Rocca di Papa. Sabato 12 Novembre nell’Aula Consiliare: Convegno sul “Rilancio del Castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti”
ROCCA DI PAPA (RM) – Sabato 12 Novembre 2016 (ore 9,00-14,00), Rocca di Papa ospiterà, nella sua Aula Consiliare, il 6° Convegno dedicato al “Rilancio del castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti”, organizzato da L’Alveare – Associazione Amici del Castagno di Rocca di Papa (attivissimo Presidente Claudio Botti), con il contributo scientifico del Professore Associato, Francesco Carbone, del Dipartimento per la Innovazione dei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, e del Comune di Rocca di Papa (qui il programma del convegno •>).
«L’evento è stato promosso con la prospettiva di definire delle iniziative concrete da realizzarsi nel breve lungo periodo, che daranno risultati solo se supportate da un sistema coeso e diffuso degli operatori locali – come ha dichiarato il prof. Carbone – ricordando pure come l’ecosistema del castagno sia un fattore qualificante per il comprensorio dei Colli Albani , e la sua gestione e le sue produzioni sono rilevanti per la società, l’ambiente e economia».
Al convegno (<• click sulla locandina a lato per ingrandire) saranno presenti, tra gli altri, i maggiori esperti nazionali della castanicoltura, i responsabili delle Istituzioni del settore boschivo, i Comuni, il Parco dei Castelli Romani, la Regione Lazio, la Comunità Montana, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e, ci si augura, molti operatori del settore, e proprietari, anche di piccoli appezzamenti, costretti dai nuovi interventi legislativi a lasciare in abbandono il bosco, non più remunerativo, con grave danno ambientale.
Ed ora, riportiamo alcune note riguardanti i boschi di castagno, piantumati nel nostro territorio castellano dopo la piccola Era Glaciale del 1709, che distrusse tutte le coltivazioni dell’hinterland.
Il prezioso patrimonio boschivo castanile dei Castelli Romani e dell’Artemisio, situato a soli 28 km da Roma, vero polmone verde della Capitale, per secoli fondamentale per l’economia del territorio, per molteplici motivi corre il rischio di essere abbandonato a se stesso con gravissimo e irreparabile danno ambientale.
Ciò, semplicemente per una politica commerciale inadeguata, dovuta quasi certamente alla mancata conoscenza del suo valori intrinseci sconosciuti ai più.
È opportuno ricordare, che agli inizi del ‘900 Rocca Priora (confermato da documenti in nostro possesso) esportava le “doghe da botte in Spagna”, e come “doghe di Spagna” erano definite anche in perizie boschive dell’epoca.
Evidentemente, il tannino dei castagni castellani doveva essere ottimo per i vini spagnoli.
La 1^ Guerra Mondiale causò certamente l’interruzione di tale esportazione, mentre per i vini prodotti sul nostro territorio continuava l’uso delle “botti di castagno”. Poi le grandi Aziende di produzione vinicola hanno iniziato ad usare sistemi e tecniche diverse offerte dal mercato, possiamo però confermare che in qualche Azienda si sta tentando di tornare all’uso delle botti di castagno, con prezzi molto alti per questi vini.
Altra nota importante: l’uso delle travi del territorio a Venezia: evidentemente danno ottimi risultati di vita nell’acqua. Nei vigneti si sta tornando anche all’uso dei “passoni”, in sostituzione dei paletti di cemento, soggetti a rotture e difficili da smaltire.
Inoltre, in passato, venivano squadre di operai da Sarnano per il taglio dei boschi, ora con i mezzi attuali è tutto più facilitato.
Come mai il settore boschivo del nostro territorio è in crisi?
Forse per la mancata conoscenza e pubblicità della qualità della sua particolare essenza legnosa, molto apprezzata dagli spagnoli nel secolo scorso, certamente per i suoi tannini probabilmente dovuti al terreno vulcanico, o dell’altra qualità che troviamo nel tessuto della massa legnosa, che lasciapassare all’interno umidità e ossigeno … e le altre caratteristiche del pregiato legno di castagno dell’area castellana, sicuramente, ce le potrà descrivere il prof. Francesco Carbone, attraverso lo studio del DNA: lo abbiamo già chiesto in passato e lo chiediamo ancora una volta, certi, inoltre, che quanto illustrerà oggi, per il “Rilancio del castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti, unitamente alla proposta per un LIFE del castagno ”, ridarà speranza di un migliore futuro per questo prezioso patrimonio boschivo dei Colli Albani.
Luciana Vinci














