20 Marzo 2026

Rocca di Papa. Sabato 12 Novembre nell’Aula Consiliare: Convegno sul “Rilancio del Castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti”

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ROCCA DI PAPA (RM) – Sabato 12 Novembre 2016 (ore 9,00-14,00), Rocca di Papa ospiterà, nella sua Aula Consiliare, il 6° Convegno dedicato al “Rilancio del castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti”, organizzato da L’Alveare – Associazione Amici del Castagno di Rocca di Papa (attivissimo Presidente Claudio Botti), con il contributo scientifico del Professore Associato, Francesco Carbone, del Dipartimento per la Innovazione dei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, e del Comune di Rocca di Papa (qui il programma del convegno •>).

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rilancio-castagno-01«L’evento è stato promosso con la prospettiva di definire delle iniziative concrete da realizzarsi nel breve lungo periodo, che daranno risultati solo se supportate da un sistema coeso e diffuso degli operatori locali – come ha dichiarato il prof. Carbone – ricordando pure come l’ecosistema del castagno sia un fattore qualificante per il comprensorio dei Colli Albani , e la sua gestione e le sue produzioni sono rilevanti per la società, l’ambiente e economia».

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Al convegno (<• click sulla locandina a lato per ingrandire) saranno presenti, tra gli altri, i maggiori esperti nazionali della castanicoltura, i responsabili delle Istituzioni del settore boschivo, i Comuni, il Parco dei Castelli Romani, la Regione Lazio, la Comunità Montana, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e, ci si augura, molti operatori del settore, e proprietari, anche di piccoli appezzamenti, costretti dai nuovi interventi legislativi a lasciare in abbandono il bosco, non più remunerativo, con grave danno ambientale.

image001bEd ora, riportiamo alcune note riguardanti i boschi di castagno, piantumati nel nostro territorio castellano dopo la piccola Era Glaciale del 1709, che distrusse tutte le coltivazioni dell’hinterland.

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Il prezioso patrimonio boschivo castanile dei Castelli Romani e dell’Artemisio, situato a soli 28 km da Roma, vero polmone verde della Capitale, per secoli fondamentale per l’economia del territorio, per molteplici motivi corre il rischio di essere abbandonato a se stesso con gravissimo e irreparabile danno ambientale.
Ciò, semplicemente per una politica commerciale inadeguata, dovuta quasi certamente alla mancata conoscenza del suo valori intrinseci sconosciuti ai più.

È opportuno ricordare, che agli inizi del ‘900 Rocca Priora (confermato da documenti in nostro possesso) esportava le “doghe da botte in Spagna”, e come “doghe di Spagna” erano definite anche in perizie boschive dell’epoca.
Evidentemente, il tannino dei castagni castellani doveva essere ottimo per i vini spagnoli.

La 1^ Guerra Mondiale causò certamente l’interruzione di tale esportazione, mentre per i vini prodotti sul nostro territorio continuava l’uso delle “botti di castagno”. Poi le grandi Aziende di produzione vinicola hanno iniziato ad usare sistemi e tecniche diverse offerte dal mercato, possiamo però confermare che in qualche Azienda si sta tentando di tornare all’uso delle botti di castagno, con prezzi molto alti per questi vini.

rdp-630Altra nota importante: l’uso delle travi del territorio a Venezia: evidentemente danno ottimi risultati di vita nell’acqua. Nei vigneti si sta tornando anche all’uso dei “passoni”, in sostituzione dei paletti di cemento, soggetti a rotture e difficili da smaltire.

Inoltre, in passato, venivano squadre di operai da Sarnano per il taglio dei boschi, ora con i mezzi attuali è tutto più facilitato.

Come mai il settore boschivo del nostro territorio è in crisi?
Forse per la mancata conoscenza e pubblicità della qualità della sua particolare essenza legnosa, molto apprezzata dagli spagnoli nel secolo scorso, certamente per i suoi tannini probabilmente dovuti al terreno vulcanico, o dell’altra qualità che troviamo nel tessuto della massa legnosa, che lasciapassare all’interno umidità e ossigeno … e le altre caratteristiche del pregiato legno di castagno dell’area castellana, sicuramente, ce le potrà descrivere il prof. Francesco Carbone, attraverso lo studio del DNA: lo abbiamo già chiesto in passato e lo chiediamo ancora una volta, certi, inoltre, che quanto illustrerà oggi, per il “Rilancio del castagno: gestione sostenibile e bio-prodotti, unitamente alla proposta per un LIFE del castagno ”, ridarà speranza di un migliore futuro per questo prezioso patrimonio boschivo dei Colli Albani.

Luciana Vinci

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