Ospedale di Colleferro. Diana Stanzani (Pd): «Sbagliavo su tutta la linea. La Sanità “periferica” va riorganizzata. Mi appello a Zingaretti»

COLLEFERRO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo da Diana Stanzani, Vicesindaco ed Assessore alla Sanità del Comune di Colleferro, una nota che partendo dal “primo nato a Colleferro del 2016” •>, esprime alcune considerazioni sull’Ospedale di Colleferro.
«È nata una bambina. È nata a Colleferro. È nata e sta bene.
Per fortuna ci siamo dette con la mamma, ma questo non fa venire meno le responsabilità e le inadempienze. Quando un anno fa si venne al dunque della chiusura dei reparti di ostetricia e ginecologia non la vidi come una decisione dai risvolti preoccupanti.
Pensavo che con il pronto soccorso ostetrico, con l’auto-medica di emergenza, con il reparto di Palestrina ristrutturato, con gli impegni che la Regione si era assunta, le donne non avrebbero avuto grandi disagi, nonostante la strada un po’ sgarrupata e piena di curve per arrivare all’ospedale di Palestrina.
Pensavo ad un rapporto di continuità tra noi e Palestrina, di prossimità, di dialettica costruttiva, pensavo ad una rete, ad un “distretto”, ma sbagliavo su tutta la linea. Ho sbagliato perché ho avuto la presunzione di pensare che il cittadino è sempre al centro delle scelte anche degli enti superiori.
In questi mesi in amministrazione, ho accolto diverse donne in gravidanza, donne sole, con rapporti parentali e amicali molto esili, donne senza mezzi per spostarsi, donne impaurite dalla vita prima ancora che dal parto. Con loro ho sperimentato percorsi nuovi, ho cercato aiuto, ho cercato soprattutto di capire come costruire una rete nella mia città mentre tenevo sempre allertati i riferimenti di Roma, pronti ad intervenire.
Sono andata a parlare con la direttrice del Sant’Anna di Roma, ho studiato le Case della Maternità che ci sono a Roma e a Milano, ho consultato ginecologhe e psicologhe, ho valutato strutture. Tutto questo perché nel corso dei mesi ho constatato che non c’è fluidità nei rapporti tra strutture territoriali, non c’è una rete di informazioni, non c’è un sostegno che vada oltre “il minino sindacale”, non c’è una volontà di portare fino in fondo la missione mentre troppe volte ho sentito la frase “non è di mia competenza”.
Non metto in discussione la professionalità dei medici e del corpo infermieristico, sotto organico, sotto stress, sottoposto obbligatoriamente a scelte da loro indipendenti, però metto fortemente in discussione il metodo e le scelte fatte dalla Regione Lazio.
Non mi riferisco solo al taglio indiscriminato di comparti e servizi avvenuto nel tempo sul sistema sanitario locale senza avere minimamente in chiaro l’articolazione del nostro territorio, ma chiamo in causa anche la totale assenza di una visione futura della sanità in questa parte di provincia.
Il tema è la mancanza di sicurezza che non necessariamente deve esserci sull’emergenza ma nella routine.
Il nostro territorio, la nostra città è stata privata di servizi importanti senza che a questi si siano sostituiti servizi efficaci ed efficienti o al più che si sia investito su progetti di rete.
Il sistema sanità nel nostro territorio deve velocemente riorganizzarsi ma soprattutto modernizzarsi, concepirsi in maniera diversa per rispondere alle esigenze sanitarie dei cittadini e allora ben vengano la casa della salute o gli studi polimedici o il poliambulatorio aperto nel fine settimana o tutte quelle azioni positive che possono intervenire prontamente a fronte delle esigenze dei cittadini.
Credo inoltre che i tempi per una Casa della Maternità a Colleferro siano maturi perché è assolutamente necessario dare risposte ed essere vicini a chi è in procinto di avere l’esperienza più importante della sua vita.
Per fare tutto questo non serve la bacchetta magica, serve la volontà politica degli enti superiori ad espletare veramente il loro mandato e serve avere la capacità di riconoscere un errore e porvi rimedio.
Magari guardare i territori come corpi vivi e non come merce di scambio sarebbe un buon inizio perché se è vero che alcune scelte vengono assunte perché è necessario razionalizzare è altrettanto vero che altre rispondono a operazioni di ordine politico. Faccio appello al Presidente Zingaretti».
F.to Diana Stanzani – Vicesindaco ed Assessore ai Servizi Sociali, Pari opportunità, Politiche attive e Sanità del Comune di Colleferro












