Rocca di Papa. Il 2 Settembre alla Longarina: il Prof. Francesco Carbone dell’Università Tuscia illustrerà i “Progetti LIFE UE 2016” di prossima scadenza

ROCCA DI PAPA (RM) – Dobbiamo veramente un grazie a Claudio Botti, presidente dell’Associazione “L’Alveare”, per avere tenuto desto l’interesse su “Il Castagno” del territorio castellano, invero, non valorizzato a sufficienza come nei secoli scorsi, quando era usato anche nel formato “doghe da botte”, definite pure “doghe di Spagna”, come abbiamo letto di recente su una perizia redatta per i beni di una Confraternita nel 1917, esattamente … un secolo fa!
Doghe, che venivano esportate in Spagna per contenere i pregiati vini spagnoli, come dimostrano, inequivocabilmente, le ricevute, in nostro possesso dell’inizio ‘900, confermanti l’invio dalle Stazioni di Zagarolo, Velletri e Frascati.
Certamente la preferenza per il legno castellano era dovuta ai “tannini”, che dovevano essere particolari, e le notizie che ci giungono da più fonti ci confermano che alcune importanti aziende vinicole stanno tornando all’uso delle “botti di castagno”.
Con l’occasione, ricordiamo che i pali di castagno del territorio castellano, per il loro tessuto particolare, che lascia passare umidità e ossigeno all’interno, vengono utilizzati anche a Venezia, e, attualmente, nei vigneti si utilizzano di nuovo i “passoni”, in sostituzione dei paletti di cemento, di difficile smaltimento in caso di rottura, dovuta spesso alle vibrazioni causate dall’uso dei macchinari.
Proprio per quanto abbiamo esposto, e per le caratteristiche particolari del “Castagno che dal 1700 regna nel nostro territorio di origine vulcanico”, in passato, ne abbiamo chiesto la tipizzazione con la ricerca del DNA, al fine di certificarne le reali qualità.
Dopo questa lunga premessa, necessaria per far conoscere il grande valore del nostro patrimonio castanile e le prospettive future, ai proprietari e operatori del settore, in effetti in crisi, per la mancanza di una politica commerciale adeguata, torniamo ai “Progetti LIFE UE 2016, i cui Bandi sono di prossima scadenza”, e che, il brillante prof. Francesco Carbone dell’Università della Tuscia, che da anni è in diretto contatto con l’Associazione “L’Alveare “ di Rocca di Papa, illustrerà agli intervenuti, nel corso dell’incontro che avrà luogo al Ristorante La Longarina, venerdì 2 settembre, alle ore 19.
Il prof. Carbone, già nel corso del Convegno, organizzato da L’Alveare il 15 giugno 2016, parlò del “Bando LIFE UE 2016: Programma Europeo che finanzia progetti per l’Ambiente, tra le priorità azioni per la tutela di natura e biodiversità, per il Clima e sostegno all’Economia Circolare”, e del suo desiderio di presentare un Progetto avente per tema “Le Foreste laziali”, con particolare riferimento al “Castagno da legno e da frutto”, e con i seguenti obiettivi da perseguire: “miglioramento dell’uso delle risorse naturali, del clima, della biodiversità, del patrimonio”.
Nel Progetto il Partenariato è obbligatorio: oltre ai Castelli Romani, potrà essere esteso anche al territorio boschivo del Viterbese e del Frusinate, e vi possono aderire Enti, Comuni, Associazioni, imprenditori e realtà produttiva.
Luciana Vinci












