Rocca Priora. Manutenzione straordinaria della Scuola dei Contadini di Colle di Fuori con fondi regionali e “Colle di Fuori. Nascita di un paese: 1860–2014”
ROCCA PRIORA | COLLE DI FUORI (RM) – Grazie alla partecipazione ad un Bando regionale, che assegnava fondi per lavori di manutenzione a monumenti pubblici di particolare valore culturale, storico e sociale, Rocca Priora si è classificata seconda, con un progetto dell’architetto Valeria Spagnoli, che ne ha curato tutto l’iter.
Sarà la Scuola dei Contadini di Colle di Fuori, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla costruzione, che beneficerà dei fondi regionali, che verranno usati per la sua manutenzione straordinaria, sia esterna che interna.
Ma, la storia di questa Scuola dei Contadini, che festeggia cento anni dalla nascita e necessita di manutenzione, è strettamente legata alla nascita di Colle di Fuori, frazione di Rocca Priora, sorta intorno agli anni 1880-81, con abitanti provenienti da Capranica Prenestina, alcuni dei quali, fin dal 1860, scendevano nelle valli sottostanti in cerca di lavoro.
E, cogliamo l’occasione della notizia riguardante la Scuola dei Contadini, per far conoscere ai nostri lettori il libro: “Colle di Fuori. Nascita di un paese: 1860-2014”, scritto, in collaborazione, da tre “colleforari”. Diciamo subito che l’opera è validissima, in quanto chiarisce anche alcuni passaggi di proprietà del Feudo roccapriorese, rimasti molto oscuri, a partire da quando, dalla Camera Apostolica, Rocca Priora passò al principe di Canino, Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, che, successivamente, ne alienò due parti. La prima, riguardava le “Terre di Colle di Fora”, e fu ceduta a Giuseppe Vannutelli di Genazzano che, come notaio e avvocato, aveva curato gli interessi di Luciano Bonaparte e della sorella Paolina, mentre la seconda parte, denominata “Terra dei Marcelli”, fu acquistata dalla famiglia Rospigliosi di Zagarolo.
Proprio dall’acquisto di queste terre ebbe inizio, favorito dai nuovi proprietari, il trasferimento, a Colle di Fuori, dei Capranicotti, provenienti da Capranica Prenestina, nei primi tempi solo per brevi periodi, relativi a lavori stagionali, per passare, successivamente, ad una presenza stanziale, che, nel corso dei decenni, ha dato vita alla bella cittadina odierna.
Ed ora, torniamo al libro, che merita veramente di essere letto.
Il volume è diviso in tre parti: la prima è stata redatta da Gianfranco Balboni, e riguarda: La nascita di Colle di Fuori; I Villaggi e vita dei Capranicotti; Storia delle terre di Colle di Fuori, e Problemi d’inserimento dei Capranicotti. Consta di ben 97 pagine e si conclude con l’Assegnazione dei terreni, ai Colleforari, nel 1928.
Nella seconda parte, opera di Alessio de Santis, troviamo: i “Personaggi”, tutti famosi all’epoca, e che concorsero, in vario modo, alla nascita della Scuola dei Contadini; tra questi ricordiamo: il prof. Angelo Celli, scienziato di fama mondiale, che, per venti anni fu deputato del Regno d’Italia e fece approvare Leggi per la cura e prevenzione della Malaria, che imperversava nell’Agro Romano; Sibilla Aleramo; Alessandro Marcucci; Giovanni Cena, e Duilio Cambellotti, per giungere, poi, all’Ente Scuole per i Contadini dell’Agro Romano, e, dopo i Villaggi, finalmente alla Scuola di Colle di Fuori: per la prima, in muratura, venne, anche, creato un Comitato, e, i contadini colleforari “offrirono, oltre alla maestranza, lire 10 a famiglia”, somma notevole per quel tempo.
Proprio questa Scuola dei Contadini, attuale sede della Biblioteca comunale, per il suo particolare valore culturale , storico e sociale, e da conservare per il futuro, nel centenario dalla costruzione, godrà della manutenzione straordinaria, resa possibile dai fondi regionali. Ma, parlando della Scuola di Colle di Fuori, non si può assolutamente dimenticare quanto fatto dal Maestro Pietro Pericoli, dalla moglie Cleonice e da tutti gli altri membri della famiglia.
In particolare, noi vogliamo ricordare Nerina, per il bellissimo libro da lei scritto, dal titolo “A Colle di Fuori. Una cultura scomparsa”, che riteniamo un autentico capolavoro, in quanto riproduce un vivo e vero spaccato della vita colleforara, da lei vissuta, per anni, unitamente alla famiglia. E, possiamo definire anche capolavori, le sue poesie e i suoi deliziosi quadri, realizzati con antichi pizzi e merletti. Infine, dopo la Scuola, arriva, finalmente, la Chiesa! Circa cinquanta anni dopo la nascita di Colle di Fuori. La prima chiesa in legno fu eretta il 7 agosto 1921, mentre la posa della “prima pietra”, alla presenza del Cardinale Michele Lega, avvenne il 24 agosto 1930, e l’apertura al Culto il 4 febbraio1936. Divenne parrocchia nel 1972, ed ebbe come primo parroco, per 34 anni, don Filiberto Vinci, chiamato abitualmente don Mario, cui seguì don Leonardo Palladino,che con il Musical Nazionale Mariano, Euro Musical, Mondial Musical e Intermusical Mariano, non solo ha fatto conoscere Colle di Fuori in tutto il mondo, ma ha anche arricchito la Chiesa, dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, di opere d’arte di altissimo livello. Tra queste ricordiamo: l’Altare barocco, proveniente dalla Cappella di Villa Mondragone, e le bellissime vetrate, opera del grande artista, Memo da Modica. Nel volume viene anche ricordata la nascita della “Fratellanza di Sant’Antonio”, nel 1912 come Associazione di Mutuo Soccorso, e, questa seconda parte del libro si conclude con, ipotesi diverse, sull’origine del nome “Colle di Fuori”.
Ma, “dulcis in fundo”, con rammarico, ci siamo accorti che gli Allegati, previsti nella terza parte del libro, e dedicati ai nomi delle “Famiglie Capranicotte” e agli “Alberi genealogici”, opera di Claudio Mancini, non sono presenti. Ci auguriamo siano pubblicati presto, magari come Appendice del volume, e, a completamento di un libro, che merita veramente di essere letto per quello che rappresenta: la nascita, la vita e l’evoluzione di Colle di Fuori e dei suoi abitanti nel contesto odierno.
Luciana Vinci












