21 Marzo 2026
Città Metropolitana di Roma

Monte Porzio Catone. II Edizione del Forum ClassicoContemporaneo a cura del Centro Studi sulla Cultura e Immagine di Roma

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MONTE PORZIO CATONE (Luciana Vinci)La seconda edizione del Forum ClassicoContemporaneo, dopo quella realizzata nella prestigiosa Villa Giulia, sede del Museo Nazionale Etrusco a Roma, si terrà nelle due giornate del 25 e 26 ottobre nella splendida cornice di Villa Mondragone; salendo dalla sottostante Via Tuscolana, tra Frascati e Monte Porzio Catone, la più grande delle ville tuscolane si erge maestosa alla sommità dell’omonimo parco, centro di molteplici attività e di iniziative culturali.

Il Forum ClassicoContemporaneo si propone come un luogo di incontro e dialogo aperto per direttori di musei, studiosi, critici e storici dell’arte, architetti, archeologi, artisti, letterati e musicisti, immersi nella bellezza e nella storia di un luogo senza tempo, dove passato e presente si intrecciano per generare nuove prospettive e interpretazioni.

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L’iniziativa è promossa dal Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, presidente Marcello Fagiolo, direttore Mario Bevilacqua, in collaborazione con il Centro Congressi Villa Mondragone, presieduto da Marcella Pisani, e l’IRVIT – Istituto Regionale delle Ville Tuscolane, commissario Francesco Scoppola.

Stagione Teatrale V. Veneto 25-26Stagione Teatrale V. Veneto 25-26

Il Forum, tenuto in forma biennale, nasce dalla proposta di interpretare il senso e il concetto stesso del termine “Contemporaneo”, da sempre legato all’antico, eppure inevitabilmente variabile, cangiante e mutevole, che richiede continue e necessarie riflessioni, annotazioni e osservazioni: il rapido rispecchiarsi nel dinamismo sociale detta le interazioni culturali e quindi gli inevitabili orientamenti futuri.
I due termini, Classico e Contemporaneo, descrivono la vasta tematica che si va sempre più articolando in modo stringente nel mondo delle istituzioni culturali e delle ricerche artistiche, nelle innumerevoli declinazioni e interpretazioni materiali e immateriali.
L’idea di contemporaneità, spesso scompigliata e ingarbugliata, guida e influenza i nostri comportamenti in una prospettiva del presente che non affida nulla al futuro, lasciando ampie zone in penombra in un eterno crepuscolo di ambivalenze.

Il tema e titolo dell’incontro, “Progetto e Catastrofe, il mondo antico e il contemporaneo”, reinterpreta la “catastrofe” come trasformazione e discontinuità, trauma, frattura, capovolgimento, mutazione, dando forma alle rovine e ai problemi, interrogando le varie sfere dell’arte e della creatività, concependo nuove visioni, redenzioni, ricomposizioni e sublimazioni.

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Una rappresentazione fotografica del Cretto di Gibellina viene proposta in forma simbolica come immagine dell’evento: un immenso velario e monumentum nazionale e internazionale per la sua magnificenza ambientale.
Questa sublimazione in una dimensione estetica e spirituale è segno e simbolo, in una rinnovata visione immaginifica, della capacità di redenzione e “visitazione” di un’immensa catastrofe.
Un’ulteriore suggestione è data dall’Aurora, dea della mitologia romana, che annuncia e porta la luce del giorno, rappresentata con le ali di una divinità in movimento.
Si rinnova ogni giorno all’alba, volando attraverso il cielo e annunciando l’arrivo della mattina. Viviamo nel chiarore di questo movimento, nei barlumi del crepuscolo mattutino, contemplando la bellezza della natura che si svela in una visione turbata da tristezza e nostalgia, una bellezza destinata a perire con l’inverno, così come la bellezza del mondo.
D’altro canto, tutta la storia dell’uomo non è fatta di progetti e di rovine? È la manipolazione della materia e la sua trasformazione in pietra filosofale (architettura, pittura, scultura…) che ha permesso all’opera di farsi secretum, custodito nella prima luce dell’alba dorata.
La dea dell’Aurora e il suo primo apparire è il principio di ogni cosa: della fanciullezza, della conoscenza, della civiltà, e tutto inonda d’oro (aurum). Discende però dai titani audaci e nomadi, dalle forze primordiali e distruttive dell’uomo, eroe tragico e sacrale immerso nei suoi orizzonti visionari e naturali.

Un’occasione, quella del Forum, per riflettere su tematiche attuali, favorendo un dialogo aperto a tutti sulle trasformazioni culturali e sulle nuove prospettive che da esse emergono, stimolando una partecipazione attiva nel delineare il panorama artistico e culturale del futuro.