Rocca Priora. Affollatissima Aula consiliare per dire “no al Tempio crematorio” nel Parco Regionale dei Castelli Romani, da costruire nel Cimitero di Fontana Chiusa
ROCCA PRIORA (RM) – La conferenza, tenuta nell’Aula consiliare del Comune di Rocca Priora, per dire “no al Tempio crematorio”, organizzata dal Comitato, composto dai consiglieri di minoranza: Gianluca Mastrella e Mario Vinci de “La Voce Nuova”, e Antonio Pucci del M5S, dai giornalisti: Giuseppe Mariani e Franco Insardà, Ambra Crocenzi e Giuseppina Vacca della “terra dei fuochi, si è, invece, trasformata in un incontro con oltre 250 cittadini del nostro centro e della frazione Colle di Fuori, particolarmente decisi a far sentire la loro voce in merito alla costruzione del “Tempio crematorio”, nel cimitero comunale di Fontana Chiusa, circondato da boschi di castagno e inserito nel Parco Regionale dei Castelli Romani.
L’impegno economico per la realizzazione dell’opera, approvata con la delibera del Consiglio comunale n. 2 del 26 – 01 – 2016, in project financing, presentato dalla Socrit Società di Cremazione Italia Srl, sarà di 3.323.668,00 Euro, e occuperà una superficie di 2.550 metri quadrati; “processa mediamente sei salme, al giorno possono arrivare ad otto se c’è la questione dei resti mortali”, ma “la Società che gestirà il forno per 30 anni è ovvio che andrà sul mercato di Roma e del Lazio”, per cremarne delle altre.
“Fondamentalmente per 210 giorni lavorativi abbiamo 1.320 feretri l’anno processati all’interno del tempio crematorio della potenza di un megawatt, ed il ritorno economico per il Comune sarà del 15% sugli introiti di ogni cremazione, mentre i residenti avranno uno sconto del 50%” .
Impegno totale di personale: tre operai più tre operai specializzati.
Ricordiamo che Rocca Priora ha ben tre Cimiteri, dove si trovano moltissime tombe di famiglia, anche di 18 posti, oltre fornetti e spazi per l’inumazioni a terra. Per vedere se, attualmente, sia veramente urgente e necessario costruire un “tempio crematorio” nel nostro centro, basterebbe un ’inchiesta sulle cremazioni dei residenti effettuate negli ultimi dieci anni: si potrebbero contare sulla punta delle dita.
Se il “Tempio Crematorio”, diventerà il “terzo polo del Lazio”, come scritto dal giornalista Luigi Iovino, su “Il Messaggero” del 14 gennaio 2016, ovviamente la struttura funzionerà “a tempo pieno”, al servizio di tutte le Province: sei cremazioni al giorno più due di eventuali resti provenienti da estumulazioni, saranno certamente insufficienti a soddisfare anche le numerose richieste provenienti dall’hinterland (attualmente le cremazioni vengono effettuate nei forni di Prima Porta e Viterbo), e, quindi, di salme ne verranno certamente cremate molte di più, anche per il rientro economico della notevole cifra impegnata nella realizzazione!
Questa operazione che, secondo quanto si legge in delibera dovrebbe “riqualificare il territorio”, è un’operazione “eclusivamente commerciale”, che finirà di distruggere completamente l’economia di un paese già morto commercialmente, da decenni con negozi chiusi e che continuano a chiudere, con sicuro deprezzamento anche delle case.
La sola speranza per un migliore futuro del paese, che vanta una storia bellissima, purtroppo sconosciuta ai più, verrà con il ritorno del turismo, dato dall’inaugurazione del “Museo Benedetto Robazza”, che ospiterà, unitamente ad altre importanti sculture e dipinti del grande artista, la sua opera maggiore unica al mondo, dedicata a “L’Inferno di Dante Alighieri”, costituita da un altorilievo, in marmo-resina, suddiviso in 18 pannelli, con una superficie totale di metrI quadrati 90, e inaugurata dal noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, a Firenze nel 1995.
Quest’opera, in mostra in tre grandi città della Cina, è stata visitata, con grandissimo successo, da milioni di cinesi.
Al suo rientro, “non facile” in Italia, è stata per oltre un anno esposta nel Chiostro della Chiesa Nuova di Firenze, innanzi al Monumento di Dante, per passare, poi, nella Villa Comunale di Sorrento, e, infine, tornare ”definitivamente” a Rocca Priora, come fortemente desiderato dal Maestro Robazza, che ha anche sculture in tantissimi Stati: due di queste si trovano, attualmente, al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Il grande artista, legato al nostro centro da motivi familiari, nonostante le molteplici richieste di avere l’opera in Mostra, giunte fin dall’Australia, ha rifiutato, e chi vorrà vedere “L’Inferno”, lavoro veramente unico, dovrà venire a Rocca Priora per ammirarlo nella sua grandiosità, e, dove, l’eccezionale arte del Maestro, ha trasferito, con forza e intensità, l’anima dei versi danteschi, realizzando un altorilievo di grande impatto visivo ed emozionale.
Ed ora torniamo al “tempio crematorio”: non dimentichiamo che ci troviamo nel Parco Regionale dei Castelli Romani: verrà dato il permesso per realizzarlo? Se lo chiedono molti cittadini, ricordando che l’Ente non ha concesso il permesso di effettuare la “Sagra del Fungo Galletto”, come nel passato, nel Parco Madonna della Neve, luogo particolarmente gradito da tutti cittadini, in particolare dagli anziani, essendo facilmente raggiungibile, in piano, senza piante e che non avrebbe subito danni di alcun genere.
Cogliamo l’occasione per ricordare che su quel terreno i Padri Pallottini avevano creato il “campo di calcio” per far giocare i 100 ragazzi ospitati nel Collegio: quel terreno era stato donato a loro da roccaprioresi, e, attualmente, è spesso danneggiato e, di notte, frequentato anche … dai cinghiali.
Siamo a conoscenza che le firme per chiedere il “Referendum abrogativo della delibera comunale che approva la costruzione del tempio crematorio” siano già state raccolte, e che il Comune di Rocca Priora terrà: “Venerdì 11 marzo una conferenza cittadina per discutere dell’impianto crematorio”.
In passato, abbiamo scritto che “Rocca Priora era Città di guerra all’epoca dei Romani”, “Città di villeggiatura dopo la Seconda Guerra mondiale”, e “Città d’arte”, grazie al “Museo all’aperto” del Maestro Robazza, che già ospita, da anni, ben venti opere dislocate in vari punti del paese, e ora lo sarà ancora di più con l’inaugurazione della sede museale, nel Palazzo Giacci, che ospiterà “L’Inferno di Dante”, unitamente ad altre sculture e pitture del Maestro Benedetto.
Lasciamo, quindi, che, a Rocca Priora, resti il titolo bellissimo di “Città d’Arte” per le ricchezze artistiche e naturali che possiede, circondata dai suoi meravigliosi boschi, con la speranza che torni, anche se solo in parte, il promesso Lago della Doganella o Regillo , secondo alcuni storici.
Se Rocca Priora saprà valorizzare e far conoscere queste sue grandi ricchezze: i turisti, con visite guidate, torneranno, e con essi migliorerà sicuramente l’economia del paese!
Infine, è doveroso ricordare la nota dolorosa emersa nel corso della conferenza: la necessità di uno studio, urgente e serio, sull’emissioni di radiazioni delle antenne, che gravitano su Via Lazio, e su i molti decessi per tumori , tra le persone che vi risiedono.
Luciana Vinci














