18 Marzo 2026

Palestrina|Roma. Morire da eroi a 31 anni per un incidente sul lavoro. Oggi è toccato a Dario Testani.

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PALESTRINA (RM) – Sono le prime ore di oggi pomeriggio, siamo a Roma in un cantiere in Via della Stazione Aurelia. Da qualche giorno alcuni operai stanno lavorando per la realizzazione della rete fognante necessaria agli edifici che sono in costruzione nell’area adiacente.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

L’escavatore ha tracciato una sorta di trincea sul terreno. Un paio di metri e mezzo di profondità, per circa un metro di larghezza.
Tre operai si sono calati all’interno della trincea e stanno lavorando. Improvvisamente il terreno intorno, e sopra di loro, cede. In un attimo due di loro si trovano letteralmente seppelliti dal terriccio.
La scena non è sfuggita al geometra della ditta che sta effettuando i lavori: Dario Testani. Senza pensarci due volte, quasi istintivamente, l’uomo si lancia all’interno della trincea ed aggredisce la frana a mani nude nel tentativo di liberare i lavoratori sepolti. È a buon punto quando… Un nuovo smottamento seppellisce anche lui. Ma più in profondità.

Sul posto sono subito accorsi i sanitari del 118, la Polizia, i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco. A questi ultimi il compito di tirar fuori gli sventurati.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

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Il primo operaio viene estratto malconcio. È Balan Maricel, 38enne romeno, ha le gambe maciullate.
Una delle ambulanze giunte sul posto lo trasporta a sirene spiegate al Policlinico Gemelli, in codice rosso.

Il secondo operaio a venir fuori è Alessio Alicucci. Forse ha qualche costola rotta. La seconda ambulanza lo trasporta in codice giallo con un trauma toracico al vicino Aurelia Hospital.

Più lungo il lavoro necessario per estrarre il geometra. Dario Testani è più in profondità e le sue condizioni sembrano ancora più gravi. I medici tentano di rianimarlo sul posto. Massaggio cardiaco, ossigeno… Nulla da fare. Per Dario Testani, 31 anni di Palestrina questo è l’ultimo giorno.

Sulla morte del geometra è stata aperta un’inchiesta e la Polizia del Commissariato di PS di Monteverde ha posto sotto sequestro il cantiere.
Alla scientifica ed agli ispettori del lavoro il compito di valutare se le operazioni stavano procedendo nel rispetto delle norme di sicurezza. L’escavatore, parcheggiato vicino alla trincea non sembrava essere in funzione al momento in cui è accaduto l’incidente.

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L’intervento del segretario confederale della Uil, Paolo Carcassi: «La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non deve mai essere messa da parte, soprattutto in un momento di crisi economica come questo. Ciò è ancor più vero nella realtà degli appalti: è sulle aziende che lavorano in queste condizioni, infatti, che si scaricano le debolezze in termini di eccessiva flessibilità e di scarsa sicurezza. Occorre intervenire in questo senso, senza ulteriori indugi – prosegue – , anche riproponendo, con maggiore efficacia, il documento di valutazione integrata dei rischi, per consentire un coinvolgimento e una collaborazione di appaltante e appaltatori. Sollecitiamo il Governo e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a rispondere, al più presto, alla nostra richiesta di incontro per verificare le problematiche più urgenti da affrontare nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».

Così Anna Pallotta della Feneal Uil Roma, Marco Federiconi della Filca Cisl di Roma Mario Guerci della Fillea Cgil di Roma e del Lazio: «Da tempo denunciamo, inascoltati, che a Roma e nel Lazio sta franando l’intero sistema delle costruzioni e con esso, in primo luogo, la sicurezza, le regole e la legalità. L’incidente in via della Stazione Aurelia è il terzo infortunio mortale in edilizia dall’inizio dell’anno, il quarto nel Lazio – spiegano  -. I dati Inail, in calo su incidenti ed infortuni, sono strettamente legati al grande calo occupazionale che sta flagellando il settore, che nei cantieri che visitiamo tutti i giorni significa meno risorse, meno regole, meno controlli ed opere provvisionali sempre più approssimative. Ogni cantiere è unico e nasconde mille pericoli e mille insidie, per questo bisogna tenere sempre alta la guardia. A poco o nulla valgono le dichiarazioni di cordoglio o solidarietà che sempre seguono in questi casi, servono piuttosto misure concrete, da parte di politici e amministratori, a sostegno della sicurezza sul lavoro che deve rappresentare una priorità assoluta, mentre di fatto disegni di legge, protocolli ed osservatori rimangono puntualmente sulla carta o peggio chiusi nei cassetti. Si continua a morire di lavoro, una condizione indegna per un Paese civile».

Il Sindaco di Roma Ignazio Marino: «Mi unisco al dolore della famiglia del giovane operaio che questo pomeriggio ha perso la vita all”interno di un cantiere edile nei pressi della stazione Aurelia. Non è tollerabile che nel nostro Paese si continui ad assistere a una lunga e colpevole catena di morti sul lavoro che devono e possono essere evitate assumendo ogni precauzione e cautela a tutela dell”incolumita” dei lavoratori e a garanzia delle loro famiglie. Le istituzioni di ogni ordine devono sempre piu” rafforzare le politiche per la sicurezza sui luoghi di lavoro, anche sensibilizzando le imprese».

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: «Voglio esprimere le condoglianze personali e dell’Amministrazione regionale ai familiari del geometra che quest’oggi ha perso la vita in un cantiere edile nei pressi della stazione Aurelia cercando di salvare un operaio. Un dramma che deve far riflettere tutti sulle condizioni di sicurezza sul lavoro. Basta con queste morti bianche, che non sono degne di un Paese civile»