Olevano Romano dedica “Largo Caduti di Nassiriya” ai Carabinieri che hanno perso la vita nell’esercizio del proprio dovere
OLEVANO ROMANO (RM) – Olevano Romano ha ricordato, lo scorso 26 Settembre, le vittime di Nassiriya cadute in Iraq in quel funesto giorno del 12 Novembre del 2003.
Il 31 Luglio 2014, con un’apposita delibera, L’Amministrazione Comunale di Olevano Romano ha concesso – con apposita comunicazione – all’Associazione Nazionale Carabinieri locale l’adozione di quello che oggi è – nella toponomastica del paese – Largo Caduti di Nassiriya.
Sabato scorso, 26 Settembre, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’area con lo scoprimento di un monumento dedicato proprio ai Caduti di Nassiriya.
Dopo la rievocazione del tragico evento, a cura del Cap. Arcangelo Maiello, Comandante la Compagnia Carabinieri di Palestrina, sono intervenuti il Sindaco Marco Mampieri, il Presidente della locale Ass. Naz. Carabinieri S.Ten. Francesco Lucidi ed il Colonnello Ernesto Di Gregorio.
Dopo le accorate parole degli intervenuti si procedeva – ad opera del Cappellano Militare della Legione Carabinieri Lazio Don Donato Palminteri – allo scoprimento del monumento, una stele, realizzato da un’artista d’eccezione, il Vice Brigadiere in pensione Luigi Salvati in collaborazione con la signora Martino. A seguire è stata deposta alla base del monumento una corona in onore dei caduti ed il Comandante della Stazione Carabinieri di Olevano Romano, Maresciallo Giovanni Coviello, ha dato lettura alla Preghiera del Carabiniere.
Alla commemorazione erano presenti, in rappresentanza di tutti familiari delle vittime, le vedove di alcuni Carabinieri caduti in quel tragico atto suicida, le signore Trincone, Fregosi e Merlino.
La lettura di una poesia, scritta all’epoca dei fatti, dedicata ai Caduti di Nassiriya e le frasi scritte e lette dagli alunni delle scuole hanno commosso i numerosi presenti che hanno poi assistito al concerto della Banda dei Carabinieri con un programma molto apprezzato ed applaudito, culminato con l’immancabile Inno di Mameli.
(foto a cura di Giovanna Speranza)












