Olevano Romano. “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Un murale all’ingresso dell’Iis “Renato Cartesio”
OLEVANO ROMANO (Eledina Lorenzon) – C’è un nuovo e colorato murale lungo il corridoio principale, accanto alla porta d’entrata dell’Iis “Renato Cartesio” di Olevano Romano, un potente messaggio contro il femminicidio e la violenza di genere, un muro dedicato alle donne, alle ragazze, alle bambine vittime di violenza in vista della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 in memoria delle sorelle Mirabal, tre attiviste politiche uccise in Repubblica Domenicana nel 1960.
Il murale è stato fortemente voluto dalle studentesse del liceo linguistico e scientifico che hanno anche organizzato, in accordo con il Dirigente Scolastico Prof. Gianfranco Trombetta, una giornata per dialogare sulla tematica della violenza sulle donne e sui femminicidi, un intenso momento di riflessione per gettare le basi per un cambiamento di mentalità che vuole partire proprio dalle generazioni più giovani, ricordando anche “l’ennesimo tragico femminicidio, che ha scosso le coscienze di quanti hanno visto in Giulia Cecchettin una figlia, una sorella, un’amica, una studentessa impegnata. Un’altra donna vittima della cultura del dominio e della sopraffazione maschile”.
L’opera è il risultato di un laboratorio tenuto dallo street artist Stefano Bove, in arte “Zhew” e realizzato in brevissimo tempo, una sola giornata e tre ore di lavoro pratico, ma ciò nonostante i le ragazze erano così motivate a rendere quel muro “il loro muro” da riuscire a superare qualsiasi difficoltà operativa.
Partendo da un bozzetto realizzato dopo una fase di confronto sulla tematica: per la memoria sono stati indicati alcuni nominativi delle tante vittime, per la violenza verbale sono state riportate alcune parole o frasi che in prima persona si sono sentite rivolgere, inserite in una nube tossica che si polverizza avvicinandosi ad una figura di donna, per i segni sono state disegnate manate, baci e petali che si muovono nella composizione.
L’opera è completata da una figura di donna con uno scettro sulla cui sommità è inserita una gerbera rossa, realizzata come fosse portatrice di un magico incantesimo.
La figura femminile è ispirata all’opera video-art dal titolo “Ever Is Over All (1997)”, vincitrice del Premio 2000 alla Biennale di Venezia dell’artista svizzera Pipilotti Rist, nota per il suo lavoro provocatorio, spesso divertente, ma sempre elegante che ha influenzato la cultura visiva e quella musicale, riuscendo ad avvicinare il grande pubblico ad una visione intima e provocatoria incentrata sulla femminilità .
Sarà possibile visionare il filmato originale grazie ad un QR Code posizionato vicino all’opera.
Le autrici di questo fantastico murales ci hanno rilasciato un breve, ma intenso testo che riportiamo integralmente:
«Questo murales era nelle nostre teste già da tempo, per la giornata del 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne. Dal momento in cui è nata l’idea fino al giorno in cui è stata sviluppata però è successo un caso, un femminicidio, che ha scombussolato l’Italia, che ha scombussolato tutti, specialmente noi giovani: il femminicidio di Giulia Cecchettin, una ragazza come tutti noi che tutto ciò che desiderava era una laurea e un futuro, peccato però, che questo le sia stato strappato via da un uomo, un uomo rivelatosi mostro, perché per via della sua possessività, il suo mancato insegnamento alla perdita e la sua tossicità ha ucciso Giulia. L’ha uccisa nel più brutale dei modi: prima ci sono state le coltellate e poi l’ha buttata via, per poi scappare. Dopo questo femminicidio qualcosa si è smosso, il silenzio si è sciolto e sul maggiore mezzo di comunicazione, i social, noi donne, specialmente noi ragazze, abbiamo iniziato a parlare, a urlare più forte che mai e abbiamo iniziato a ribellarci ancora di più a queste ingiustizie, denunciando i comportamenti degli uomini che non possiamo più tollerare.
Dietro questo murales c’è la storia di molte donne: alla base di tutto ci sono alcuni dei nomi delle 106 donne uccise quest’anno, questo murale è specialmente per loro. Andando a salire ci sono delle frasi, ma non frasi qualunque, sono le frasi dette da uomini che per via di questa società sbagliata, alcune delle ragazze che hanno lavorato al progetto, hanno dovuto sentirsi dire e subire.
In più c’è questa donna con queste scarpette rosse e questo tenue vestito, dietro di lei c’è una storia, lei è una ragazza, che in un’altra opera d’arte, in un video, distrugge tutto ciò che incontra, per questo abbiamo deciso di riportarla, perché sta distruggendo quella nube di tossico che evade il mondo. Ed è proprio questo che dobbiamo fare noi donne, eliminare quei terribili commenti o gesti e non permettere a nessuno di trattarci come esseri viventi che non valgono, oppure come loro proprietà .
Il tutto si racchiude in una frase, la stessa frase con cui vi lasciamo:
Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima».
Caterina Vania, Francesca Pisano, Chiara Rossi, Irene Alfieri, Emma Zabayo e Nicholas Angelocola
Stefano Bove, nato ad Ostia nel 1992, nel 2007 è entrato nel mondo del writing firmandosi “Zhew” si è diplomato in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma , ha poi proseguito con la specialistica in Arte per la terapia. Ha già realizzato alcune opere di street-art, tra cui il bellissimo murale a Colleferro (Parcheggio Multipiano di Corso Garibaldi) per Willy Monteiro Duarte e due opere al I Festival internazionale Street-Art di Velletri. Ha partecipato a varie mostre e continua il suo percorso come artista-arteterapeuta, rivolto soprattutto ai bambini e ragazzi.


















