20 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Pomezia. In un capannone trovati 82 tonnellate di sigarette contraffatte e 10 operai dell’Est tra i quali anche profughi ucraini. Arrestato il titolare e sequestrata la fabbrica

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POMEZIA – Superano le 82 tonnellate i tabacchi lavorati e le confezioni di sigarette di contrabbando riproducenti i marchi delle più note case rinvenuti all’interno di un opificio clandestino, scoperto dai militari del Comando Provinciale GdF di Roma nella zona industriale di Pomezia.

Al momento dell’irruzione nel capannone sono stati sorpresi 10 operai di nazionalità russa, moldava e ucraina, questi ultimi profughi di guerra, sottoposti a turni di lavoro massacranti e costretti ad operare in un ambiente malsano (finestre murate e mancanza di sbocchi all’esterno per i fumi di lavorazione).

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La fabbrica era attrezzata con tutti i macchinari e i materiali necessari alla linea di produzione di sigarette di contrabbando contraffatte.

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In particolare, ammontano a oltre 44 tonnellate le sigarette già confezionate e a 38 quelle di tabacco lavorato estero destinato ad essere utilizzato per la produzione di bionde: si tratta del più ingente quantitativo di generi di contrabbando sequestrati negli ultimi anni sul territorio nazionale.

L’immissione in commercio delle 82 tonnellate avrebbe comportato un’evasione d’imposta di oltre 19 milioni di euro.

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Il titolare dell’impresa è stato arrestato e associato alla Casa Circondariale di Velletri per i reati di contrabbando, contraffazione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, mentre la merce sequestrata sarà destinata alla distruzione.

Le istituzioni locali hanno messo a disposizione dei lavoratori alcune strutture per il primo alloggiamento.

L’operazione si inquadra nella più ampia azione della GdF della Capitale a contrasto delle condotte fraudolente che, oltre a sottrarre ingenti risorse finanziarie allo Stato, alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli imprenditori onesti.