Rocca Priora. 3 Giugno 1944: ore 10 arrivano gli americani. Oggi, 3 Giugno 2016, nel Santuario Madonna della Neve il ricordo delle vittime civili perite nei giorni precedenti
ROCCA PRIORA (RM) – Dal prezioso “Diario di Guerra del 1944”, inedito, di Angelo Grisciotti, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, sul nostro giornale on line “Cronache Cittadine” e che descrive i sei mesi precedenti l’arrivo degli Americani a Rocca Priora, abbiamo appreso, che il 3 Giugno, «Verso le dieci entrano le prime pattuglie americane salutate entusiasticamente dal popolo. … Da oggi e per più giorni la strada della Fontana diventa l’arteria principale della V armata; migliaia di automezzi armi e armati transitano accolti fraternamente dalla folla a cui i soldati getta un’infinità di doni: dolci sigarette ecc..».
Una nota dell’11 Giugno conclude definitivamente il diario con queste parole.«Quale differenza.1 0 giorni fa un inferno oggi una certa calma … il cannone non si sente più sembra quasi che la guerra sia finita».
E, nel frattempo, dopo il 3 Giugno, Rocca Priora seppelliva i suoi morti e curava i numerosi feriti, alcuni, i più gravi, erano stati trasportati dagli Americani agli ospedali di Napoli per essere curati, e qualcuna, non più tornata, è stata sepolta nel Cimitero napoletano.
Per non dimenticare le vittime civili di quei tragici giorni, chi scrive, da molti anni, le ricorda con una cerimonia religiosa, officiata dal rettore, don Cipriano Eugen Agu, e che, anche quest’anno, avrà luogo il 3 Giugno, alle ore 18, presso il Santuario Madonna della Neve.
Nel ricordo, alle vittime di Rocca Priora e della Frazione Colle di Fuori, saranno accomunate anche quelle di Velletri, Cisterna e Pontecorvo, che erano giunte nel nostro paese, sperando di salvarsi dalla guerra.
Inoltre, verranno ricordate le persone che, all’epoca, in vari modi, hanno operato in favore della popolazione:
Il Dott. Lino Di Muzio, che curò i numerosi feriti nelle cantine-rifugio.
Natale Corvesi, che riuscì, offrendosi come ostaggio agli Americani, a far porre fine al cannoneggiamento “a tappeto”, cui era sottoposto il paese da tre giorni.
Il Parroco Don Romano Pucci, per l’opera religiosa svolta in quel triste momento.
Padre Bernardo Fiore Passionista, che raccolse, con tanto amore, le foto degli scomparsi, conservate nelle Cappelle della Chiesa Parrocchiale e del Cimitero, a perpetua memoria.
Ci auguriamo che, negli anni a venire, venga sempre conservato il ricordo di quanto sofferto dalla popolazione roccapriorese nel corso della 2^ Guerra Mondiale, e venga anche pubblicato il manoscritto del concittadino, Angelo Grisciotti, sugli ultimi sei mesi di guerra vissuti dal paese prima dell’arrivo degli Americani, a perpetua memoria e per conoscenza delle nuove generazioni.
Luciana Vinci













