sulla lapide del frontale della Basilica, che dice: “A Dio Ottimo Massimo e in onore del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria Regina della pace”, gli indicò le parole Regina della pace, e il Pontefice, stringendogli la mano, disse: ”Si, dobbiamo pregare Maria per ottenere il dono della pace”.

Nel 1989, tornato nella Comunità dei Parioli come collaboratore parrocchiale, si è dedicato, nel contesto della ”Nuova Evangelizzazione”, al ministero della Parola, convinto della necessità di una migliore conoscenza della Bibbia per meglio poter “comunicare l’intero mistero di Cristo”.

Da qui, intraprese con molto impegno lo studio della Bibbia, dando, nel contempo, vita a “Incontri biblici” settimanali, inseriti nel programma parrocchiale, e chiamati “traccia di lettura della Bibbia”, seguiti da un gruppo di partecipanti, che vi ha trovato luce per una fede più viva e gioiosa: questo fino al 2013, quando venne trasferito nella casa di riposo di Via dei Banchi Vecchi, dove continua a tenere ancora incontri mensili sulla Bibbia.

E, qui, ci piace riportare le brevi note sulla sua vita con le pochissime righe in cui ha condensato il suo passato:

“I miei molti anni di “servitore della Parola” sono stati un’energica cura d’aggiornamento. Le molte traversie del tempo andato e le difficoltà di ogni tipo non mi hanno impedito di vivere una entusiasmante stagione sacerdotale e missionaria… “

Caro Padre Tullio, queste brevi note sulla tua vita non possono essere che concluse con la frase che ti recitammo, in quel lontano 1946, e che ti ripetiamo ancora:

“Tu es Sacerdos in Aeternum”!

Tu lo sei stato e lo sarai per sempre!

Il nostro augurio affettuoso è che il tuo Apostolato continui nel tempo e sempre più fecondo.

Luciana Vinci