22 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Rocca Priora. Il grande Museo del Maestro Robazza sotto le luci di Paolo De Vincenzi con un “Fotolibro” artistico

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ROCCA PRIORA (Luciana Vinci) – Il grande e unico Museo al mondo del Maestro, Mario Benedetto Robazza, dedicato a “L’Inferno” di Dante Alighieri, e situato a Rocca Priora, nel posto più bello e panoramico del paese: a Palazzo del Vescovo Francesco Giacci, vero benefattore del nostro centro, è stato illuminato dalle luci, non solo professionali ma artistiche e passionali di Paolo De Vincenzi, amante dell’arte.

Paolo De Vincenzi, ha creato, con le sue splendide foto, scorci affascinanti di questo splendido Museo, di 90 metri quadrati, suddivisi in 18 pannelli, e che il grande scultore Robazza ha realizzato, dopo aver vissuto, attentamente e intensamente, L’Inferno” di Dante, in tutta la sua opera, dandogli così, con la sua “Arte”, nel Giardino di Palazzo Giacci, una vita reale in marmo e resina, che affascina gli appassionati del nostro grande scrittore, Dante Alighieri, e gli amanti dell’arte.

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Molte volte, abbiamo scritto di questo meraviglioso Museo, che ha fatto definire “Rocca Priora città d’arte”, e, che, oltre L’Inferno, ha anche di Robazza statue splendide in marmo e bronzo, e dipinti, nei saloni interni del Palazzo Giacci, nato per la cultura dei bambini, ed ora per la vera arte.

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Per quanto abbiamo conosciuto e abbiamo nel nostro archivio la vita del Vescovo Giacci, cittadino e amante del nostro paese, possiamo dire che sarebbe felice di sapere che, nel suo Palazzo c’è la sede dell’arte, grazie al Maestro Robazza, anche lui, che fin da gioventù ha amato Rocca Priora, tanto da farla sede del suo meraviglioso Museo, unico al mondo!

E, noi, ancora una volta, diciamo un grazie del nostro animo a Benedetto Robazza, che ama la nostra Rocca Priora, che è amata anche profondamente da noi. Parlare e scrivere della scultura, anche in oro e argento, come ricordiamo per la “Sindone”, opera splendida, e per i preziosi gioielli del grande Maestro Robazza, noi possiamo, inoltre, dire quello che Robazza ha fatto veramente per Rocca Priora: ha riportato la “Cultura artistica e letteraria alla grande”, nel nostro centro, che fin dall’epoca Romana, per la sua posizione, tra le Valli del Sacco e Latina era particolarmente importante.

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  • La copertina del “Fotolibro” (fronte)

Probabilmente, in questo articolo, troverete aggettivi, anche ripetuti, ma in questo articolo erano necessari, trovandoci a parlare del Maestro Robazza e di quella sua cultura, intensa ed enorme, per tantissimi settori della vita, e che noi riconosciamo in tutte le sue opere. Ovviamente, dobbiamo qui ricordare Paolo De Vincenzi, l’autore di quell’Album “Robazza “Lo scultore dell’Inferno”, nel quale ci sono le opere del Maestro Robazza, viste alle luci particolari di chi ha amato profondamente le opere del Maestro, facendone scorgere i momenti principali in una luce diffusa, e particolarmente incisiva, e dove si possono intuire e vedere gli stati d’animo del Maestro e le sue vibranti emozioni nelle realtà delle opere.

Al di fuori dei suoi studi, De Vincenzi si è accorto presto di essere attratto e innamorato della “fotografia e di montaggi video” nei quali poteva dimostrare la sua creatività e sensibilità, dedicandosi sul sia sul video montaggio sia sulla fotografia, prima in maniera amatoriale ed autodidatta, poi con corsi di livello professionale e di aggiornamento.

Nel 2004 è venuto a vivere a Rocca Priora, dove ha conosciuto Costantino, cugino della moglie, e che conosceva molto bene il Maestro, Mario Benedetto Robazza: “Che dire…fu amore a prima vista. Con il Maestro c’è stata subito una grande sintonia ed è nato un sentimento molto forte di stima ed affetto. Conoscere il Maestro, sentire i racconti e gli aneddoti della sua vita, vedere la sua notevole personalità nei suoi dipinti e sculture, mi ha affascinato in maniera indescrivibile”.

Mi sono sentito onorato di aver avuto dal Maestro la possibilità di fotografare le sue opere, perché mi ha consentito di vederle in maniera più approfondita, sentendole come se fossero mie e provando quasi le emozioni che il Maestro ci ha messo creandole. Il suo meraviglioso panorama artistico trova, secondo me, la massima espressione nell’immensa opera dell’Inferno, opera che merita di esser vista da chiunque apprezzi la bellezza, e dove è riuscito a rendere visibili e leggibili i complessi protagonisti dell’Inferno Dantesco.

Paolo De Vincenzi, guardando attentamente le foto fatte, oltre 1. 500, e dopo aver letto i libri delle opere di Robazza, della sua vita e del fascino del suo mondo,”ha realizzato, con tanto cuore, un “Fotolibro” da donare al Maestro come segno di riconoscenza ed apprezzamento”, e, realizzato mantenendo così la promessa fatta al Maestro due anni fa, prima dell’inaugurazione del suo Museo a Rocca Priora, e, sempre presente agli incontri con il Maestro, c’era il cugino Costantino.

Infine, ricordiamo, con questa nota particolare, dell’autore Di Vincenzo, l’incontro con il Maestro, alla visione del Fotolibro: “ricorderò sempre l’emozione e il viso del Maestro mentre lo sfogliava sentendomi orgoglioso di aver ottenuto quello che mi ero prefissato”.

Ma, di questo “Fotolibro” che contiene le opere e la vita del Maestro Robazza, in tutti i suoi aspetti, e, che essendo impossibile descriverle, per quanto il libro di meraviglioso ha realizzato, concludiamo che: “quest’opera d’arte deve solo esser vista”: lo si può fare solo nel grande Museo del Maestro Mario Benedetto Robazza, a Rocca Priora, città nostra, del Maestro Robazza, e di tantissimi cittadini, amanti dell’arte in tutto il mondo, come sono nel mondo le bellissime ed eccezionali opere di Robazza, al quale diciamo ancora grazie, e ancora grazie diciamo a Vincenzo De Vincenzi per il suo “Fotolibro veramente eccezionale”.

In questo articolo avremo poche foto delle centinaia che sono nel “Fotolibro”.

Ci auguriamo di poterle vedere tutte, molto presto!