19 Marzo 2026
CulturaValle d. Sacco

Presentato in libreria a Colleferro il nuovo romanzo di Pina Palermo “E con essi chiusa in una stanza” [Foto]

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COLLEFERRO (RM) – Dopo il successo della sua opera prima “E non più foglia morta”, presentata nel Maggio scorso in occasione dell’evento “Soffio di Primavera”, che ha visto la partecipazione di ben otto scrittori ed altrettante opere editi da Pioda Imaging Edizioni, la scrittrice Pina Palermo ha proposto Sabato 4 Novembre nella Libreria il suo secondo romanzo dal titolo “E con essi chiusa in una stanza”.

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Ad introdurre e dialogare con la scrittrice lucana di origini, ma romana d’adozione, la brillante relatrice, nonché poetessa e scrittrice, Gisa Messina, presente anche l’editore Stefano Conti Pioda, per un incontro intenso ed emozionante che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e particolarmente partecipe.
La nuova fatica letteraria di Pina Palermo è un romanzo ricco di umanità, alla ricerca delle proprie radici, ripercorrendo i luoghi dell’infanzia che pur abbandonati, ti restano nel cuore.

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“Un romanzo sicuramente originale nella sua struttura, popolare nel senso di accessibile ad un pubblico quanto più esteso possibile e fondato su una storia celebrante affetti raccontati con maestria, uno snodato di fatti tra realtà ed atmosfere surreali, oniriche che ricorda la grande narrativa europea del primo Novecento”, con queste parole Gisa Messina ha iniziato il suo intervento su questo romanzo che è racconto straordinariamente toccante della vita ad Accettura, luogo di nascita della scrittrice, piccolo borgo vicino Matera, che attraverso una descrizione attenta ed intrisa di passione riesce a trasportare il lettore nelle atmosfere di luoghi dove il tempo scorre lentamente, e ci invita a percorrere via del Calvario ed i tanti vicoli che si intersecano nel paese, facendoci immergere nelle vestigia del passato ed assaporare l’ospitalità della gente di Lucania, rivivendo spazi e i luoghi, profumi, immagini, suoni, rumori e silenzi di una terra aspra e generosa.

Un velo di malinconia percorre la trama del romanzo dove si avvicendano personaggi cari alla scrittrice: da “Marco ragazzo speciale, il suo mondo si basa su numeri e su logiche incomprensibili ma stupefacenti. Anche Gaia è speciale, lei è un fragile incanto che si muove librando le ali. Flaminia invece non ha nulla di speciale, eppure riesce a vedere anche oltre la nebbia, e nelle plumbee giornate d’inverno, ovunque si trovi, riesce a sentire persino l’odore della neve che cade soffice e candida sul suo paese di montagna. Marco, Gaia e Flaminia: tre cuori lucani, tre anime intr…ise di malinconia che per placare la sete dei loro tanti insoluti perché, si muovono alla ricerca di antiche radici e di nuove speranze custodite, gelosamente, tra le mura di una delle tante case a pian terreno, che si affacciano sulle strettole di Accettura. Al loro arrivo la luna fa brillare gli embrici bianchi di neve ed ogni orologio segna la mezzanotte, tranne un vecchio pendolo che, invece, continua a battere all’infinito un’ora tutta ancora da scoprire tra gli innumerevoli giochi d’ombre, d’incanti e di memoria che governano l’ampia stanza dove esso ab illo tempore dimora, e dove ogni battito ed ogni alito danza, incontrastato, in un’intima e segreta atmosfera che supera i confini del tempo, oltrepassa i limiti del tangibile e fabbrica i sogni”.

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Un lavoro che come ha dichiarato la stessa scrittrice è stato lungo e laborioso che l’ha impegnata per circa tre anni, una ricerca intima e profonda per motivare l’amara nostalgiche pervade chi abbandona la sua terra e le sue radici.

Eledina Lorenzon