20 Marzo 2026
Riceviamo e pubblichiamoValle d. Sacco

Ospedale di Colleferro. Carnì: «E se, evitando i doppioni, dessimo a ciascun ospedale delle peculiarità di eccellenza?»

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO (RM) – Al di là delle strumentalizzazioni politiche, al di là delle iniziative popolari associazionistiche, al di là dei campanilismi, la Sanità ed il relativo servizio offerto agli utenti, oggi è diventata – evidentemente – solo una questione di numeri. E lo sappiamo bene, visto che la scomparsa dei reparti di Ostetricia/Ginecologia, Neonatologia e Pediatria, dall’Ospedale di Colleferro è stata imputata proprio ad una questione di numeri.

È ovvio che per “fare numeri” bisogna essere attrezzati con strutture, personale, servizi, strumentazioni, ed anche con una opportuna dislocazione sul territorio di competenza…
In ogni caso poi… i numeri vanno letti… E le “ottiche” di lettura non è detto che siano obiettive e disinteressate…
Poi c’è il dato della “migrazione sanitaria”…

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

E se invece si pensasse a riformulare l’offerta specializzando gli ospedali, evitando i “doppioni” e valutando la dislocazione territoriale anche in ottica “extra Asl” (il bacino del nord della Ciociaria, orbita su Colleferro…)?.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Su questa validissima ipotesi argomenta, in una lettera aperta, il Dott. Domenico Carnì, stimato ed apprezzato chirurgo, oggi Presidente Regionale del Lazio dell’Anpo (Ass. Nazionale Primari Ospedalieri), Ascoti (Ass. Sindacale Chirurghi, Ortopedici traumatologici Italiani), Fials Medici.
Di seguito il testo.

Domenico-Carni-Ospedale-Colleferro

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

«Gent.mo Direttore,
Desidero portare all’attenzione Sua e di tutti i Cittadini del Comprensorio il Rapporto sui dati della nostra Azienda, che il Dott. De Luca ha elaborato ed ha consegnato alla Dirigenza Aziendale ed alla Regione Lazio.

I dati raccolti ed elaborati documentano in modo chiaro quanto da Noi affermato in questi ultimi anni e cioè che è in atto un depotenziamento dell’offerta sanitaria a favore di Roma e del privato.

I dati più allarmanti sono:
1) La notevole carenza di posti letto; infatti mentre dovrebbero essere 1350 (3 p.l. per mille abitanti) sono attivi solo 419.
2) La insufficiente disponibilità di risorse che favorisce la “mobilità passiva” che nel medio periodo porterà al completo depotenziamento delle strutture.

Alla luce di detto Rapporto sarebbe opportuno attivare una seria riorganizzazione della rete ospedaliera garantita da maggiori investimenti da parte della Regione, per potere meglio distribuire l’esistente.
In attesa che ciò possa accadere… ed ho i miei dubbi! Potrebbe essere opportuno organizzare le attuali strutture in modo da dare risposte certe e sicure agli “utenti” ed agli Operatori.
A causa della mancata assunzione di Medici ed Infermieri ormai gli Organici sono insufficienti a ricoprire tutti i turni di servizio delle varie Specialità che spesso sono dei doppioni, per cui sarebbe auspicabile che si pensasse ad una diversificazione degli Ospedali. Detta diversificazione dovrebbe prevedere sia a nord che a sud dell’Azienda la creazione di Ospedali per acuti e per cronici.
Volendo esaminare quanto c’è nel nostro territorio ritengo che l’Ospedale di Colleferro, ove è presente una Rianimazione con tutte le specialità chirurgiche, risponda al requisito per le acuzie, mentre Palestrina potrebbe avere per esempio: la geriatria, la riabilitazione, il post-acuzie ecc.
Quanto proposto a mio parere rappresenta l’unica via per non vedere nel tempo i nostri Ospedali scomparire dalla scena a causa del notevole rafforzamento di alcune strutture vicine: il Policlinico dei Castelli, Tor Vergata, il Casilino ecc.

È tempo di abbandonare i campanilismi e gli arroccamenti che sicuramente potranno portarci al nulla e ricercare la via di un comune percorso che alla fine sarà vincente per tutti.

È l’ora del dialogo …. non c’è molto tempo ….
Poiché in questi ultimi anni dal nostro territorio sono stati cancellati tre Ospedali: Zagarolo, Valmontone ed Anagni per cui l’offerta sanitaria è notevolmente ridotta invito tutte le istituzioni ad intervenire affinché si possa aprire un dialogo per scongiurare il peggio.
È evidente che quanto da me proposto vuole essere uno stimolo per una riflessione comune visto anche il notevole interesse che è presente in tutti i Cittadini come documentato dai Comitati che si sono formati e che intervengono opportunamente in ogni modo per salvaguardare l’offerta sanitaria del nostro territorio».

F.to Dott. Domenico Carnì – Presidente Regionale del Lazio dell’Anpo, Ascoti, Fials Medici