21 Marzo 2026

Rinnovata la “squadra” di governo alla guida della XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini – Area Romana

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SEGNI (RM) – Si è svolto ieri, Martedì 12 Gennaio a partire dalle ore 15 a Segni, presso la sede della XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini – Area Romana, il Consiglio Comunitario che ha portato al rinnovo delle cariche dell’Ente – con la nomina del nuovo Presidente e della Giunta – ed all’approvazione del documento programmatico per le future azioni di sviluppo del territorio dei Comuni facenti parte della Comunità stessa (Artena, Carpineto Romano, Gorga, Montelanico, Segni).

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XVIII Comunita Montana dei Monti Lepini

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Ogni Comune è rappresentato in Consiglio Comunitario, come da Statuto vigente, da 3 consiglieri, dei quali 2 nominati dalla maggioranza di ciascun Comune ed 1 dalla minoranza, per un totale di 15 consiglieri comunitari.
Ogni Consigliere comunitario deve essere assessore e/o consigliere in uno dei Comuni sopra elencati.

Solo nelle scorse settimane tutti i Comuni hanno provveduto – con apposita deliberazione di Consiglio Comunale – all’aggiornamento dei loro rappresentanti, sostituendo coloro che ancora sedevano in Comunità Montana pur non essendo più consiglieri comunali nei rispettivi Comuni a seguito delle ultime elezioni amministrative; e tra questi anche il Presidente uscente, Ettore Pucinischi (Comune di Carpineto Romano).
Di qui l’esigenza di definire una nuova squadra di Governo.

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Dei 15 consiglieri comunitari interessati, hanno partecipato alla seduta in 11, risultando assenti: Sara Centofanti (Comune di Artena), Antonio Giusti (Comune di Gorga), Maria Carolina Onorati, Raffaele Allocca (Comune di Montelanico), Antonella Iannucci (Comune di Segni), Armando Porcari (Comune di Carpineto Romano). Tra loro, unica assente giustificata era il Consigliere Centofanti in quanto in ospedale in procinto di partorire.
Erano inoltre presenti, al tavolo del Consiglio, il Presidente uscente Ettore Pucinischi e, tra il pubblico, i Sindaci dei Comuni di Segni Maria Assunta Boccardelli, di Gorga Nadia Cipriani e di Artena Felicetto Angelini.

I consiglieri presenti (2 del Comune di Artena, 2 del Comune di Carpineto Romano, 2 del Comune di Gorga, 1 del Comune di Montelanico e 2 del Comune di Segni) hanno costituito la nuova maggioranza (di centrosinistra ma non solo) alla guida di questo Ente di secondo livello.
Essi hanno nominato – al loro interno – il nuovo Presidente, individuandolo nella figura dell’avv. Fabrizio Di Paola (Comune di Montelanico) e i seguenti Assessori:
Artena – Domenico Pecorari – deleghe: bilancio e patrimonio (Vice Presidente);
Carpineto Romano – Gioia Di Clemente – deleghe: ambiente, territorio e servizi sociali;
Gorga – Eddy Menichelli – deleghe: cultura e turismo;
Segni – Stefano Salvitti – deleghe: lavori pubblici, protezione civile, agricoltura e attività produttive
mentre il Presidente del Consiglio sarà Irene Palone (Comune di Artena), la cui nomina verrà ufficializzata nel corso della prossima seduta, unitamente a quella del Vice Presidente che dovrà essere espressione della minoranza (sempre che la minoranza decida di partecipare ai lavori del Consiglio).

Pucinischi-Di-Paola-01Il neo Presidente Di Paola ha ringraziato e affettuosamente abbracciato il Presidente uscente Pucinischi, rammaricandosi per l’assenza dei Consiglieri di minoranza il cui apporto, in rappresentanza dei propri Comuni, sarebbe stato doveroso ed istituzionalmente importante.
Di Paola (Comune di Montelanico) ha altresì orgogliosamente definito  se stesso come il Presidente di tutti, ed ha sottolineato il comportamento – a suo dire incomprensibile – del Sindaco di Montelanico che – in precedenza, nel corso di una seduta di Consiglio Comunale – aveva ufficialmente affermato la propria volontà di votare un Presidente della Comunità Montana che fosse originario di Montelanico e – poi – ha fatto mancare la propria presenza ai lavori del Consiglio comunitario.

Il Presidente ha proseguito ringraziando la sua squadra, sottolineando che la Giunta comunitaria, espressione di tutti i Comuni, e l’intera maggioranza, lavoreranno per lo sviluppo di ciascun Paese facente parte della Comunità Montana.
Ha poi illustrato il documento programmatico, delineando le azioni da porre in campo nel prossimo futuro, trattandosi – ovviamente – di una programmazione di medio termine, considerando il caos normativo che ancora vige a livello nazionale e regionale e che prevede a breve una riforma delle Comunità montane stesse in tempi oggi non ancora certi e definiti.

Il documento programmatico prevede una particolare attenzione per i beni patrimoniali dell’Ente (centro di castanicoltura e il vivaio di Segni, il caseificio di Carpineto), così come progetti per lo sviluppo del territorio, fondati su vari filoni tematici – dalla promozione dei prodotti tipici, ad iniziare dalle castagne e dai marroni, al turismo enogastronomico, alla valorizzazione del patrimonio rurale, alla formazione dei giovani, alla gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni, alla tutela del patrimonio – sempre salvaguardando gli equilibri di bilancio e in una ottica di totale trasparenza dell’azione amministrativa.

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Da sinistra: il Presidente del Consiglio Comunitario Irene Palone (Artena), Annalisa Mancini (Carpineto Romano), Gioia Di Clemente (Carpineto Romano), il Presidente della XVIII Comunità Montana Fabrizio Di Paola (Montelanico), Eddy Menichelli (Gorga), Stefano Salvitti (Segni), Antonio Bartolomei (Segni), Domenico Pecorari (Artena ), Andrea Lepri (Gorga)

Nell’augurare buon lavoro a chi d’ora in avanti governerà questo Ente locale di secondo livello per i Comuni, qualche riflessione è d’obbligo al fine di comprendere meglio in quale contesto normativo – nazionale e regionale – si muovono oggi le Comunità Montane e quale potrà essere il loro futuro, se di futuro si tratta.

Il quadro normativo di riferimento delle Comunità Montane

Comunita-Montane-LazioIl quadro normativo è piuttosto complesso e “schizofrenico”, come lo ha definito il Presidente, e vede, da un lato leggi nazionali che da anni hanno sancito la necessità di abolizione delle Comunità Montane e il conseguente blocco dei trasferimenti statali a tali Enti, dall’altro leggi regionali varie che – sulla falsa riga del legislatore nazionale – in varie Regioni hanno riaffermato tale principio ma ciò è accaduto non in tutte le Regioni e non con le stesse modalità da Regione a Regione!

La Legge Del Rio (il testo qui •>), che prevede l’obbligo per i piccoli Comuni (ossia quelli con meno di 5mila abitanti) di esercitare in forma associata le funzioni fondamentali di cui al decreto legge 78/2010 (il testo qui •>), come modificato dal decreto legge 95/2012 (il testo qui •>), ha complicato ulteriormente il quadro normativo.

La normativa statale individua a tale scopo quali forme associative l’Unione di Comuni e la convenzione, delegando le Regioni a definire gli ambiti territoriali ottimali e il limite demografico minimo per tale gestione associata.

L’Assessorato agli Enti Locali della Regione Lazio ha elaborato la proposta di legge regionale concernente “Riordino dell’associazionismo comunale e la soppressione delle Comunità Montane”, attualmente all’esame del Consiglio Regionale. Essa prevede il commissariamento delle Comunità Montane e la loro trasformazione in Unione dei Comuni montani alle quali potranno aderire anche altri Comuni su base volontaria (per es. Gavignano nel nostro territorio), assolvendo i Comuni – nell’ambito dell’Unione – all’obbligo di gestione associata delle loro funzioni fondamentali.

Quindi, ad oggi le Comunità Montane del Lazio continuano ad esistere ma senza disponibilità effettive di bilancio e pertanto gli amministratori di tali Enti non ricevono alcuna indennità, né tantomeno riescono ad attuare direttamente progetti di sviluppo del territorio se non grazie alla capacità di chi le governa di accedere a contributi nazionali e regionali per specifici progetti.

Contemporaneamente “sarebbe” alle porte (ma dipende dai tempi del Consiglio Regionale…) la loro soppressione e trasformazione in Unioni di Comuni che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) consentire ai Paesi che ne fanno parte di esercitare con efficienza, efficacia ed economicità le funzioni fondamentali di ogni Comune.

Del resto l’attenzione che la Regione Lazio riserva alle Comunità Montane può essere ben riassunta con il loro elenco sul sito istituzionale regionale (vedi qui •>) (e foto a lato qui sopra – click per ingrandire •>) nel quale la XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini viene inserita come una non meglio identificata XVIII Comunità Montana in Provincia di Latina, pur non avendo alcun Comune ricadente sotto quella istituzione…

L’augurio per questo 2016 appena iniziato è che i legislatori – nazionale e regionale – diano ai Sindaci – in primis – e anche ai Presidenti degli Enti di secondo livello (Comunità Montane o Unioni che dir si voglia) certezza e chiarezza sui principi normativi di riferimento, affinché essi possano guidare e amministrare al meglio le loro Collettività, la cui capacità di sopravvivere è resa ogni giorni più difficile.